Le
preghiere che Dio non ascolta di don Gianfranco Formenton*
Ho visto alla televisione la gente che pregava
ed accendeva candele per Maradona. Ho visto altre preghiere
e processioni perché tornino i nostri compatrioti,
i "nostri ragazzi" ostaggi dei guerriglieri. Ho
assistito allibito alla passerella dei politici, che davanti
all'ignavo Socci (che non sapeva dove mettere le mani), si
alternavano facendo il pelo alle parole: eroi, patrioti, mercenari,
civili, lavoratori… E consideravo come ormai da tempo
in questa repubblica tele-tri-camerale (Senato, Camera, Porta
a Porta) l'informazione abbia smarrito il senso della verità
e abbia imboccato decisamente la strada dei bollettini di
guerra dove non conta la verità ma quello che i padroni
dell'informazione vogliono che si creda. Consideravo anche
il ruolo dei "cronisti di guerra" che ogni sera
ci costringono ad assistere alle farneticazioni nazional-populiste
dei "ministri-zerbino" privi di una qualsiasi cultura
politica e ricchi solamente di protervia e di un'incredibile
concezione della vita e del mondo così banale da risultare
un insulto alla intelligenza dei più.
E siccome sono molto preoccupato per i miei ragazzi che sono
piccoli e recepiscono queste cose come carta assorbente nello
stesso modo in cui la mia generazione ha respirato le menzogne
hollywoodiane sulla bontà dei cowboy (e la malvagità
degli indiani)… e siccome molta gente piange perché
è morto uno dei "nostri" e prega e chiama
in causa Dio perché altri tre dei "nostri"
non muoiano…. e siccome sembra che solo i "nostri"
siano buoni e abbiano una moglie e dei figli e delle sorelle
e una casa e una fidanzata e una patria… e siccome si
parla di valori e di eroismo con la stessa facilità
con cui si parla della Ferrari, di Totti o del Milan…
credo sia giusto (anche per conto di Dio) chiarire che certe
preghiere Dio non le può ascoltare (comprese le messe
"commissionate" dalle sezioni di partito capitoline
e sbandierate come eventi nei tg nazionali).
Provo un'immensa pena ogni volta che la violenza ha il sopravvento,
ogni volta che un uomo muore. Ma mi sembra che ancora una
volta sia chiaro come di fronte alla morte siamo tutti uguali,
ma qualcuno è più uguale degli altri. Un morto
italiano, sul mercato mediatico, vale cento volte di più
di mille morti iracheni e questo è contro la verità,
contro la giustizia. Nella stessa città dove è
stato assassinato il vigilante italiano sono stati uccisi
dai "liberatori" oltre seicento iracheni che, secondo
le parole del segretario della guerra statunitense Rumsfeld,
erano solo dei "farabutti terroristi" (Rumsfeld
non sembra in grado di formulare espressioni più elaborate!).
Da sempre gli eserciti occupanti considerano i patrioti, i
partigiani, i ribelli come dei "farabutti terroristi".
Solo che loro sono a casa loro, noi no. Siamo andati a liberarli?
Ecco. Adesso sono "liberi da morire".
Provo un'immensa pena anche per i familiari di questi vigilantes
che si abbandonano alle voraci telecamere che gli strappano
lacrime e parole, e non capisco perché parlano tanto,
perché non si rifiutano di esibirsi al teatro televisivo,
ma provo anche un'immensa rabbia nei confronti di molti giornalisti-sciacalli
(ammesso che Porta a Porta, Excalibur ecc., possano essere
considerati "giornalismo") che alimentano il circo
del dolore-spettacolo, senza vergogna, senza rispetto…
Ma non voglio assolutamente che i miei ragazzi credano a questa
informazione "lacrimosa", credano che questi "nostri"
ragazzi siano degli eroi della patria. Mercenario sul vocabolario
ha un significato ben preciso che non si discosta molto dal
"lavoro" che questi uomini (non capisco perché
bisogna chiamarli "ragazzi") svolgevano, armati
e assoldati da una agenzia americana di "sicurezza".
Non sono eroi positivi neanche se uno muore sfidando orgogliosamente
la morte con una frase "patriottica". Non lo sono
loro, non lo è stato Pantani, non lo è Maradona…
e questo i ragazzi se lo devono sentir dire ben chiaro: non
si va a morire per i soldi né per sfidare la morte,
non è un valore ed è immensamente stupido.
La logica che ha spinto questi uomini e tanti altri (carabinieri
ed esercito inclusi) ad andare in Iraq è una logica
che fa a cazzotti con i valori cristiani. La missione di pace,
umanitaria ecc. è la copertura ideologica della logica
della violenza e dei soldi. Il loro eroismo non è dissimile
a quello di quei ragazzi che si vanno a schiantare per scommessa
a duecento all'ora nelle gare automobilistiche clandestine.
È il fascino della sfida e il fascino dei soldi. Anche
i loro familiari lo hanno confessato tra le lacrime…
per i soldi, per i soldi… e per una pseudo-cultura della
violenza coltivata nell'Esercito e come buttafuori nelle discoteche.
Il Presidente della Repubblica ha detto di essere fiero di
essere italiano, altri hanno detto che si vergognano di essere
italiani. Io non sono fiero né mi vergogno di essere
italiano perché la questione è una pura scemenza….
Altri si devono vergognare, non di essere italiani ma di giocare
con la vita e l'intelligenza delle persone, soprattutto chi
ha portato il nostro Paese in guerra e chi usa le vittime
di questa guerra per nascondere la verità semplice
delle cose e per alimentare l'ideologia della violenza ed
il proprio tornaconto politico.
Questo insegno ai miei ragazzi, oltre al comandamento cristiano
della "disobbedienza" totale, della "ribellione"
totale alla legge della violenza e della menzogna. E di violenza
e di menzogna ce n'è tanta nei miti di Pantani e di
Maradona, di Rambo e di tanti altri "eroi" mediatici.
Dio non ascolterà le preghiere patriottiche di questi
giorni. Non sarà lui a guarire Maradona o a fare tornare
gli ostaggi (questo dipende da altre logiche come il nostro
governo "mercantile" ben sa), o a condannare ostaggi,
come non è lui che assiste i "nostri ragazzi"
in guerra, né lui che l'ha voluta. Dio non benedice
l'America né la regina né il nostro popolo.
Queste preghiere pagane frutto di volontà di potenza
terrene non lo toccano minimamente. È sordo e muto
di fronte a questa religione nazionale che sempre ha accompagnato
gli eserciti del mondo e nonostante lo abbiano chiamato "Dio
degli eserciti". Sono sicuro che lui non può stare
con nessun esercito, neanche se i cappellani-aruspici di tutti
gli eserciti lo pressano con le loro inutili preghiere, perché
la guerra (anche questa guerra) è menzogna totale,
è il male assoluto e nessuno che si dica cristiano
ne può accettare neanche l'idea.
Spero e prego che Dio si faccia vivo e che Allah si faccia
vivo (bi-partisan), e intervengano insieme su questa sporca
storia, non per salvare gli italiani, ma per riportare un
po' di giustizia, perché vedo che a morire sono sempre
gli innocenti, i poveri, i dimenticati dai media di stato
e per i quali provo un'immensa compassione, molto più
grande della pena per la morte dei "Rambo" del nostro
opulento Occidente. Allora sommessamente spero e prego che
Dio intervenga nei confronti dei prepotenti di turno perché
"siano abbreviati i loro giorni e il loro posto sia occupato
da qualcun altro, sia cancellato dalla terra il loro ricordo
e la maledizione che hanno amato ricada su di loro" (Salmo
108). Amen.
* parroco di Sant'Angelo in Mercole a Spoleto (Perugia)