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LE DECORAZIONI

In ogni epoca l’uomo ha sentito il bisogno di decorare l’ambiente in cui viveva. Gli elementi decorativi ovviamente risentono del luogo e del tempo in cui sono stati eseguiti. Prenderemo qui in esame soltanto le decorazioni di gusto europeo, tralasciando quelle africane, sudamericane e orientali.

Per elemento decorativo si intende quell’insieme di disegni, ghirigori, cornici che arricchiscono un oggetto o una parete. Il tipo di tecnica e il disegno caratterizzano quindi lo stile di una decorazione.

Innanzitutto è opportuno fare delle semplici considerazioni sull’uso del pennello: non deve essere mai carico di colore e dopo averlo intriso nella tinta bisogna rigirarlo su se stesso per toglierne l’eccesso.

Se si devono eseguire linee dritte o contorni, tenere il gomito appoggiato e il pennello verticale rispetto alla superficie da decorare; cercare di conservare una pressione costante e sempre lo stesso verso di pennellata, in modo che sia il più uniforme possibile. E’ importante mantenersi sempre dentro il disegno, senza uscire dai bordi; per non sbagliare è essenziale scegliere un pennello di giusto spessore.

Gli elementi decorativi più comuni sono le cornici, i fiori e le foglie; il loro disegno e la tecnica pittorica usata li differenziano per epoca di appartenenza e stile di decorazione.

La colorazione può essere piatta, cioè una semplice campitura del disegno, o sfumata. Quest’ultima serve a dare rilievo e rotondità alla decorazione; con la grisaglia si riesce a ottenere persino un effetto tridimensionale con le luci e le ombre.

Per preparare una colorazione sfumata si prepara il colore in tre diverse luminosità: chiara, media e più scura. Quando in un colore si parla di luce si intende una tonalità più chiara del colore base delle campiture, cioè la media, quando si parla di ombra si intende una tonalità più scura.

Per le campiture va usato un pennello di martora sintetica, e per le luci e le ombre uno più piccolo.

E’ importante usare diversi toni nella colorazione delle varie parti di un fiore. I fiori e le foglie più grandi di solito devono apparire in primo piano, ed è quindi necessario usare una tonalità più scura. Il colore più chiaro, che verrà usato sui fiori più piccoli, accentuerà l’effetto di profondità. I risvolti dei petali e la parte di sotto delle foglie devono essere di colore contrastante per evidenziare la loro curvatura e il loro ripiegamento.

Il colore va diluito più o meno, a seconda che si voglia ottenere un effetto coprente o acquarellato. E’ preferibile iniziare con i singoli petali e quindi, una volta che il colore è asciutto, stabilire quali zone del petalo si vogliono far apparire in ombra e ritoccarle con la tonalità più scura (di solito si scurisce la parte più vicina al centro del fiore); quindi dare comunque qualche colpo di luce in alcuni punti.

Per rendere più facile l’operazione si può inumidire la superficie prima di dare le ombre e le luci.

Nella decorazione tirolese le luci e le ombre vengono realizzate in un solo passaggio: il pennello, infatti, viene immerso nel colore, scaricato dell’eccesso di tinta e intriso da una parte con un colore e dall’altra con il bianco. Il movimento è unico: il pennello viene girato su se stesso ed essendo entrambi i colori freschi questi tendono ad amalgamarsi tra loro.

Tratto da “Enciclopedia delle Tecniche Decorative”, Arnoldo Mondadori Editore.

 


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