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La storia del gelato

Il gelatoIl piacere di gustare un buon gelato è antico di almeno tremila anni e la sua nascita è incerta come il mondo. Non era certamente come il gelato che si mangia ai nostri giorni e come quello che si gustava alla Corte di Caterina de' Medici nel XVI° secolo.
Patria del primo dessert fu la Cina o la Grecia? Furono gli antichi egizi o i romani ad aprire la strada verso questa prelibata leccornia?
In un passo della Bibbia troviamo Isacco che offre ad Abramo latte di capra misto a neve: il "sorbetto". Dove il sole ardeva si sentiva particolarmente il desiderio di refrigerio, tanto che i Faraoni facevano scavare grosse buche dove seppellivano lastroni di ghiaccio che in estate servivano per preparare freschi dessert.
Se ci spostiamo in Arabia troviamo che ogni bibita ghiacciata già veniva chiamata "cherbet", da cui la parola italiana sorbetto. Dalle terre arabe ed egiziane a quelle siciliane il percorso è inevitabile. E qui il sorbetto alimenta una grande tradizione storico-sociale.
Conseguente il percorso fino a Roma (le cose buone si propagano speditamente!), dove la "nivita potio" citata dal filosofo Seneca ha grande diffusione. Imperatori e condottieri romani non trascurano questa delicata leccornia, preoccupandosi di far giungere dalle zone più fredde dell'impero il ghiaccio necessario per ottenere, in aggiunta al miele e alla frutta, delle vere prelibatezze.
Nulla se paragonato all'invenzione di un sorbetto a base di latte, proposto da un cuoco che lavorava alla corte di Caterina de' Medici, e che la stessa volle con sé alla corte francese quando nel 1533 convolò a nozze con Enrico II° di Valois.
Nel frattempo in Sicilia si sviluppa una nuova raffinatezza: la sostituzione del miele con lo zucchero e l'aggiunta del sale mescolato al ghiaccio per far durare di più il gelato. Questa nuova formula, messa a punto da Francesco Procopio, dà inizio ad un nuovo mercato. Nel 1686 l'intraprendente siciliano si trasferisce a Parigi dove inaugura il "Café Procope", tutt'ora esistente.
Era il periodo del Re Sole, Luigi XIV°, il quale non si faceva certo mancare questa prelibatezza destinata, come nel resto dell'Europa, dato l'alto costo dello zucchero, alle corti ed alle tavole altoborghesi.
Un altro passo importante per la produzione e divulgazione del gelato viene dagli Stati Uniti dove Nancy Johnson, del New Jersey, nel 1846 mette a punto la gelatiera: un mastello pieno di ghiaccio e sale dove Nancy ha infilato un cilindro metallico con l'impasto da gelare che viene girato con una manovella. Due anni dopo William Young si preoccupa di applicare un motore al mastello, consentendo un raffreddamento più uniforme del composto. E ad un altro americano si deve l'invenzione del ghiacciolo: un bicchiere di frutta con un cucchiaio dentro, messo a raffreddare.
Il gelato non va considerato solo quale apporto di refrigerio, ma anche di energia, diventando sostitutivo di un pasto o di una merenda, apportando zuccheri, uova, proteine, frutta, latte. Un apporto considerevole tanto per i grandi quanto per i bambini.

Tratto da "Mondogelato".


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