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"Penserò al profumo del timo selvatico..."

Solo lo stolto, o chi ha paura di essere nel torto, si rifiuta di ascoltare le ragioni degli altri.
Anche se l'Altro è per voi nemico, un modo sicuro di perdere è credere alla vostra propaganda fino al punto di non capire più cosa motiva realmente quel vostro nemico. Odiatelo pure, ma per quello che è, non per quello che pensate che sia.

Per questo non ho certo bisogno di giustificare il fatto di aver tradotto e pubblicato questo documento.
Alla televisione non chiedono scusa quando presentano le facce dei militari americani o israeliani. E se potete sentire la loro voce, moltiplicata per mille, avete anche il diritto e il dovere di sentire l'altra voce.
Primo, non so se questo testo, che gira tra i siti di resistenza araba, sia la testimonianza di una vera "bomba umana", o un testo letterario scritto da un simpatizzante, un po' come la canzone Marika di Roberto Vecchioni.
Su google, gli unici riferimenti a Hujayra al 'Arabi contengono semplicemente questo articolo; ma la complessità dei nomi arabi permetterebbe senz'altro che fosse nota anche con altri nomi.
Secondo, i movimenti di resistenza mediorientali ritengono che ci sia una grande differenza tra una lotta condotta in paesi occupati, come la Palestina e l'Iraq, e attacchi indiscriminati contro civili in un'Europa in cui la grande maggioranza della popolazione si è opposta alla guerra. Quindi i ragionamenti di Hujayra al 'Arabi ci possono aiutare solo in parte a capire i fatti di Londra o di Sharm al-Sheikh.
Terzo, vorrei sottolineare come l'autore di questo testo conosca perfettamente e ami moltissime cose che chiamiamo "occidentali". L'inglese è perfetto (molto migliore certamente della mia traduzione in italiano), e ricorrono immagini letterarie anglosassoni e cristiane, tipiche di chi ha studiato (anche se da musulmano) nelle elitarie scuole cristiane del Medio Oriente.
Chi vive il dominio imperiale dalla parte del manico, non ha bisogno di sapere nulla dei dominati.
Mentre i dominati percorrono, nel male ma anche nel bene, tutti i meandri più nascosti dei cuori dei dominanti.
Ecco perché lo "scontro di civiltà " può partire solo dall'Occidente.

Miguel Martinez

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Dal sito Free Arab Voice

6/17/2005

Cari lettori di Free Arab Voice,
A tutti i nostri martiri, passati, presenti e futuri: la vostra luce non potrà mai essere spenta

di
Hujayra al 'Arabi

Dedicata ai miei fratelli e alle mie sorelle nella Resistenza in Iraq e nella Nazione Araba.
Io non voglio morire. Non sono innamorata della morte. Non sono nemmeno 'per metà innamorata della dolce morte', come il poeta inglese.

Io voglio vivere. Voglio una casa piena di bambini, e voglio ancora fare il medico. E' dall'età di sei anni, più o meno, che sogno di fare il medico, di poter salvare vite. Volevo fare qualcosa di vero che potesse salvare le vite della mia gente.

Però, oggi vedo che ci sono molti modi di salvare le vite, e togliere alcune vite può far parte del processo di salvare le vite. Ecco il punto in cui mi trovo ora, pronta a togliere delle vite per salvare il mio popolo.

Il nemico dice che le bombe umane sono vigliacche, che vogliamo morire, che lo facciamo per andare in un paradiso in cui le vergini soddisferanno ogni nostra voglia. Tanto per cominciare, posso dimostrare che hanno torto per quanto riguarda la questione delle vergini. Io sono donna, e non mi interessa affatto trovare piacere con altre vergini, no grazie.
In realtà si tratta semplicemente di stupida propaganda, come tante menzogne del nemico. I giovani che diventano martiri per la nostra causa non lo fanno per conquistarsi vergini nell'aldilà . Né lo facciamo per odio verso il nemico, anche se quell'odio è mille volte meritato. Lo facciamo per amore della patria e per amore del nostro popolo.

Il Profeta 'Issa [Gesù], la pace sia su di lui, ha detto che non esiste amore più grande di quello del pastore che è disposto a dare la propria vita per il suo gregge. Sono d'accordo che si tratta di un grandissimo atto d'amore, e questo è l'atto d'amore che compie ogni bomba umana.

Noi diamo le nostre vite per il nostro popolo, per il nostro futuro, perché cerchiamo di ribaltare una marea di distruzione che minaccia di spazzare via non solo la nostra identità e la nostra eredità , ma il nostro stesso futuro.

A volte, gli ingegneri usano una bomba per cercare di cambiare il corso di un fiume. Ecco quello che fa la bomba umana: usa una bomba per cercare di cambiare il corso di una terribile marea che continua a spazzare via le nostre case, le nostre famiglie e le nostre speranze in un qualunque futuro. Se riusciremo ad avere qualche effetto su questa marea, a poco a poco, se riusciremo a rallentarne il progresso, a costringerla a prendere un'altra strada e infine a fermarla del tutto, allora avremo avuto successo in un grandissimo atto d'amore.

Una sola bomba umana può non essere altro che una voce che grida nel deserto, ma molte bombe umane possono cambiare il corso della storia, spogliarla di cento anni di menzogna e di inganno e restituire alla Palestina la visione di un futuro.

Chi ascolta la propaganda nemica dovrebbe porsi una domanda: cosa ci vuole per trasformare un normale ragazzo o ragazza in una bomba umana? In una vita diversa, in circostanze ordinarie, tutti noi avremmo potuto essere ragazzi e ragazze molto normali. Non dovete confondere la bomba umana con qualunque cosa di diverso da questo: un normale essere umano, costretto dalle circostanze ad agire in maniera straordinaria.

Non è facile diventare una bomba umana. Quando si può scegliere tra una via più difficile e una più facile, la maggioranza sceglierà la via più facile. E' spesso più facile per la natura umana trovare scuse per tradire e per collaborare con il nemico, piuttosto che affrontare la realtà e rendersi conto che l'integrità spesso richiede il sacrificio ultimo.

E' un fatto triste che i sionisti continuino ad avere successo nella caccia ai dirigenti della nostra resistenza, soltanto perché questi vengono traditi dalla nostra stessa gente, da persone la cui visione è limitata alla situazione immediata, alla minaccia che incombe su di loro. Anche se alcuni collaborazionisti sono forse soltanto persone che temono per la sicurezza delle loro famiglie, o che hanno un bisogno disperato di cibo e di un rifugio, il collaborazionismo è il più orrido e spregevole delitto contro il nostro popolo.

Aiutare il nemico, per paura o per avidità , vuol dire DIVENTARE il nemico. Inoltre, i collaborazionisti e coloro che non fanno nulla, che cercano di mantenere un profilo basso per restare al sicuro, devono rendersi conto che non esiste nessun luogo sicuro finché il nemico trionfa nella nostra terra. Lo dico ancora: il delitto di barattare la vita di tuo fratello o di tua sorella per la tua illusoria sicurezza è uno dei più gravi, qualunque ne sia la motivazione. L'uomo o la donna che tradisce un combattente della libertà per l'oro o per salvare la sua pelle, merita di essere punito con la morte, perché ha più potere di danneggiare la nostra causa di quanto ne abbia il nostro nemico dichiarato.

I vigliacchi e i collaborazionisti devono imparare che è molto meglio prendere la strada più difficile e andare incontro alla morte alle nostre condizioni, piuttosto che rifugiarsi nell'ombra, finché il nemico non ci trascina fuori al massacro. Il risultato in termini fisici è uguale, ma quanto è diverso il risultato nei suoi effetti sugli altri e sul futuro!

Il mio fidanzato era solito citare un vecchio detto romano: 'Media tutissimus ibis', che vuol dire che la via di mezzo è la migliore.

Ci credeva, ed è vissuto secondo il suo credo. Vedeva il bene in tutti, e voleva credere che, alla fine, il bene avrebbe COMUNQUE E SEMPRE prevalso sul male. Era disposto ad attendere quel giorno con pazienza. Incarnava così il vecchio mito del 'fatalismo orientale' che gli occidentali fingevano concedesse loro carta bianca per abbattere le culture e le civiltà in tutto il mondo, e per imporre le loro visioni di gloria sulla stoffa dell'universo.

Bene, mio caro Muhammad, hai aspettato con pazienza mentre il metallo sionista ti entrava negli occhi, nei polmoni e nella gamba. Hai aspettato con pazienza il tempo che ci voleva perché ti permettessero di passare attraverso il checkpoint fino all'ospedale... un tempo che non è mai arrivato, mentre le ferite marcivano e infine distrussero le tue carni con la cancrena. La tua morte fu tutt'altro che pulita. Fu una morte tristemente tipica di coloro che si lasciano diventare vittime degli oppressori.

La pazienza può essere una virtù, ma la pazienza deve abbinarsi alla determinazione di vincere questa guerra. Senza quella determinazione, cesseremo di esistere. E' tanto semplice. Possiamo aspettare pazientemente mentre ci eliminano ad uno ad uno, oppure possiamo andare loro incontro.

Io ho scelto di andare loro incontro.

Ecco cosa significa essere una bomba umana.

E' l'ultimo ricorso di chi ha esaurito tutte le altre possibilità .

La giustizia è dalla nostra parte. Il diritto è dalla nostra parte. Perché allora continuiamo a essere vittime?

Il fatto è che il mondo non ha ascoltato la voce della giustizia, né la voce del diritto internazionale. Non ha alscoltato la voce della compassione, né gli appelli all'umanità . E così siamo arrivati infine alla voce che non si può ignorare: la voce della Morte Immediata. Le bombe umane prendono di mira sia le vite che le tasche del nemico. Il nemico ha dimostrato che resterà sordo alla nostra voce, se non sente che la sua vita e i suoi guadagni sono in pericolo.

Io non ho deciso di offrirmi come volontaria per vendicare Muhammad. Non lo faccio per vendicare qualcuno del nostro popolo che ha sofferto o che è morto per mano del nemico. Non lo faccio nemmeno per me stessa. Mentre scrivo, vedo davanti a me una lettera che mi ha scritto mia zia dall'Inghilterra, che mi offre una casa e sostegno finanziario per poter studiare medicina lì. Al contrario di molti dei miei fratelli e delle mie sorelle palestinesi, la mia vita non è stata costretta entro le mura di un campo profughi. Ho avuto altre possibilità .
In un certo senso, è proprio perché ho altre possibilità che ritengo che la mia voce sarà più forte quando scoppierà in mezzo al nemico. Non potranno far finta che io non abbia avuto motivo di vivere. Non mi hanno presa in trappola personalmente, ma ci hanno presi in trappola come popolo, ed è quello che alla fine conta.

Devo andare in Inghilterra, per inseguire il mio sogno di salvare le vite di qualcuno del nostro popolo, o devo restare qui e inseguire la realtà di salvare il nostro futuro come popolo? Essere un medico palestinese vuol dire fare rattoppi, cucire e ricucire gli stracci della nostra esistenza finché, come tutti gli stracci, si disintegreranno e saranno buttati nella spazzatura.

Il nostro popolo deve arrivare a capire che la vita di QUALUNQUE individuo deve essere subordinata alla causa della libertà da questa Occupazione.

La questione non riguarda il valore dell'individuo; piuttosto, è il valore del nostro futuro come popolo che deve essere supremo, che deve andare oltre ogni altra considerazione nei nostri cuori. A cosa serve alla Palestina, se qualcuno di noi prospera e sopravvive, quando il nostro popolo come complesso cessa di esistere?

A cosa serve l'illusoria libertà di un solo individuo, quando il popolo palestinese vive in condizioni molto peggiori della schiavitù? Se non sappiamo agire in maniera disinteressata, per la causa in sé piuttosto che per scopi e ambizioni individuali, la nostra causa fallirà.

La bomba umana fornisce un esempio di quel disinteresse, dimostra in maniera inequivocabile che non si può ritenere che nessuna vita valga più del futuro del nostro popolo.

La bomba umana agisce per tutti, non per se stesso.

'Utilizzami come un'arma della tua volontà ', dichiara la bomba umana. 'Che si sacrifichi la mia vita per il futuro di tutto il nostro popolo'.

Questa decisamente non è l'azione di qualcuno che si suicida! Il suicidio è un atto egoistico, l'atto di qualcuno che abbraccia la morte come soluzione. La bomba umana non ripudia per nulla la vita. La bomba umana abbraccia la morte come un compagno d'armi, agisce come un'arma per la causa della giustizia e della libertà dall'Occupazione.

Credo nell'Aldilà ? A essere sincera, non so cosa ci sia al di là di questa esistenza, perché sono solo un essere umano, la cui comprensione è limitata alla vita su questa terra. Mi piacerebbe credere. Credo in Dio, e credo che 'Inna lillahi wa inna lillahi raji'un', che da Dio veniamo e a Dio ritorniamo, ma poiché Dio è inconoscibile e insondabile, lo è anche la Sua Volontà e la realtà oltre questo mondo è al di là del mio orizzonte.

Per quel che mi riguarda, ciò che conta di più è quello che faccio qui e ora. Voglio compiere l'azione giusta per il motivo giusto, con onore e purezza d'intenti. In questo momento della storia, l'azione migliore è quella intrapresa dalla bomba umana.

Il Santo Corano dice: 'Wa la taHsabanna alladhina qutilu fi Sabilillahi 'amwatan.' 'Non considerare quelli che vengono uccisi sul sentiero di Allah come se fossero morti'. Per me, questo versetto non parla solo dell'aldilà , ma del fatto che la memoria di una vita sacrificata sul sentiero della giustizia e della verità non muore mai. Resta come esempio da seguire, ma ancora di più, si tratta dell'espressione di fede nella nostra causa. Se io e altre bombe umane siamo disposte a morire in questa maniera orribile per il nostro popolo, questo non dimostra forse che non si può perdere la speranza per il nostro futuro?

Essere uccisi 'fi Sabilillahi', 'sul sentiero di Allah', vuol dire morire per un motivo disinteressato, credo. Ecco perché la bomba umana, assieme ai nostri altri eroici martiri, è qualcuno di cui si può dire davvero che è stato ucciso 'fi Sabilillahi', perché lui o lei è stato ucciso mentre inseguiva la giustizia e la libertà dall'Occupazione.

Né si può chiamare suicidio il fatto di lanciarsi come un'arma CONTRO il nemico. Lo scopo dell'azione della bomba umana non è la propria morte! Lo scopo è di sferrare un duro colpo al nemico. Se le nostre morti sono necessarie, così sia, ma non siamo noi che cerchiamo la morte. Che sia molto chiaro. L'atto della bomba umana è l'ultimo atto di protesta contro lo sterminio del nostro popolo.

Se il nostro popolo si farà condurre al massacro senza protestare, noi cesseremo di esistere.

Che il mondo guardi le azioni dei sionisti. Vedranno, qualunque cosa le loro favole possono raccontare, come le loro azioni parlino della necessità che hanno di sterminarci, di farci sparire dalla nostra terra. Tutta la loro cultura, la loro religione e il loro governo si basano su una premessa razzista, che l'ebreo e solo l'ebreo ha diritto a questa terra.
Nonostante la storia, nonostante tutta la realtà che dimostra che la loro premessa è assurda e che non è sostenuta né dalla logica né dalla ragione, essi non esitano nel realizzare il loro scopo. Guardate, voi del mondo, perché quelli che non sono ebrei - siano essi arabi, gentili o qualunque altra cosa - non sono considerati loro uguali, e la loro morale e la loro religione non li obbligano a trattarvi come trattano invece gli altri ebrei. Finché gli ebrei non decidono di entrare a far parte della razza umana, non è possibile trattare con loro da pari. E' scritto nel loro Talmud.

Ma basta pensare a loro. Mi devo preparare per l'ultimo atto di resistenza contro questa Occupazione, e non voglio andare incontro alla morte con la bruttezza e la brutalità nei miei pensieri. Penserò invece alla sinfonia del mare che batte contro le rocce... al profumo del timo selvatico che si alza dalle colline arse dal sole... all'ulivo carico dei frutti che il mio bisnonno piantò, ma che ora esiste solo nelle nostre memorie... al sorriso di mia madre, che abbraccia un mondo di speranza velato dalle lacrime... alle rose, le vigne e gli uccelli che ella ricamò sul mio thob [vestito tradizionale]... all'Albero della Vita e del mihrab, la porta del cielo, ricamati sopra il mio cuore... alla mistica terra natale che lei creò in rosso, bianco, verde e nero, i colori della nostra terra, la Palestina.

Ci chiamano 'terroristi', ma è assurdo pensare che loro, che detengono il potere della vita e della morte su un intero popolo ogni giorno, potrebbero essere terrorizzati da noi.

Non abbiamo nulla, se non la nostra determinazione e la nostra disponibilità a compiere l'ultimo sacrificio. Le nostre bombe consistono in una manciata di chiodi scagliati, assieme alla nostra carne e alle nostre ossa, dal più primitivo degli esplosivi. Loro possono ridurre un'intera città in polvere in un solo giorno, e hanno dimostrato di essere disposti a farlo, rendendo migliaia di persone senza casa. Quando hanno tutta la tecnologia che questo nuovo secolo possiede, chi è il vero terrorista in Palestina, o in realtà , in tutto il mondo?

Eppure è vero che il nemico teme la Morte in una maniera in cui non la temiamo. In fondo, perché dovremmo avere paura di incontrare l'Uno che ci ha creati? I cristiani hanno una preghiera bellissima: 'Hatta idha ajtaztu wadi dhilali al mawt, la akhafu suwan liannaka turafiquni.' Dio è il Compagno che non ci abbandona, nemmeno nella valle dell'ombra della Morte. Non è la Morte che io temo, ma il silenzio dell'estinzione. La Morte non estingue la fiamma della nostra esistenza. La corona del Martire, secondo la tradizione, è l'Immortalità.

Non è la mia immortalità che cerco, ma quella della causa del nostro popolo.

Siamo un popolo forte. Siamo un popolo che rimane fermo nella tempesta. Non basta per prevalere contro la macchina della Morte che è stata messa in moto contro di noi. Il fatto che siamo sopravvissuti a un secolo di genocidio parla in maniera eloquente della nostra forza e della nostra fermezza, ma quanto possiamo ancora sopportare?

Coloro che ci hanno derubati, in origine, della nostra terra, muoiono di tranquilla vecchiaia nei loro letti, avendo generato altre due o tre generazioni di ladri e rapinatori. Questi discendenti si convincono di non avere alcuna responsabilità per la spoliazione che continua del nostro popolo, mentre essi invitano altri ladri nella nostra patria, e spingono altri del nostro popolo oltre il ponte, verso l'esilio. Non vogliono ascoltare la voce della giustizia. Parlano di 'pace' quando hanno trasformato questa parola in un'oscenità .

Salaam non vuol dire semplicemente pace. Salaam è pace con giustizia. Quando esiste la vera pace, tutto va bene nel mondo. Quando esiste la vera pace, la giustizia viene resa e gli uomini non vivono come schiavi, o appena tollerati sotto un'occupazione oppressiva e straniera. Non parlateci della vostra Pace contraffatta.

Salaam è pace, ma occorre conquistarla ora attraverso il sacrificio. Io vado adesso a conquistare quella Pace per la Palestina.


Dal Blog di Kelebek 26 luglio 2005

 

Tutti i testi attinenti a questo argomento:


Pagina inserita nel sito www.polesine.com il 2-08-2005

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