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I fossili di Bolca

Il pesce angelo (Eoplatax papilio)Il giacimento a pesci e piante fossili di Bolca, per la diversità delle specie, per la qualità della conservazione, e per il numero dei reperti è considerato il più importante deposito fossilifero del periodo Cenozoico. La sua formazione risale a 50 milioni di anni fa, durante l'epoca geologica che gli scienziati chiamano "Eocene", quando su tutta l'area dei Monti Lessini, in cui Bolca è situata, si estendeva un caldo mare a carattere tropicale, ricco di flora e di fauna. Sul fondo di questo antico mare, chiamato "Tetide", si depositarono resti di piante e cadaveri di animali che vennero poi sepolti ed inglobati da fanghiglie calcaree, entro le quali a poco a poco si fossilizzarono. Con il passare dei millenni fanghiglie ed altri sedimenti si solidificarono, diventando dura roccia. Gli strati rocciosi, a loro volta, sotto le spinte di potentissimi movimenti della crosta terrestre, si sollevarono e si innalzarono, dando origine alla Catena Alpina. Così dove un tempo c'era il mare oggi sorgono le montagne, che conservano al loro interno i pesci e gli altri organismi pietrificati.

Il Museo di Bolca è dedicato all'esposizione di questi fossili, ed alla illustrazione delle tematiche scientifiche legate allo straordinario giacimento della "Pesciara". Sorto nel 1969 dalla collaborazione del Museo Civico di Storia Naturale di Verona, della Comunità Montana della Lessinia e della famiglia Cerato, è stato ampliato e completamente rinnovato nel 1996, su progetto scientifico di Lorenzo Sorbini, Direttore del Museo Civico di Storia Naturale di Verona, e su progetto grafico di Mauro Pangrazio. Con le sue belle sale realizzate secondo i più avanzati criteri espositivi ci vuole ricordare che Bolca ed i suoi fossili sono un patrimonio unico ed irripetibile dell'intera umanità.Un esemplare di Mene Rhombea

All'ingresso del Museo, in una vetrina sospesa dal disegno innovativo, sette pesci fossili perfetti per stato di conservazione e così rari da essere definiti "gioielli" accolgono il visitatore. Con la loro bellezza vogliono essere una prima testimonianza delle meravigliose faune fossili di Bolca. Essi provengono tutti dalla Pesciara che è sicuramente il giacimento fossilifero più famoso della zona, e quello che ha la maggiore importanza scientifica. Ma non è l'unico. Nella valle del fiume Alpone, infatti, sono conosciute da secoli altre significative località fossilifere. Esse sono: Monte Postale, Monte Purga e Spilecco che sono situate nelle parte alta della valle, assai vicino alla Pesciara e all'abitato di Bolca; S. Giovanni Ilarione e Roncà che si trovano invece a quota più bassa, vicino alla pianura.

Di fronte alle decine di migliaia di fossili estratti dalla Pesciara, specialisti e visitatori si sono sempre chiesti quali siano state le cause della morte di tanti pesci e perché si siano conservati. Di norma, infatti, i pesci muoiono perché mangiati da altri animali (specialmente se non possono fuggire velocemente perché vecchi o malati) e quindi non lasciano alcuna traccia di sé. Per spiegare l'enorme quantità di ittioliti (= pesci di pietra) trovati in queste rocce bisogna, dunque, cercare qualche motivo fuori dal comune. Oggi prevale l'idea che un rapidissimo sviluppo di alghe microscopiche abbia avvelenato improvvisamente le acque facendo morire tutti gli animali che le abitavano. Questo fenomeno, oggi piuttosto frequente e detto delle "acque rosse" per il colore che fa assumere al mare, si sarebbe verificato ripetutamente a Bolca, sterminando nel corso di millenni un'immensa quantità di pesci.

La zona fossilifera di BolcaIl secondo fatto fuori dal comune è la perfetta conservazione degli ittioliti. La spiegazione è che una volta morti e scesi sul fondo questi pesci non trovarono né gli animali "spazzini", che mantengono puliti i fondali mangiando tutto quello che vi si deposita, e neppure i microorganismi che avrebbero potuto causarne la putrefazione. Infatti sul fondo della laguna di Bolca non c'era abbastanza ossigeno perché un qualunque animale potesse sopravvivervi. I resti vennero quindi ricoperti dal sottilissimo fango calcare che si accumulava molto rapidamente sul fondale e che seppellì i pesci proteggendoli dall'ambiente esterno e che, indurendosi fino a diventare roccia, ne conservò la forma fino nei minimi particolari.

 

 

Bolca si trova nel Parco Naturale Regionale della Lessinia, a pochi chilometri da Verona.

Maggiori informazioni è possibile averle al sito Web www.lessiniamusei.it o telefonando al Museo di Bolca al numero 045 6565088

Il Parco Naturale Regionale della Lessinia

 


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