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Quando il terrorismo è cosa "buona".
Il caso eclatante di Panama

32483. PANAMA-ADISTA. Come è possibile che in piena guerra internazionale contro il terrorismo, un gruppo di terroristi di fama mondiale - un curriculum alle spalle da far invidia ai più pericolosi ricercati - riceva l'indulto prima ancora di veder completato l'iter processuale? È che, come abbondantemente dimostra la storia recente, non tutti i terroristi sono uguali: dipende dagli obiettivi che si prefiggono, da chi e cosa decidono di colpire. Luis Posada Carriles, Gaspar Jiménez Escobedo, Guillermo Novo Sampoll e Pedro Remón Rodríguez - i quattro terroristi di origine cubana rimessi in libertà dalla presidente uscente di Panama, Mireya Moscoso, appena una settimana prima della scadenza del suo mandato - i loro obiettivi li hanno scelti bene: il governo di Fidel Castro prima di tutto e, in subordine, altri processi rivoluzionari latinoamericani.
Posada Carriles, il più noto del gruppo, era in carcere dal 17 novembre del 2000 con l'accusa di aver progettato quello stesso anno un attentato contro Fidel Castro in occasione del X Vertice iberoamericano a Panama. Un attentato che avrebbe potuto provocare una carneficina: una bomba con quindici chili di esplosivo era stata collocata all'interno del recinto universitario dove più di 2.000 studenti si erano riuniti per ascoltare il discorso del leader cubano.
Abbandonata Cuba nel 1961, Posada Carriles si era integrato nell'esercito degli Stati Uniti per essere poi reclutato, nel 1963, dalla Cia. La sua fama se l'era guadagnata già nel 1976, legando il suo nome al sabotaggio di un aereo della Cubana de Aviación, costato la vita a 73 persone di diversa nazionalità, tra cui l'intera squadra giovanile di scherma appena vincitrice dei giochi panamericani. Arrestato in Venezuela, era fuggito dal carcere grazie all'appoggio della Fondazione nazionale cubano-americana (Fnca) e si era trasferito nel Salvador, da dove aveva prestato appoggio ai gruppi controrivoluzionari nicaraguensi. Il suo curriculum presenta diversi altri progetti di attentato contro Fidel Castro e l'organizzazione di attentati dinamitardi contro installazioni turistiche a Cuba, nel 1997, a causa dei quali è rimasto ucciso il giovane turista italiano Fabio Di Celmo.
Il nome di Jiménez Escobedo (ricercato anche dalla giustizia messicana per traffico di armi e di droga) è legato in particolare all'assassinio in Messico del tecnico dell'industria peschiera cubano Artañán Díaz Díaz, oltre che alla preparazione degli attentati contro gli hotel di Cuba. Non è da meno Novo Sampoll che, tra svariati crimini, figura tra i responsabili dell'omicidio di Orlando Letelier, il ministro degli Esteri cileno del governo Allende, avvenuto a Washington per incarico della Dina, la polizia politica di Pinochet. Conclude la lista Pedro Remón Rodríguez, accusato dell'assassinio del diplomatico cubano Félix García Rodríguez, nel 1980 a New York, e di diversi attentati, tra cui quello contro la sede della Missione permanente di Cuba presso l'Onu, alla fine del 1979, e quello, qualche mese più tardi, contro l'ambasciatore cubano presso le Nazioni Unite.


Ragioni "umanitarie" benedette dagli Usa
La Giustizia panamense aveva condannato Posada Carriles e Jiménez Escobedo a 8 anni di prigione e gli altri due terroristi a 7 anni: condanne molto miti contro cui gli avvocati di parte civile avevano subito presentato ricorso. Ma la presidente Moscoso, che già nell'aprile del 2001 aveva respinto la richiesta di estradizione dei quattro terroristi presentata dal governo di Cuba, non ha neppure atteso la sentenza della corte d'appello, in flagrante violazione della legislazione nazionale e delle convenzioni internazionali contro il terrorismo sottoscritte da Panama. Secondo la Moscoso, su cui pesano svariate accuse di corruzione, l'indulto avrebbe obbedito a ragioni umanitarie, perché, si è giustificata, "se Posada Carriles fosse inviato a Cuba o nel Venezuela di Chávez (dove il terrorista è ricercato, ma dove non esiste la pena di morte, ndr), verrebbe sicuramente ucciso". Dichiarazione, questa della Moscoso, che ha prodotto, dopo la scontata rottura delle relazioni diplomatiche da parte di Cuba, anche la decisione del presidente Chávez di ritirare il proprio ambasciatore a Panama e di declinare l'invito alla cerimonia di insediamento del nuovo presidente Martín Torrijos, avvenuta il primo settembre.
Figlio del generale Omar Torrijos - di colui cioè che, sfidando Washington, riallacciò le relazioni diplomatiche con Cuba nel 1976 - il neopresidente si è trovato, suo malgrado, in situazione di forte imbarazzo: l'indulto, ha subito dichiarato, "deve essere concesso in accordo con il nostro ordinamento costituzionale, e mai quando si tratti di terrorismo, narcotraffico e riciclaggio di denaro". Sconcertato dall'incredibile sgarbo della Moscoso, che ha deciso l'indulto una settimana prima di lasciare la carica senza neppure consultarlo, Torrijos proverà a correre ai ripari: a partire dall'1 settembre, ha annunciato, inizieranno le pratiche per ristabilire le relazioni diplomatiche con Cuba e normalizzare quelle con il Venezuela.
Intanto, però, i quattro terroristi hanno già lasciato Panama: tra l'esultanza della Fondazione nazionale cubano-americana, tre di loro sono giunti a Miami senza incontrare alcun ostacolo da parte della giustizia statunitense; il quarto, Posada Carriles, che ha addirittura viaggiato con un passaporto nordamericano intestato a un'altra persona, pare si sia nascosto in un'isola dei Caraibi. La vicenda ha avuto forti ripercussioni anche in Honduras, dove è atterrato l'aereo che trasportava il terrorista. "Non permetterò che terroristi e delinquenti internazionali entrino in Honduras credendo che il Paese serva loro da scudo e rifugio", ha dichiarato, irritato, il presidente Ricardo Maduro. Talmente irritato da arrivare a lamentarsi anche della condotta degli Stati Uniti: "esigerò - ha dichiarato - che Usa e Panama spieghino come mai Posada Carriles usi un passaporto nordamericano falso. Com'è che questo aereo è uscito da Panama con Posada Carriles, è arrivato in Honduras e ha terminato il suo viaggio negli Usa?".

Da Adista n° 61 dell'11 settembre 2004

 

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Pagina inserita nel sito www.polesine.com il 11-Ago-2006

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