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Terrorismo o resistenza?

Ciò che dovrebbe essere intollerabile per ogni persona che afferma di essere democratica, è che proprio dalle “democrazie”, inspiegabilmente, nascono gli eserciti più potenti, i più grandi traffici di armi, le guerre con le più risibili motivazioni, la pretesa di avere l’esclusivo diritto alle armi atomiche, le guerre per procura, le minacce e gli embarghi a chi non si sottomette. Ma non basta. Chi si ribella alle prepotenze viene immediatamente etichettato “terrorista” con la codarda complicità dei giornalisti che non perdono una sola occasione per usare questo termine, con la tecnica collaudata che una bugia ripetuta molte volte diventa verità. Vorrei pacatamente argomentare su questo punto, senza essere definito amico dei terroristi, anche perchè è dimostrato dai fatti che definire terrorismo un fenomeno di cui non si ricostruisce puntigliosamente e verosimilmente il perché e le sue cause, non ci fa capire se esso è la risposta a torti subiti, e quindi legittima resistenza con i soli mezzi a disposizione, oppure è un atto unilaterale di chi offende per primo, e per primo scaglia la pietra. In ogni atto della nostra civiltà giuridica si cerca di stabilire con accuratezza chi è l’aggredito e chi l’aggressore, e la legittima difesa è contemplata, ma per eventi immensamente più importanti vi è la sistematica e deliberata omissione di informare sulle cause scatenanti di un atto terroristico, come se la “Storia” cominciasse solo in quel momento. Credo sia utile, a proposito di terrorismo, fare un esempio un po’ più lontano nel tempo, ma che ha dentro di se tutte le classiche componenti che lo rendono illuminante per i nostri giorni. Nel primo dopoguerra (2° guerra mondiale), la democratica Francia di De Gaulle, con un atto inaudito per una democrazia, decise che l’Algeria gli serviva come orto e per il suo gas naturale, e, allestita una forza di occupazione, se la prese, e dichiarò unilateralmente che era territorio francese. Dopo 8 anni di “terrorismo”, nel 1962, i francesi furono cacciati e il potere andò al Fronte di liberazione nazionale (FLN). Ma se un giovane francese avesse in quegli anni letto la stampa o visto la Tv avrebbe sicuramente visto sanguinari terroristi algerini che mettevano bombe tra gli innocenti civili francesi che si radunavano nei bar o nei ristoranti, senza capire molto del perché ciò avvenisse. Terrorista è qualifica da attribuire a chiunque, singolo o entità maggiore, che procura terrore con le armi e l’esercito francese in Algeria, anche se esercito regolare e mandato da una “democrazia”, non solo fu terrorista perché uccise e torturò con il fine spregevole di rubare la terra ad altri, ma generò una risposta “terrorista” che solo dopo parecchio tempo fu chiamata resistenza al prezzo di decine di migliaia di morti. Oggi non si vuole ammettere a nessun costo che il terrorismo è originato dalle prepotenze colonialiste che, soprattutto nell’area mediorientale, sono state perpretate per secoli dagli inglesi, fino all’appoggio anglo-americano alla costituzione e all’armamento dello Stato di Israele, fino alla guerra per procura mossa all’Iran 25 anni fa dall’agente americano Sadam Hussein riempito di armi dagli Usa (con un milione di morti), continuando con l’embargo di merci e medicinali dopo la 1° guerra del golfo a cura di Bush padre (500.000 bambini irakeni morti senza medicine secondo l’Unicef), con la politica di totale appoggio ad Israele contro il diritto dei palestinesi ad avere uno Stato. La continua, asfissiante, ingerenza anglo-americana nei fatti mediorientali, la presenza militare con decine di basi in quell’area, la pretesa di imporre regimi favorevoli agli interessi economici occidentali con la scusa della libertà e della democrazia, sono all’origine della iniziativa terroristica e proprio New York e Londra sono state colpite duramente. Un’altra menzogna spudorata avvallata dalla “libera stampa” occidentale è quella della minaccia islamica al mondo, dello scontro fra civiltà, e del fatto che i paesi occidentali sono invasi dalla immigrazione. Cominciamo dalla prima: fortunatamente per l’Occidente, un miliardo e trecento milioni di islamici non sono uniti né compatti al loro interno e non possiedono la benché minima possibilità di invadere l’occidente, come dimostra il fatto dell’esistenza di Israele che, con soli quattro milioni di cittadini, mette sotto tutti i paesi arabi confinanti, figuriamoci se possono invadere l’America! Si da il caso, invece, che vi sono eserciti occidentali in Iraq e in Afghanistan, Israele concorda mesi prima il bombardamento di Beirut con gli Usa, si impone ai paesi produttori di commerciare il petrolio in dollari, si minaccia l’Iran di bombardare i suoi siti atomici. Quanto all’immigrazione di matrice islamica, credo anche io che sia un problema, non viviamo più noi e vivono male anche loro, ma penso che l’Europa apra le porte all’immigrazione non per buon cuore, ma per i suoi interessi, e che se volesse fermarla non si farebbe certo scrupoli e i modi ci sono. Sono convinto che se non la smettiamo di dire falsità sul terrorismo, e ammettiamo che i bombardamenti di Beirut con bombe a frammentazione e gli omicidi mirati di Israele sono esattamente terroristici quanto i kamikaze palestinesi o gli hezbollah sciiti, e che da questa spirale di violenza si esce solo se chi per primo l’ ha provocata si ritira e riconosce i suoi torti. Non si può chiedere con legittimità all’Iran di rinunciare a diventare una potenza nucleare se non si chiede contemporaneamente ad Israele di rinunciare al suo arsenale atomico con cui minaccia apertamente e in segreto i suoi avversari. Anche in questo l’Occidente fa errori madornali appoggiando sanzioni all’Iran che ha diritto alla sua sovranità in campo nucleare, mentre ci sarebbe una occasione storica per proporre il disarmo nucleare globale, senza lasciare più a nessuno il potere occulto o palese di minacciare la rappresaglia atomica. Se veramente l’Occidente perseguisse come dice la democrazia e la pace, e non la sua egemonia, non avrebbe alcun dubbio a proporre una risoluzione del genere e sono sicuro che gli arsenali nucleari di tutti finirebbero nella spazzatura. E in questa situazione risulta assordante il silenzio della Chiesa cattolica che non mette il disarmo nucleare globale al centro del suo impegno, forse ancora affaticata dall’enorme impegno profuso per far fallire il comunismo o occupata a tutelare i feti surgelati. Lo scenario che si presenterà in futuro, se non la si smette con le prepotenze colonialiste, è molto fosco, anche perchè nel mondo islamico non si tollerano più gli occidentali in genere, e le ferite aperte in Iraq, Palestina, Libano, Afghanistan aumentano odio e propositi di riscossa o di vendetta. Molto importante sarà in futuro come si muoveranno i due grandi e potenti confinanti del medio oriente, Russia e Cina, che hanno forte interesse che nella loro area geopolitica, l’Eurasia appunto, si sviluppi la già iniziata rete di oleodotti e gasdotti e la integrazione economica con le emergenti India e Pakistan, per la cui realizzazione sarebbe fondamentale la PACE e la fine delle ingerenze della triade Usa-Israele-Inghilterra. Per adesso tacciono, ma una sola parola di Russia e Cina insieme, (che ricordo pochi mesi fa hanno fatto manovre militari congiunte nella zona sud dei loro paesi, sul mar del Giappone) peserebbe come un macigno, perchè il rifornimento energetico, a mezzo tubo, garantito dal gas e dal petrolio mediorientale è vitale per lo sviluppo di tutta l’area. Sappiamo con certezza che un polo eurasiatico, libero di svilupparsi in pace, costituirebbe ben presto un polo economico e politico della “massa critica” da far finire per sempre l’egemonia occidentale sul mondo, e ciò sarebbe un bene enorme per l’umanità, ma proprio perché sarebbe un fatto storico con pochi precedenti (la fine dell’impero romano e la fine dell’impero inglese) ne avvertiamo l’enorme pericolosità per la pace mondiale, ma anche l’ineluttabilità. Comunque le guerre ora aperte in Iraq, Palestina,Libano, Afghanistan e quelle future possibili contro Siria e Iran, sono ormai guerre contro i popoli e, come dimostra la resistenza palestinese ed Hezbollah, non potranno mai essere vinte. La scena, vista in Iv, dell’accorrere delle donne cristiano-maronite sulle macerie dei quartieri sciiti di Beirut, per aiutare i profughi a rientrare, e sentire le loro parole che dicevano che i combattenti musulmani (loro antichi nemici) erano stati gli unici a difendere il loro Stato, e che essi fanno parte integrante del Libano, fa capire come andranno le cose e che sarebbe saggio e lungimirante per vecchi e nuovi colonialisti fare le valigie. Dal mio personale punto di vista, dato che Usa-Israele praticano e riconoscono il solo linguaggio della forza, invece di mandare per un tempo illimitato un contingente europeo, avrei usato questa massa di denaro per dotare l’esercito libanese di mezzi pari a quelli israeliani, e questo sarebbe l’unico modo per dissuadere Israele dalle sue “passeggiate” sulle terre altrui, visto che dovrebbe pagare gli stessi prezzi che ha imposto alla popolazione civile di Beirut. Finisco con una dichiarazione di un “pericoloso terrorista” John Kerry, ex candidato democratico alla Casa Bianca: sotto Bush l’America vive in un mondo molto più pericoloso di prima, l’Afghanistan sta riscivolando nel caos, il Pakistan è ad un soffio dal diventare uno stato radicale con l’atomica, l’Iran sta per avere il suo arsenale nucleare, mentre l’Iraq è il centro di reclutamento del terrore (Corriere della Sera del 6 settembre 2006). In Italia, invece, il massimo della critica agli Usa viene dalla signora Bertinotti, che dichiara ai giornali: “basta con l’antiamericanismo!”, svelando l’abisso di servilismo e di subordinazione della nostra sinistra ai padroni del mondo.

di Paolo De Gregorio

 

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Pagina inserita nel sito www.polesine.com il 7-02-2007

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