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Modena città d'arte
Antica capitale del Ducato Estense e città
d'arte, Modena offre gioielli architettonici apprezzati in tutto
il mondo.
Piazza Grande con il Duomo e le torre Ghirlandina, capolavori
dell'arte romanica italiana, nel 1997 sono stati dichiarati
dall'UNESCO Patrimonio Mondiale dell'umanità.
In pieno centro, a poca distanza dalla cattedrale, sorge il
seicentesco Palazzo Ducale che ospitò la corte Estense,
trasferitasi a Modena da Ferrara nel 1598. Di notevole interesse
sono la Galleria e la Biblioteca Estense, custodi di opere d'arte
di assoluto valore: tra le tante, il ritratto del Duca Francesco
I° eseguito dal Velazquez e la Bibbia di Borso d' Este,
capolavoro della miniatura ferrarese del XV° secolo.
Modena vanta famose e prelibate tradizioni gastronomiche, tra
cui spiccano l`Aceto balsamico Tradizionale di Modena, ed altri
famosi prodotti come i tortellini, il lambrusco, il Parmigiano
Reggiano, il Prosciutto di Modena.
Tutte le informazioni su Modena e provincia all'indirizzo
www.provincia.modena.it
Visitando Modena diventa utile conoscere dove poter
trovare un buon ristorante. Ecco il nostro consiglio espresso
con un testo prelevato da un articolo apparso anni addietro
su un giornale locale:
RISTORANTE "LA TRAMONTANA".
Indirizzo: via Donati (parallela a viale Gramsci, ang. via Buozzi),
Modena
Tel. 059 312074.
Giorno di chiusura: Mercoledì.
SPECIALITÀ
Antipasti: vastissimo assortimento self-service
Primi piatti: Riso al radicchio trevigiano, Gramigna con salsiccia,
Maccheroncini panna prosciutto e piselli, Gnocchi.
Secondi: Arrosti misti, Bolliti, Grigliate di carne, Spiedini.
Dolci: Coppa al mascarpone, Semifreddi.
Vini: Lambrusco, Barbera, Sangiovese, Pinot, etc.
Eventuali: Porchetta, Roast-beaf, Vitello tonnato, Pizze di
tutti i tipi.

BREVE STORIA DEL LOCALE
Conosciuto universalmente come "Gianni" per le minestre
fumanti, numerose e sempre diverse, il Cav. Enrico Bigiani gestisce
questo locale con la signora Maria da dieci anni. Prima Gianni
aveva aperto l'Hostaria del Teatro. Andando sempre a ritroso
nel tempo lo troviamo al Tucano (1969) e al Ristorante dello
Starione (1961). Il suo debutto risale all'Hotel Acquasanta
di Chianciano Terme. Di lui Pier Maria Paoletti, su "Panorama",
scriveva quando era ancora alla Stazione "Potrebbe essere
chef sulla Michelangelo o al Ouirinale: invece, per la sua caparbia
umiltà, è soltanto il Gianni del buffet della
stazione di Modena. Un giovane timido e sorridente che esercita
il suo «magistero» con trepidazione e perfino con
angoscia: prepara piatti favolosi e poi osserva dal buco della
serratura se i clienti sono soddisfatti. Enrico Bigiani (detto
comunemente Gianni per una sbrigativa e affettuosa deformazione
del cognome) è un personaggio unico nel suo genere, è
nato cuoco come un altro nasce poeta; la vocazione irresistitibile
l'ha chiamato fin dagli anni dell'infanzia: non è stata
una scelta meditata di mestiere, e adesso, qualunque cosa cucini,
attinge alla perfezione assoluta. Ecco, «perfetto»
è l'unico aggettivo che si addice a ogni suo piatto amorosamente
preparato. Non stravagante, originale, fantasioso, elaborato:
semplicemente perfetto. Una perfezione di cui non si riesce
a penetrare il segreto. Sa creare di tutto, naturalmente, ma
è proprio sulle cose più modeste (e generalmente
trascurate), un piatto, un piatto di spinaci, di patate arrosto,
di purea, che si giudica la classe di un cuoco."
COME ARRIVARE
Dopo il cavalcavia della Sacca (quello vicino alla Stazione)
in fondo a Viale Gramsci a destra.
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