| La
Paz. Vittime del neoliberismo
Si è legato addosso
un carico di dinamite e si è fatto esplodere nella
hall dell'edificio annesso alla Camera dei deputati, a 50
metri dalla sede della Presidenza boliviana, causando, oltre
alla propria morte, quella di due funzionari di polizia e
il ferimento di altre dieci persone. Eustaquio Picachuri era
un minatore che aveva perso il posto di lavoro e la pensione
a causa della privatizzazione delle imprese minerarie statali
e del sistema pensionistico ("generazione sandwich"
vengono chiamati in Bolivia i cittadini nella condizione di
Picachuri). Erano sette anni, ha spiegato una delle figlie,
che il minatore cercava di farsi riconoscere la pensione:
gli dicevano che avrebbero risolto la situazione, ma "si
sono presi gioco di lui": "mio padre è morto
a causa dell'ingiustizia, dei furti e della corruzione esistenti
nel Paese".
Un atto isolato, come si è affrettato a commentare
subito dopo l'accaduto, il 30 marzo, il presidente Carlos
Mesa, ma anche, secondo i minatori, un gesto che traduce un
sentimento collettivo di disperazione: "è stato
il primo - ha dichiarato un dirigente all'agenzia Alai - ma
ne seguiranno altri. Siamo stanchi di essere ingannati: ci
dicono che per andare in pensione dobbiamo lavorare fino a
65 anni, ma molti compagni neppure ci arrivano a questa età,
molti sputano sangue già prima". "Il governo
- ha avvisato il presidente della Cob, la Centrale Operaia
Boliviana, Jaime Solares - deve risolvere immediatamente il
problema degli ex lavoratori delle miniere e di altre migliaia
di lavoratori rimasti senza lavoro e senza pensione".
Venti uomini-bomba, secondo il dirigente Roberto Aro, sarebbero
infatti già pronti ad autoimmolarsi. Un forte richiamo
è venuto anche dal segretario generale della Conferenza
episcopale, mons. Jesús Juárez, che ha esortato
il governo a rispondere alle richieste sociali per evitare
che si ripetano simili tragedie, ma ha anche invitato i dirigenti
sindacali ad orientare le proprie basi affinché non
utilizzino metodi come quello dell'autoimmolazione.
Tratto da Adista
n° 28 del 10 aprile 2004 |