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ORIGINI E CONTINUITÀ DEL FASCISMO
TRA PASSATO E FUTURO
Si capisce il fenomeno del fascismo solo se si
parte dalla constatazione che è la società capitalista
che lo genera, così come genera altre forme di violenza
organizzata, quali le aggressioni imperialiste ai popoli, il
razzismo, la così detta mafia.
Quando si parla del fascismo si pensa alle
parate, alle camice nere, ai gagliardetti, al saluto romano.
Il fascismo è anche questo, ma non è solo questo.
Esiste certamente un folclore, per così dire, fascista,
una propaganda con i suoi luoghi comuni, le sue frasi fatte,
le parole dordine che esprimono abbastanza bene lo spirito
e lo stile fascista. Questa propaganda va tenuta presente, può
costituire un utile presupposto di partenza, ma non bisogna
fermarsi ad essa, tantomeno al presunto interclassismo che il
fascismo diceva di esprimere. Il suo autentico carattere di
strumento armato dei grandi interessi e privilegi economico/politici
lo ha portato ad assolvere, non solo in Italia, ma in ogni parte
del globo dove ciò si è reso necessario,
il compito di reprimere brutalmente le rivendicazioni popolari.
Ciò non riguarda solo il passato, riguarda il presente
ed anche il futuro, fintanto che i meccanismi che lo generano
non saranno abbattuti attraverso la collettivizzazione del potere.
Per spiegare ciò bisogna dire alcune cose sulle origini
del fascismo, infatti le origini del fascismo non sono da ricercare
negli anni della sua fondazione ma erano già presenti
nella stessa rivoluzione nazionale del periodo conosciuto come
risorgimento, ovvero con laffermarsi del capitalismo che
costituì un blocco di potere fra la nascente borghesia
mercantile e manifatturiera del Nord con la vecchia grande proprietà
agraria nobiliare del Sud; il che generò un regime fortemente
conservatore, il quale tenne per decenni il governo estraniando
da ogni partecipazione alla vita politica la stragrande maggioranza
dei cittadini, che erano poi allepoca essenzialmente contadini.
Elettori ed eletti erano quindi soltanto i borghesi delle città
e i possidenti della campagna. In quanto alle libertà
elementari di associazione, di riunione, di stampa, esse erano
sottoposte a regolamenti di polizia ottusi e oppressivi. La
rivoluzione liberale, lungi dal significare almeno la ridistribuzione
delle terre dei feudi, si accaniva con estrema violenza massacrando
quei contadini che vi avevano creduto, dove la fame di terra
di quei contadini fu saziata e spenta con il piombo dei fucili
e con il ferro delle manette carcerarie. I contadini, che costituivano
allora la maggioranza delle classi sfruttate, chiedevano terra
e lavoro; e i padroni li schiacciavano con la forza, perché
la forza fu e restò per la classe dominante che detiene
da allora il potere economico e politico nel nostro paese, lo
strumento decisivo di risoluzione di tutti i conflitti sociali
e dunque anche del confronto politico.
I primi cinquantanni dello Stato unitario sono un continuo
succedersi di scontri sanguinosi in ogni parte dItalia
fra masse che reclamano il loro diritto di vivere umanamente
e truppe ridotte allubbidienza cieca e assoluta da metodi
di caserma duri e spietati, eccidi di braccianti agricoli e
di operai.
Luso della violenza come strumento di risoluzione dei
conflitti sociali non è stato una scoperta, una invenzione
del fascismo, anche se il fascismo ne ha fatto sistema esclusivo
e permanente di governo. Le giornate milanesi del 1898 ne sono
state già, ventiquattro anni prima dellassunzione
del potere da parte del fascismo, uneccellente anticipazione.
Il generale Bava-Beccaris e chi gli diede ordini (e chi a strage
compiuta lo ha decorato) ubbidivano a concezioni del tutto identiche
a quelle sulle quali poi Mussolini e i suoi accoliti hanno eretto
la loro radiosa epopea.
Contro il brigantaggio meridionale, lesercito; contro
la popolazione milanese nel 1898, lesercito; contro i
salariati agricoli della Valle Padana, lesercito: cavalleria
e fanteria. Daltra parte limpiego metodico dellesercito
contro le masse lavoratrici era anche un modo per inasprire
ed esasperare fra soldati e civili sentimenti di avversione
e di ostilità, cosa che torna sommamente vantaggiosa
ad un regime oppressivo e antipopolare. Così non sorge
il pericolo di fraternizzazione fra truppa e cittadini e non
vi saranno da parte dei soldati rifiuti di ubbidienza anche
dinanzi agli ordini più odiosi e crudeli.
Nel 1915 il popolo italiano fu scaraventato in una guerra massacrante
dalla monarchia, dai grandi potentati dellindustria e
della finanza, dai latifondisti e dagli intellettuali borghesi,
compresi giornalisti asserviti al potere fra i quali primeggiava
Mussolini ex socialista e assoldato dai potenti, il cui giornale
entrava in tutte le case della gente perbene per diffondere
un nazionalismo guerrafondaio.
Alla fine della guerra la situazione del proletariato era peggiorata,
dopo i lutti e le rovine della guerra impostagli, ora era disposto
ad una propria guerra, guerra civile e rinnovatrice, innanzitutto
per prendere tutto ciò che, per convincerlo allubbidienza
nel corso della guerra imperialista, la borghesia gli aveva
promesso; e poi per instaurare il potere dei lavoratori come
nella Russia bolscevica.
Il popolo si organizzava nel Partito Socialista, nelle organizzazioni
di classe, nei sindacati, nelle cooperative, nelle Case del
popolo. Purtroppo il Partito Socialista non fu mai allaltezza
del compito che lo aspettava, confidava nella spontaneità
del moto rivoluzionario, parlava di un autonomo divenire della
storia e, prendendo alla lettera lespressione verbale
della rivoluzione che scoppia, attendeva, attese tre anni senza
porsi alla guida delle grandi masse lavoratrici e popolari.
Mussolini invece pensava e agiva politicamente; e, mancato nel
tentativo di ricollegarsi con la classe operaia, mirò
a farsi spazio fra i due schieramenti contrapposti dellimminente
scontro tra le masse lavoratrici e la borghesia. Unarea
dove esistevano forze sociali disarticolate, instabili, oscillanti,
i ceti medi dei quali la guerra, tra inflazione e carovita,
aveva falcidiato i modesti patrimoni, e le cui giovani generazioni
erano state decimate nelle grandi battaglie campali e nelle
imboscate fra trincea e trincea in quanto ufficiali inferiori
e sottufficiali di truppa; e adesso non si vedevano offrire
alcuna prospettiva di raggiungere il ruolo sociale cui ritenevano
di avere diritto in cambio delle prove sofferte al servizio
del Paese. Questi giovani non volevano che tutto tornasse come
prima; ma non accettavano la proposta egualitaria del socialismo
che era contraria alle concezioni nelle quali essi erano stati
educati e che indicavano loro carriere da percorrere, comandi
da conquistare, denaro da accumulare.
Mussolini si mosse verso questi ceti, il che fra laltro
gli permetteva dì respingere laccusa di essere
un bieco conservatore, perché, se aveva dato la propria
solidarietà alla grande borghesia che aveva portato lItalia
alla guerra, egli voleva ora che chi la guerra laveva
combattuta ne ottenesse il meritato guadagno.
Daltronde Mussolini nei primordi del moto che poi organizzò
e capeggiò fino a portarlo al potere, più che
dare vita a iniziative, andò sfruttando le iniziative,
gli interessi e le aspettative di altri, purché corrispondessero
al suo piano di ricostruirsi una nuova carriera politica. Ciò
fino a quando, al Convegno di Piazza San Sepolcro del 1919,
non fondò ufficialmente il suo partito, il partito fascista.
Si può conseguentemente dire che lo stesso squadrismo,
che divenne poi la forma specifica di organizzazione e di azione
del fascismo, non nacque dal cervello di Mussolini. Egli lo
accettò, lo teorizzò e gli diede nazionalmente
unità di struttura dopo chesso era spontaneamente
nato da situazioni locali di esasperata tensione per la rabbiosa
reazione del padronato deluso circa la capacità delle
autorità costituite di reprimere limpeto combattivo
delle masse; e dopo che si convinse che queste autorità
accettavano compiaciute lassunzione della funzione repressiva
diretta da parte del padronato.
Le squadre dazione non nascono infatti nelle città,
e tanto meno nelle grandi città, mentre Mussolini aveva
come propria base di operazione Milano. Le squadre dazione
furono una tipica creazione del mondo rurale e del tipo di rapporti
rozzi e brutali che ne regolavano in misura notevole la vita
e le consuetudini intrecciate in una severa gerarchizzazione
delle varie categorie, dal bracciante al padrone, tale da generare
fra di esse contrasti acuti dinteresse in un groviglio
mutevole di schieramenti. Ciò era particolarmente evidente
nelle regioni nelle quali dominava il rapporto di mezzadria
nel quale insorgevano di volta in volta contrasti e coincidenze
di interesse fra mezzadro e bracciante e fra mezzadro e padrone.
La frequente ostilità dei mezzadri alle lotte bracciantili
e la loro propensione a parteggiare per i padroni, i quali naturalmente
ne approfittavano inserendosi come un cuneo dirompente fra le
due categorie, portò i mezzadri a divenire di fatto il
braccio secolare del padronato che, organizzati in squadre furono
poi spinte allassalto delle Case del popolo dove i braccianti
si riunivano per prendere le loro decisioni nei confronti delle
lotte ingaggiate. E poca era la strada che divideva le Case
del Popolo dalle abitazioni dei capi lega! Così lEmilia,
la Romagna, la Toscana, lUmbria, regioni mezzadrili per
eccellenza, conobbero per prime lo squadrismo più crudele
e sanguinario, che, da esse, si diffuse alle altre regioni,
penetrando dalle campagne nelle città.
La grande guerra, inglobando nellesercito
contemporaneamente tutte le generazioni e macerandole tutte
assieme nel più crudele destino, ne aveva completamente
mutato lo spirito, e il vecchio sistema militare basato sulla
sottomissione, sullubbidienza, sulla disciplina, sulla
paura, si era disgregato e disfatto sotto la pressione di concezioni
e sentimenti insurrezionali. Ecco perché nascono nuovi
strumenti di repressione, lo stato è momentaneamente
smembrato e non può provvedere direttamente.
Le infami condizioni di vita, lesempio e la speranza di
riscatto aperti con la Rivoluzione dOttobre e la nascita
del Partito Comunista dItalia muovono le masse, i contadini
invadono le terre, gli operai occupano le fabbriche. Non si
può mandare lesercito tanto mutato a reprimere
i moti popolari e proletari; i cavalleggeri, la fanteria, i
bersaglieri, come si faceva dieci anni prima, a sedare i tumulti,
a fermare le dimostrazioni. Lo Stato non ha quindi modo e possibilità
per usare secondo la vecchia tradizione la sua forza armata
contro i cittadini che non ne riconoscono più lautorità,
che ne contestano il potere, che vogliono sovvertirlo. Lo Stato,
che è ancora quello della grande borghesia industriale,
mercantile, finanziaria, agraria. ritiene di difendere i propri
privilegi lasciando allo squadrismo fascista il compito di combattere
sotto le sue lugubri insegne il moto proletario. Essi calcolavano
di avvalersene ma controllandolo e condizionandolo così
da impedire che nella sua virulenza scatenata venissero superati
i limiti di guardia, quelli calcolati della loro ponderata ignobile
manovra politica. Imperversino dunque gli squadristi contro
le leghe, contro le sezioni socialiste e comuniste, contro le
cooperative, contro i giornali operai; aggrediscano pure e uccidano
i dirigenti rossi! E vero, facendolo violano le leggi;
ma servono però gli interessi della classe che li sostiene
e insieme glinteressi dei governanti che, mandandoli impuniti,
rilasciano loro una carta di legittimazione. Nasce così
lo stato fascista, generato e allevato dalla società
borghese, quella società nella quale ancora oggi viviamo.
Come in Italia, gli obiettivi del grande capitale coincidevano
con quelli del fascismo, anche in Germania gli obiettivi del
grande capitale coincidevano con quelli di Hitler.
Ci volle leroismo della Resistenza per ripristinare laspetto
formale e demagogico delle libertà, la bestialità
fascista è stata vinta ma non chi lha generata.
Malgrado la maggior parte del sangue versato nella lotta di
liberazione fosse quello di giovani comunisti, subito dopo,
con campagne infamanti quanto calunniose essi furono cacciati
dal governo. Il cerchio si è chiuso, da un regime liberale,
formalmente democratico, vistosi in pericolo, si è passati
alla dittatura fascista, la quale in 20 anni di feroci repressioni
e assassinii ha distrutto la volontà rivoluzionaria del
popolo, quindi si è ritornati ad un regime liberale,
formalmente democratico, nuovamente pronto a difendere i propri
privilegi con ogni mezzo. Ma ora nessuno può fingere
di non sapere che subito dopo la liberazione fu costituita la
forza militare segreta di Gladio, finanziata dagli USA e gestita
da apparati governativi per attuare un colpo di stato nel caso
il Partito Comunista avesse vinto le elezioni. La forza dei
lavoratori faceva paura anche dopo ventanni di dura repressione
e la violenza contro di loro continua con altri mezzi: si utilizzò
la cosiddetta mafia e la strage di Portella delle Ginestre effettuata
il 1° maggio 1947 fu il primo atto di terrore che diede
inizio ad una nuova e non ancora terminata scia di sangue, 32
giorni dopo De Gasperi formò un governo senza ministri
comunisti e socialisti; dai documenti del Pentagono oggi sappiamo
che gli USA fornirono segretamente alla Democrazia Cristiana
10 milioni di dollari in armi e munizioni: 5.000 pistole, 20
mila fucili e mitra, 50 milioni di cartucce, le ultime armi
arrivarono a Pozzuoli il 17 aprile 1948, 24 ore prima delle
elezioni politiche generali. Se la Democrazia Cristiana avesse
perso le elezioni, si sarebbe trasformata in un corpo armato
pronto a trascinare lItalia in una guerra civile per impedire
ai comunisti di governare. Lex presidente della Repubblica
Francesco Cossiga ha confermato lesistenza di una Democrazia
Cristiana armata clandestinamente. Il 19 aprile del medesimo
anno ci fu lattentato a Togliatti; vi furono tentativi
di colpi di stato come quello del generale De Lorenzo; la strage
di Piazza Fontana; di Piazza della Loggia; gli attentati in
tutto il Paese, ai treni; la strategia della tensione; lo Stato
parallelo; le collusioni mafia-servizi segreti; mafia e politica;
i depistaggi dei servizi segreti che ogni volta che si trovano
inquisiti in uno scandalo cambiano nome per riaquisire legittimità;
le inchieste sempre insabbiate; la massoneria; la P2; si è
saputo che perfino volantini delle Brigate Rosse erano stampati
dai servizi segreti.
Al di là della retorica ufficiale sulla liquidazione
del nazifascismo e del presunto ruolo liberatore perseguito
dagli Stati Uniti, la Resistenza ebbe il carattere di unire
per la prima volta i popoli dEuropa contro un unico avversario
e determinante fu il valore dei popoli dellURSS e il sacrificio
di oltre venti milioni di caduti sovietici, ovvero oltre il
40% di tutte le vittime del conflitto, e più di 40 milioni
di feriti e mutilati, un salasso umano senza precedenti nella
storia; vennero distrutte dai nazisti nella sola Unione Sovietica
1.710 città fra grandi e piccole, 70.000 paesi e villaggi,
32.000 fabbriche, 84.000 scuole, 98.000 imprese agricole, 14.000
ponti ferroviari, 65.000 chilometri di ferrovie.
Gli Stati Uniti non entrarono in guerra perché nemici
del nazifascismo, iniziarono la guerra per un preciso programma
imperiale (infatti furono amici ed alleati della dittatura franchista
in Spagna, di Salazar in Portogallo e successivamente dei militari
turchi, dei colonnelli greci, furono gli ideatori e finanziatori
delle più feroci dittature in Africa, Asia ed America
Latina). Gli USA misero in moto una gigantesca macchina bellica
al fine di appropriarsi, piegando al suo volere economico e
politico, i Paesi europei che andavano a liberare
e tutte le colonie di questi sparse in ogni angolo del mondo.
Dopo la sconfitta del nazifascismo imposero ai movimenti di
liberazione condizioni umilianti e in Italia, secondo il rapporto
che fece Parri al Comitato di Liberazione Nazionale, gli alleati
intendevano liquidare la Resistenza senza riconoscerle nessun
valore, trattare i partigiani come degli sbandati e da rinchiudere,
almeno momentaneamente, in campi di raccolta per
essere tenuti sotto controllo.
Il fascismo non è un fenomeno storico sorpassato è
semplicemente uno degli aspetti del capitalismo che se ne serve
quando lo ritiene necessario, non lo impone sempre uguale, lo
raffina e lo modella ogni volta per che possa assolvere al compito
di oppressore spietato, non necessariamente violento nella sua
fase iniziale, nella quale, oggi, tende a rappresentarlo non
più con il tipico folclore di triste memoria,
ma attraverso una immagine costruita artificialmente da professionisti
dellimmagine e dai mezzi di condizionamento di massa che
sono sempre più sofisticati e potenti, ai quali è
sufficiente abbandonarsi per cadere nel torpore dellebetaggine
politica dalla quale è difficile difendersi e della quale
i giovani sono le prime ignare e indifese vittime in questa
fase demenziale dellinvoluzione culturale. Veniamo così
trascinati in una nuova era della destra reazionaria ed antipopolare
dove il fascismo si presenta con il sorriso, in giacca e cravatta,
mentre cominciano a precipitare le condizioni di vita di molte
fasce sociali, dove il lavoro non è più sicuro,
non sono sicure le pensioni, i servizi sociali sempre meno,
le tasse tolgono ai ricchi solo una parte del superfluo ed ai
poveri il necessario, così che i ricchi sono sempre più
ricchi ed i poveri sempre più poveri. I nostri eserciti
mascherano da interventi umanitari le aggressioni agli altri
popoli per costringerli perennemente al ruolo di miserabili
produttori dellopulenza altrui.
E mentre le spietate leggi del neoliberismo si impongono cancellando
i diritti elementari di sempre più larghi strati sociali,
ci viene imposta anche la terribile rimozione della conoscenza
storica, in cui si infanga la Resistenza e il fascismo viene
rivisitato e pulito o comunque minimizzato. Nel
frattempo la parte più reazionaria del capitale italiano,
continua (come sempre), ad agire scopertamente in complicità
con i rispolverati, legittimi eredi, della continuità
fascista.
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