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Globalizzazione e neoliberismo

Due termini che vorrebbero indicare un ordine economico mondiale ormai socialmente adulto che, per mezzo dello stimolo del profitto privato, darebbe sviluppo e benessere a tutti. In realtà è un ordine economico imposto al mondo intero per un maggiore saccheggio delle risorse naturali che sta gettando la maggior parte della popolazione del pianeta in una situazione disperata e insostenibile.

La globalizzazione e il neoliberismo si sono imposti attraverso modelli dell'economia e della politica che aggravano la disuguaglianza economica e approfondiscono l'ingiustizia. Le attuali strutture dominanti hanno portato frustrazione, esclusione e morte per la maggior parte dei popoli.
Essendosi inoltre introdotta l'inaccettabile e demagogica guerra cosiddetta "preventiva", si è inferto un grave danno ai diritti umani e all'umanità in quanto tale, riducendo e indebolendo le Istanze Mondiali destinate a vigilare per la pace. Le conseguenze distruttive di tutto ciò sono presenti in tutti i Continenti, con un flusso crescente di immigrati e con l'evidenza che le promesse di ridurre significativamente la povertà sono semplicemente ingannevoli.

Nonostante la globalizzazione neoliberista si presenti come un'opportunità storica unica, come un progetto fondamentale definito e definitivo, e come l'ultima cosa possibile nella storia, essa porta dentro di sé le contraddizioni e le debolezze che la condurranno a morte:
- accelerando pericolosamente il consumo di materie prime non rinnovabili e usando indiscriminatamente sostanze chimiche, provoca un danno che minaccia seriamente la vita dell’umanità intera;
- promuovendo, per sopravvivere, un aumento costante della produzione e introducendo a tal fine l'automazione, manda in rovina un ingente numero di lavoratori e riduce l'insieme dei consumatori della sua produzione;
- assorbendo i Paesi del mondo per trasformarli in un supermercato, dove tutto ha il cartello "vendesi", concentra il potere economico ai vertici sociali, provoca uno squilibrio economico e infine la rovina, propiziando così la crescita di una opposizione;
- dirigendo infine le "conquiste" ultime della tecnica per cammini sempre più disumanizzanti, accresce il rifiuto generale motivato dalle conseguenze negative che porta con sé.

Inoltre questo modello di sviluppo per esistere ha bisogno di rubare e per rubare ha bisogno di uccidere. E i dirigenti del mondo unipolare e transnazionale hanno avuto l'inaspettata sincerità di dirlo e farlo senza alcuna dissimulazione, per cui diventa urgente, oltre che possibile, un sistema in cui l'elemento costitutivo non sia la concentrazione del profitto, ma la distribuzione delle risorse, non l'individualismo egoista, ma la dimensione comunitaria e il rispetto per la dignità umana.

Alcuni dati possono aiutare a spiegare meglio la tendenza attuale:


Secondo le stime dell'United Nations Development Program, solo 10 persone, i miliardari più ricchi del mondo, possiedono una ricchezza netta di 133 miliardi di dollari, cioè oltre 1,5 volte il reddito nazionale totale dei Paesi meno sviluppati. Basterebbe l'1% del reddito globale per eliminare la povertà. Ci vorrebbero 5,5 miliardi di dollari per cancellare i debiti dei 20 Paesi più poveri. Eppure esattamente 5,5 miliardi di dollari è costata la costruzione di EuroDisney. Il costo per fornire accesso a servizi sociali di base e per trasferire il capitale necessario per alleviare i redditi bassi ammonterebbe a 80 miliardi di dollari, meno del reddito totale delle sette persone più ricche del mondo. In 6 Paesi si spendono 700 milioni di dollari in nove giorni per l'acquisto di cibo per cani e gatti. Annualmente si spendono circa 66 miliardi di dollari per l'acquisto di cosmetici e più di 800 miliardi di dollari, nel 1995, per le spese della difesa. Cifre che parlano da sole e che gridano vendetta al cospetto di Dio!

(Adista n. 53 del 17 luglio 2004)


La fame esiste anche in Europa. Ne soffrono 30 milioni di persone.
Più di 800 milioni di persone soffrono la fame nel mondo, 30 dei quali in Europa. I Paesi maggiormente colpiti sono la Lettonia e la Slovacchia, dove soffre di fame il 5-6% della popolazione contro una media del 2% degli altri Paesi dell'Europa centrale. I dati sono stati forniti dalla Fao (1). La ragione principale è nella povertà di alcune frange di popolazione. In effetti, questi Paesi producono cibo sufficiente e i supermercati sono ben approvvigionati, ma le persone povere non hanno il denaro sufficiente per nutrirsi correttamente. In Polonia, per esempio, dove soffre di fame l'1% della popolazione, i contadini, soprattutto anziani, vivono di ciò che produce la loro attività, carne di porco e patate, il che non consente lo scambio e quindi la possibilità di avere denaro per completare la dieta alimentare. Altra parte della popolazione anziana vive della pensione di Stato, oppure lavora in attività produttive con salari bassissimi, insufficienti a garantire un buon standard nutrizionale. Il rifugio a questo stato di degrado è l'alcool che peggiora ulteriormente la capacità di spesa alimentare. Insomma pensavano che la fame fosse appannaggio dei Paesi del terzo mondo invece scopriamo che l'abbiamo anche in casa, e in misura consistente.

(1)FAO: 24a conferenza regionale per l'Europa - Monpellier (F)

(Avvertenze n. 2004-12 del 15 Giugno 2004)



USA / La difficoltà di far fronte alle spese sanitarie
Circa 20 milioni di famiglie statunitensi hanno grosse difficoltà a saldare i conti del medico e del farmacista. La spesa sanitaria è per molti nuclei onerosa al punto da costringerli a ridurre altre spese, sempre importanti, come l'affitto, il mutuo, la macchina. È quanto emerge da uno studio del "Center for Studying Health System Change" (Hsc). Nel 2003, un terzo delle famiglie ha dovuto rinunciare a farmaci, visite mediche, cure.

G.BRETAGNA / L'esplosione del fenomeno homeless
Gli homeless sono 380 mila in tutto il Paese, quanto la popolazione di Bristol. Vivono in ostelli o dormono in case di accoglienza. Secondo il rapporto "Hidden Homelessness: Britain's Invisible City", il costo del fenomeno è di 1,4 miliardi di sterline: sussidi, costi per gli alloggi e tasse non incassate. Da qui al 2020 le persone senza casa si prevede che saranno 960 mila.

(Avvertenze numero 2004-14 del 15 Luglio 2004)


Al grande naturalista Charles Darwin venne un dubbio che espresse nel suo famoso libro “Viaggio di un naturalista intorno al mondo”:

Se lo stato di miseria dei nostri poveri non è dovuto a leggi di natura ma alle nostre istituzioni, la colpa è nostra, ed è grave.

(Charles Darwin, Viaggio di un naturalista intorno al mondo)



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