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Il tè come bevanda

Il tè è una bevanda ottenuta per infusione, che viene abitualmente consumata calda ed è originaria dell'estremo Oriente.
Da qualche anno questa bevanda, che per alcune popolazioni rappresenta una vera e propria tradizione -per gli inglesi, per esempio, è un rito quotidiano alle cinque del pomeriggio- è stata proposta, soprattutto in Italia, anche come bibita rinfrescante.
È nato così il tè freddo -tra cui quelli maggiormente conosciuti sono il classico e il tè all'aroma di pesca- che ha interessato commercialmente importanti industrie produttrici di bibite e acque minerali.
ineccepibili sia dal punto di vista strutturale sia da quello palatale.

La pianta del tèLa pianta del tè.
Il the o tè (Thea sinensis) è una pianta appartenente alla famiglia delle teaccee o ternstromiacee. È di media altezza (può infatti raggiungere a malapena i tre metri) e ha foglie alterne, ellittiche od ovali, coriacee e lunghe mediamente dai due agli otto centimetri, con grossa nervatura mediana, diramazioni a rete, ricoperte da una leggera peluria quando sono ancora giovani.
Sono appunto queste foglie che danno il raccolto migliore, chiamato "tè dell'imperatore" perché in passato erano riservate alla casa imperiale cinese.

L'uso del tè come infuso è conosciuto dai cinesi fin dal sesto secolo dopo Cristo e proprio la Cina nella sua parte sudoccidentale, insieme all'Indocina settentrionale, sembra essere il luogo d'origine di questa pianta.
Il tè ebbe una strana diffusione in Asia, tanto è vero che in Giappone, pur non avendo inizialmente trovato molti estimatori, veniva consumato intorno all'anno 1000, mentre a Giava, Ceylon e Formosa, che ancora oggi sono tra i Paesi più interessati alla produzione di questa pianta, venne introdotto solamente 150 anni fa.
Il tè raggiunse il continente europeo per merito degli olandesi nel corso del diciassettesimo secolo.
Al giorno d'oggi, come maggiore consumatore mondiale, troviamo l'Inghilterra, che da sola importa quasi la metà della produzione mondiale di tè. Il primo raccolto in Cina e in Giappone avviene nel mese di marzo, il secondo e senz'altro il principale nel mese di giugno; il terzo e ultimo, nel mese di luglio, offre purtroppo un prodotto alquanto scadente.
In India e in Indonesia la raccolta avviene a breve distanza, tanto che le messe sono stimabili in dieci, dodici all'anno.
Per la corretta crescita della Thea sinensis, il terreno più adatto è quello profondo, ricco di humus, in località riparate dai venti e che presentano elevata piovosità.
La raccolta delle foglie inizia sulle piante di tre anni e offre il massimo della qualità quando il vegetale è al quinto anno di vita.
Raggiunta la veneranda età di dodici anni, il suo sfruttamento cessa e di conseguenza si provvede a mantenere elevato il livello della piantagione tramite l'innesto di nuove colture.
Il tè viene coltivato entro i 360 di latitudine, sia nell'emisfero australe sia in quello boreale: regioni tipiche di coltivazione sono la Cina e il Giappone; l'isola di Ceylon ha le migliori condizioni climatiche, specie nelle regioni di collina.
Altri Paesi grandi produttori di tè sono l'Africa e l'America meridionale.

Le varie qualità di tè.
Il tè verde, uno dei più rinomati, è tipico del Giappone e costituisce il 98 per cento dell'intera produzione locale, che per il 90 per cento è destinata esclusivamente al consumo interno.
Questo prodotto si ottiene semplicemente per essiccamento delle foglie, dopo una pre - essiccazione conosciuta con il nome di avvizzimento che inattiva la teasi.
La procedura di avvizzimento si effettua al sole o in ambienti ventilati e il prodotto viene accartocciato a mano o a macchina, setacciato per l'eliminazione di eventuali impurità e infine confezionato.
Il tè nero, indubbiamente quello più conosciuto al mondo, si ottiene facendo precedere l'essiccazione delle foglie dalla fermentazione.
Il procedimento di fermentazione si effettua, o per meglio dire si favorisce, mettendo le foglie di tè su delle lastre metalliche riscaldate e ricoprendole con grandi teli inumiditi.
Per effetto di agenti enzimatici, si ottiene l'insolubilizzazione di una grossa parte di tannino e di conseguenza il tè risulta meno astringente, di colorazione bruna e dallo spiccato aroma.
In Cina si prepara anche un tè a debole fermentazione, detto Oolang. Le denominazioni dei tipi di tè commerciali nei luoghi di produzione si riferiscono a vari fattori: i tè neri ottenuti dalle foglie più giovani e più piccole sono senz’altro i più pregiati e vengono chiamati "Pecco".
Le migliori qualità di Pecco sono la Flowery e la Orange.
Dalle foglie più vecchie, ormai prive di lanugine, si ottiene il tè Souchong, di color bruno nerastro, ottimo al palato.
Più astringente è invece il Pouchong, ottenuto da foglie mescolate ai piccioli.
Secondo la provenienza, si distinguono anche i tè di pianura, Lou, e i tè di collina, Higt.
I tè verdi giapponesi sono denominati a seconda del tipo di essiccazione, cioè, se essiccati in bacinelle Pan fired, in panieri Bakst fired, e al sole Sun dried.
Dai frammenti o detriti di lavorazione si ottengono le qualità inferiori, che sono facilmente individuabili perché accompagnate dalla denominazione Broken Tea.
Dal punto di vista nutrizionale, il tè come il caffè è una bevanda stimolante; contiene infatti caffeina, una sostanza nervina che prende nel caso specifico il nome di teina.
Altri elementi che concorrono a rendere gradevole questa bevanda sono un olio essenziale e alcune sostanze resinose, mentre le qualità astringenti sono attribuibili a componenti di origine tannica (tannino).



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