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VIAGGIATORI, IMBONITORI, LUNAPARKISTI 

PER UN'IPOTESI STORICA DELLA NASCITA DEL LUNA PARK.
Che cosa è un Luna Park? 

Un sistema di giochi dalle origini antiche, ma trasformati e riproposti in forma «macchina». 

La risposta «rubata» alla studiosa Elisabetta Silvestrini è breve, concisa e fotografa perfettamente la lenta trasformazione dei giochi che animavano le fiere ai «mestieri» dei Luna Park. 

Dal punto di vista storico, è infatti ancora poco chiaro il passaggio, avvenuto nei gruppi fieranti, dagli spettacoli di piazza o di tipo circense, alla gestione delle macchine dei Luna Park. In questo saggio si cercherà, almeno in parte, di colmare questo vuoto. 

La storia di molte attrazioni, dalle antiche alle moderne, dalle rudimentali altalene all'ottovolante, è analizzata in un contesto europeo, ma con riferimenti precisi al loro apparire e al loro evolversi in Italia. In effetti le condizioni di sviluppo in altri paesi possono essere state anche molto diverse, dato il maggiore o minore benessere, la diversa capacità industriale o anche, più semplicemente, il differente modo di concepire la vita.[1]  La storia delle fiere e dei giochi di piazza in Europa infatti è assai diversa da quella del nostro paese, «dove la propensione si potrebbe dire mediterranea e insieme di origine comunale, all'uso polivalente della piazza ha probabilmente determinato il lungo prevalere degli spettacoli da fiera sull'uso delle primitive macchine da Luna Park. Automi, organi meccanici, pianole, giostre, vennero infatti importate in Italia, inizialmente, soprattutto dalla Germania e dall'Europa centrale, da quei paesi cioè depositari di una cultura dell'orologeria, di una tecnologia certamente già piuttosto avanzata, ma probabilmente anche di una dimensione culturale, in cui giostre, percorsi accidentati, giochi di piazza fissi erano già patrimonio stabile della società del tempo.» [2] 

Ma quanti erano gli artisti ambulanti che popolavano le nostre piazze nelle occasioni di festa? E' difficile dare delle risposte precise, perché la natura stessa della loro professione ambulante li sottrae agli affrettati censimenti, così come è complicato indagare sulla storia delle famiglie che operarono e operano nel settore, perché, salvo poche eccezioni, esse hanno cambiato «mestiere» continuamente. L'eterogeneità dei padiglioni e dei «mestieri» che compongono un parco divertimenti, inoltre, rende difficile ricondurne le origini a un'unica fonte. 

NOTE
[1] G. Pretini, Dalla fiera al Luna Park, Udine, 1984, pag. 1. 

[2] E. Silvestrini (a cura di), La piazza universale, Roma, 1988, pag. 71.

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