di Stephen Gowans
Nota introduttiva di Miguel
Martinez:
Ho una grande ammirazione per Noam Chomsky, che nel cuore
dell'impero ha il coraggio di presentare una voce critica.
Però ho sempre sentito che c'era qualcosa che non
quadrava. Ecco finalmente qualcuno che mette a fuoco i miei
dubbi, con una critica che non vale solo per Noam Chomsky,
ma per una vasta parte dell'area no global e pacifista.
Il titolo in inglese - Noam Chomsky's Rogues' Gallery
- fa riferimento alle raccolte di foto segnaletiche della
polizia, quindi, come abbiamo tradotto noi, a una parata
di brutti ceffi.
L'articolo originale è trattato dal blog di Stephen
Gowans.
Traduzione a cura di Daily932000.
Su un tema analogo, potete leggere qui Il
grande complotto islamonazicomunista.
Avevo l'abitudine di divorare tutto ciò che Chomsky
scriveva le interviste Barsamian quando volevo stare
sveglio, e libri come The New Military Humanism quando avevo
bisogno di dormire. Ma da tempo, mentre rovistavo tra le interviste
di Chomsky, esaminando copie di Z Magazine e combattendo contro
profondi sbadigli per attraversare le encicliche del Papa
Michael (ossia Michael Albert) sul ciomskismo, ho cominciato
a notare un elemento ricorrente nel lavoro di Chomsky che
mi ha portato a vedere che tutto quello che c'era bisogno
per fare una buona copia del maestro era di usare liberamente
le parole "parata di canaglie", "mostro sanguinario",
e "delinquente", mentre si cerca di implicare varie
amministrazioni statunitensi nelle attività dei mostri
sanguinari.
Volete capire
l'Iraq? Facile. Un mostro sanguinario appoggiato dal
governo statunitense ha smesso di eseguire i comandi di
Washington. Quindi Washington ha attuato la rappresaglia.
Panama? Stessa cosa.
Volete capire l'Indonesia e le Filippine? Facile anche
questo.
Mostri sanguinari appoggiati dal governo statunitense hanno
eseguito i comandi di Washington.
Qualunque schifezza avvenga, troverete mostri sanguinari
al lavoro, a volte sostenuti dal governo statunitense, a
volte no. Volete fermare le schifezze? Sbarazzatevi dei
mostri e fate pressione sulle élites degli Stati
Uniti.
"E' certamente vero," ha ricordato Chomsky, in
un'intervista del 10 novembre con Bill Maher, "che
il mondo è migliore senza Saddam Hussein." Ora,
questo potrebbe confortare gli americani che hanno dubbi
sulla legittimità dell'invasione anglo-americana
dell'Iraq (ehi, tutti stanno meglio senza Saddam, quindi
perché rompete?) e può essere considerato
il tipo di cose che si dicono per chiarire la questione,
"E' o non è morbido coi mostri sanguinari?"
ma in quanto considerazione, non ha senso.
Certamente, chi era il prossimo sulla lista delle esecuzioni
di Saddam sta meglio, mentre il prossimo sulla lista delle
promozioni no (dato che probabilmente ora sta languendo
in una prigione militare americana, costretto a masturbarsi
per il divertimento delle guardie). Per quanto riguarda
il resto del mondo, non ha senso chiedersi se la fine di
Saddam Hussein sia un bene o un male senza parlare di cosa
ne seguirà. Gli iracheni difficilmente starebbero
meglio se a Saddam Hussein fosse seguito un Vlad l'Impalatore
risorto, desideroso di compiere una sanguinosa rappresaglia
verso i musulmani. Se questo è il tipo di pensiero
che Chomsky sta sostenendo, potrei probabilmente vendergli
una camionata di legna da ardere per scaldare la casa, sostenendo
che il mondo sarebbe un posto migliore se nessuno usasse
combustibili fossili.
Il mondo sarebbe migliore anche se gli uomini quarantenni
non dovessero sottoporsi al dito guantato di un medico che
attraversa il loro sfintere anale per tastare la loro ghiandola
prostatica per vedere se non c'è evidenza di cancro,
ma l'alternativa è peggiore.
La sola domanda sensata da porre, quindi, è se il
mondo (e quindi anche l'Iraq) è migliore con l'occupazione
statunitense, e con anni di dominazione statunitense a seguire,
di quanto non fosse sotto Saddam Hussein.
Chomsky insinua che lo è, a meno che dicendo "è
certamente vero che il mondo è migliore senza Saddam
Hussein," intenda semplicemente dire che il deposto
leader iracheno non era particolarmente simpatico, e non
avresti mai voluto trovarti dalla parte - per lui - sbagliata.
Che Hussein non fosse un simpaticone è evidente a
quasi tutti, compresa Cindy, la ragazza che mi taglia i
capelli e perciò ho deciso di usare il mio tempo
in maniera più utile lasciando perdere Chomsky e
limitarmi a prendere le mie informazioni politiche durante
la mia visita mensile dal barbiere.
Inoltre, l'idea che avvengono cose brutte perché
ci sono cattive persone al potere non porta molto lontano.
Se le persone cattive sono al potere, come sono arrivate
al potere? Le cattive persone sono predisposte a salire
nelle gerarchie? Sono scelte da un sistema cattivo (sicuramente
deve essere malvagio un sistema che riserva i suoi favori
ai peggiori di noi)? Se è così, sono le persone
cattive ad essere il problema, o è il sistema che
è cattivo? E se il sistema è cattivo, può
l'eliminazione di una particolare persona cattiva fare una
grande differenza o rendere il mondo un posto migliore in
cui vivere?
Inoltre, è sempre che le cattive persone vanno al
potere, anche in numeri sproporzionati, oppure è
un cattivo sistema a far fare cose cattive alle persone
(che possono essere intrinsecamente buone o cattive)?
Il direttore generale di un'azienda licenzia centinaia
di lavoratori, o abbassa i salari; lo fa perché è
cattivo o perché è avido? O lo fa, perché
è costretto, e se non lo fa, lo farà qualcun
altro? E' come il baseball. Se non corri più forte
dell'altra squadra, ti troverai a languire o sarai retrocesso.
E un'altra cosa: che cosa rende una cosa cattiva? I tagli
di salari e di personale fatti dal direttore generale sono
cattivi se sei un impiegato, ma sono buoni se sei un'azionista.
L'invasione anglo-americana dell'Iraq è cattiva se
sei un iracheno, e non sembra tanto buona nemmeno per la
compagnie petrolifere francesi, russe e cinesi che sono
state sfrattate dall'Iraq. D'altronde è buona per
le ditte di ingegneria statunitensi, come la Bechtel, che
hanno guadagnato lucrosi contratti di ricostruzione, ditte
di contratti di difesa, come la Lockheed Martin, che guadagnerà
parecchio per rifornire il Pentagono, e le multinazionali
statunitensi del petrolio, che approfitteranno delle abbondanti
scorte petrolifere irachene.
Inoltre, ha un senso parlare di persone cattive? Attribuisci
cattivi comportamenti a cattive personalità e cadi
in un vortice logico senza via di uscita. Come si fa a sapere
se Tizio è cattivo? Perché ha fatto cose cattive.
Perché ha fatto cose cattive? Perché è
cattivo. Un gruppo di intellettuali americani di sinistra,
tra i quali Chomsky, ha scritto una lettera chiedendo alle
persone di sinistra di liberarsi di Bush votando
per il candidato democratico negli Stati indecisi. Nella
loro lettera, attruibuivano l'invasione dell'Iraq alle spinte
guerrafondaie di Bush. Loro sanno che Bush doveva spingere
verso la guerra perché l'aveva finanziata e sapevano
che l'aveva finanziata perché doveva farla. Se gli
aveste chiesto di definire un musone, avrebbero detto "Un
musone è una persona che tiene il muso."
È, difficile smentirlo, ma questo non ti porterà
da nessuna parte, che è più o meno dove le
persone di sinistra statunitensi si trovano ora.
Quindi quando sento Chomsky declamare sui mostri sanguinari
e proclamare la sua visione politica basata sulla "sfilata
di canaglie", ci sto male.
E' come se la teoria dei gangster della Seconda Guerra
Mondiale la guerra attribuita a due soli uomini, Hitler
e Mussolini, apparsi dal nulla e operanti in un vuoto socio-economico
fosse stata aggiornata e riapplicata per spiegare
gli avvenimenti attuali.
Se la guerra può essere attribuita alle azioni di
poche persone cattive, l'implicazione è che le guerre
possano essere evitate trascinando le mele cattive (i mostri
sanguinari di Chomsky) davanti ad un tribunale internazionale,
dove pesanti pene sarebbero applicate per scoraggiare le
altre mele cattive dal seguire le loro orme. In questa maniera,
l'attenzione sarebbe distolta dalle casse marce e tutti
andrebbero felicemente lungo quella strada, sicuri nella
conoscenza che i mostri sanguinari hanno avuto la loro lezione,
e che un futuro mondo di pace sarebbe possibile.
Non molti anni dopo, gli americani stessi stavano facendo
ciò per cui avevano punito i gangster nazisti davanti
al tribunale di Norimberga. Non sorprendetevi. Non erano
poche mele cattive in una cassa di mele buone. Era la cassa
stessa a puzzare, cosa dalla quale la teoria dei gangster
ha distolto l'attenzione. E la cassa era tanto americana
quanto tedesca.
Certo, sedersi ad esaminare la cassa, e togliere le assi
marcie per sostituirle con assi migliori, non è quello
che le persone che denunciano i mostri sanguinari e i loro
ipocriti sostenitori statunitensi stiano facendo.
Invece, stanno suggerendo che la pressione sociale può
in qualche modo convertire l'imperialismo da leone a pecora,
oppure far vivere gli Stati Uniti secondo gli ideali dei
padri fondatori. In realtà non può farcela,
né potrà mai farcela, perché l'imperialismo
è un sistema che trascende le persone. Scrivere lettere
al presidente e ai nostri deputati, o marciare per le strade
di Washington, non renderà buono il leone. E questo
perché l'imperialismo non è la preferenza
personale di coloro che tirano i fili di Washington, il
che non vuol dire che vi siano contrari. Solo che non è
non è che si svegliano una mattina dicendo, "Penso
che oggi dovremmo guidare il paese verso una direzione imperialista,
e se non otteniamo niente entro mercoledì, proveremo
una strategia non imperialista".
Inolte, la teoria politica della parata di canaglie permette
alle persone di scendere a patti con le guerre non provocate
non provocate che Washington conduce per guadagni commerciali.
Se la guerra riesce a rimuovere un mostro sanguinario (ed
è una pratica normale ritrarre il leader di un nemico
come un criminale sanguinario impossibile da redimere),
e viene detto al mondo che sarebbe meglio la sua rimozione,
domande sul fatto se la guerra fosse legale o perseguita
per buone ragioni diventa nulla più che uno sproloquio
accademico. "Già, già, forse non siamo
andati in Iraq per le ragioni che ha detto Bush, ma, guardate,
le stanze degli stupri sono sparite, e Saddam non sta più
gasando i kurdi, e non ci sono più minacce contro
di noi. Era un cattivo ragazzo, e, per una volta, ringrazio
che non sia più lì ma in una prigione dove
non può più fare del male a nessuno".
Si può dire che la politica della parata di canaglie
finisce per legittimare l'imperialismo statunitense. L'effetto,
nel caso di Chomsky, è senza dubbio non intenzionale,
ma ugualmente è presente.
Se si fa un giro di quelli che si presentano come gruppi
di sinistra negli Stati Uniti, diventa chiaro che ogni impegno
antimperialista, nel senso di credere che ogni paese dovrebbe
essere lasciato sviluppare secondo i propri bisogni al di
fuori dell'egemonia dei paesi avanzati, è fiacco
se va bene. Invece c'è una diffusa visione secondo
cui, se fossero lasciati a se stessi, i paesi il cui sviluppo
economico è stato storicamente fermato sarebbero
terrorizzati da mostri sanguinari, politici corrotti e zeloti
religiosi, che scoppierebbero guerre civili e pulizie etniche,
e quindi l'Occidente ha l'obbligo morale di intervenire,
o almeno guidare lo sviluppo politico ed economico di questi
paesi fornendo denaro ed assistenza ai gruppi "filodemocratici"
impegnati nelle "riforme economiche".
Che il continuo intervento dei paesi avanzati negli affari
dei paesi poveri riceverà il sostegno della maggioranza
degli occidentali che si considerano di sinistra è
praticamente garantito dall'accettazione diffusa della visione
del concetto di parata di canaglie in politica internazionale.
Certo, non possiamo lasciare le persone sofferenti del Terzo
Mondo nelle mani di noti bruti come Robert Mugabe, Alexander
Lukashenko, Kim Jong Il oppure…- riempite lo spazio
col nome di qualunque persona che sia il leader di un paese
sulle cui terre, risorse, mercati o manodopera a basso costo
qualche paese occidentale vorrebbe mettere le mani.
E' inconsistente qualunque comprensione dell'imperialismo
come imperativo socio-economico, e non come una cattiva
scelta di stile di vita delle persone al potere. Quindi,
non si vede la soluzione nel socialismo; la soluzione viene
ricercata piuttosto nel rendere i membri del parlamento
più coscienti, o in appelli alla coscienza liberale
del paese. Ma che cos'altro puoi fare, se credi che le cose
schifose succedono solo perché il potere è
in mano a gente schifosa?
Testo tratto dal sito web Kelebek http://www.kelebekler.com
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