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Antiscientifico il papa e i politici
illiberali che l'appoggiano
di Margherita Hack
Il 17 febbraio 1600 Giordano Bruno fu mandato al
rogo perché reo di credere che era il Sole al centro
del sistema solare e non la terra; che quest'ultima ruotava
attorno al Sole e non viceversa: perché scriveva: "Esistono
innumerevoli soli, innumerevoli terre ruotano attorno a questi
similmente a come i sette pianeti ruotano attorno al nostro
sole: Questi mondi sono abitati da esseri viventi".
Oggi nessun credente, appellandosi alla Bibbia, oserebbe mettere
in dubbio la posizione del sole e della terra, e il sistema
copernicano, e anche il papa ha ritenuto fosse venuto il momento,
dopo quattro secoli, di riabilitare Galileo.
Anche l'idea che possano esistere altre forme di vita su altri
pianeti orbitanti attorno ad altre stelle non è più
combattuta come lo era fino a mezzo secolo fa.
Ma quando dall'astronomia e dalla fisica si passa a scienze
che coinvolgono la vita e la sua origine, la posizione antiscientifica
del papa non è molto diversa da quello che era ai tempi
di Giordano Bruno e di Galileo.
I discorsi e i pronunciamenti del papa sono stati e sono di
ostacolo alla ricerca scientifica in questi campi, e trovano
una classe politica illiberale, succube degli interessi della
Chiesa, pronta a fare leggi retrograde che ledono la libertà
dei cittadini, pretendendo di imporre la morale cattolica a
credenti e non credenti.
Oggi gli straordinari progressi della biofisica e delle biotecnologie
fanno intravedere la possibilità non troppo remota di
guarire malattie terribili come la sclerosi a placche o l'alzheimer,
grazie alla ricerca sulle cellule staminali embrionali. Non
solo non si possono produrre embrioni per la ricerca, ma nemmeno
utilizzare quelle migliaia che riempiono i frigoriferi dei laboratori.
Gli embrioni, secondo la Chiesa sarebbero già esseri
umani, avrebbero l'anima e a questa loro presunta umanità
si dovrebbero sacrificare innumerevoli persone malate, impedendo
la ricerca che comunque andrà avanti in altri Paesi,
dove i malati ricchi potrebbero farsi curare, mentre i poveri
resteranno vittime dell'oscurantismo.
Altrettanto aberrante è la legge sulla fecondazione assistita
che vuole imporre a credenti e non credenti, a liberi cittadini
di uno stato che si dice laico, i dettami retrogradi della Chiesa
e del papa.
Si proibisce la fecondazione eterologa. Così a rigor
di logica si dovrebbe dichiarare di nuovo reato l'adulterio
e imprigionare l'adultera (ma non l'adultero) come avvenne per
la "dama bianca" di Fausto Coppi negli anni '50.
Così come si limita la volontà di avere figli
a persone che necessitano della fecondazione assistita, così
si cerca di limitare la volontà di chi vuole evitare
gravidanze indesiderate, rendendo praticamente impossibile o
molto difficile l'uso della pillola del giorno dopo, largamente
impiegata in molti altri paesi europei.
Altrettanto antiscientifico e irresponsabile si è dimostrato
il comportamento del papa nel corso delle sue numerose visite
a Paesi in via di sviluppo, dove ha sempre invitato la popolazione
a una sessualità finalizzata alla procreazione, invece
di invitare a una procreazione responsabile, alla conoscenza
dei metodi anticoncezionali, a educare a dare la vita solo quando
si è in grado di renderla degna di essere vissuta.
Anche nel campo che riguarda il ruolo della donna nel mondo
moderno il papa mantiene l'immobilismo scientifico della Chiesa.
Malgrado le sue ripetute affermazioni sul "genio della
donna" in pratica il suo ruolo nella Chiesa è destinato
a restare subalterno. Il governo della Chiesa è completamente
in mani maschili. Ridicolo è l'argomento che la donna
non potrà mai essere prete perché Gesù
era uomo. Analogamente si potrebbe dire che perché Gesù
era bianco, un nero non potrebbe mai essere prete. Se in passato
questa esclusione delle donne dal sacerdozio poteva essere giustificata
da ragioni pratiche e di tradizione, oggi che la donna ha ampiamente
dimostrato le sue capacità in ogni campo, non ha più
alcun senso ed è solo segno di oscurantismo maschilista.
Anche in campi di grande importanza quale il rispetto dell'ambiente,
delle specie non umane, della ricerca di fonti energetiche meno
distruttive, mi sembra che il papa non abbia dimostrato grande
sensibilità.
In conclusione mi sembra che questo papa abbia contribuito a
frenare la ricerca più innovativa e che offre grandi
speranze per il progresso della medicina, ed abbia trovato terreno
fertile in una classe politica illiberale e scientificamente
semianalfabeta e in un ministro della Sanità che, come
i suoi colleghi di governo, ha ben poco rispetto della Costituzione
che stabilisce che "L'arte e la scienza sono libere e libero
è l'insegnamento".
Da Adista
N°66 del 20 settembre 2003
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