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Alex Zanotelli interviene alla Fuci:
la chiesa deve schierarsi contro questo sistema iniquo

31360. ROMA-ADISTA. Molto accorato e appassionato è apparso l'intervento di Alex Zanotelli, il più applaudito al Congresso della Fuci (v. notizie precedenti). Zanotelli ha parlato dei suoi 12 anni passati accanto ai poveri di Korogocho, in una condizione "spesso ai limiti dell'umano: quel battesimo, penso, di cui tutti noi borghesi abbiamo bisogno". Ha raccontato che in quella baraccopoli "oltre 2 milioni di persone sono costrette a vivere nell'1,5% della terra totale della municipalità di Nairobi". Parlando dell'unità profonda che esiste tra il progetto di liberazione del Dio di Israele e del "Dio che Gesù ha incarnato sotto l'imperialismo romano, dove a Roma su 1 milione di abitanti 900mila erano schiavi", Zanotelli ha commentato: "ogni impero è stato costruito su un'economia di opulenza, che domanda una politica di oppressione, che richiede una religione che è prigioniera del sistema". Come il terrorismo romano ha crocifisso Gesù così oggi fanno "gli americani con le loro bombe in Afghanistan: terrorizzare la gente, il mondo". Zanotelli rifiuta di avallare "un sistema basato su un'economia e una finanza" dove "il 20% del mondo si 'pappa' l'83% delle risorse del mondo: questo è peccato". Il mondo, ed i cristiani in particolare sono chiamati ad una "sfida morale": alla ricerca di una "spiritualità che non sia spiritualismo. A non fuggire dalla realtà". A denunciare le ingiustizie. "Perché - si chiede padre Alex - come Chiesa siamo così duri nel settore della moralità, sul sesso (anche se, in una società consumistica come la nostra, l'istanza della Chiesa cattolica in materia sessuale può essere profetica), e non lo siamo altrettanto sull'economia?". Per i credenti è allora fondamentale tornare a "coniugare Vangelo ed economia", concretamente. Perché "nella Chiesa non basta dire certe cose. Bisogna viverle". E fa l'esempio di come i sacramenti in Italia siano divenuti "riti pagani". E di come il Parlamento italiano abbia votato compattamente a favore della guerra ("ho sentito una vergogna tale…"), nel "silenzio pressoché totale delle Chiese, che non si sono quasi espresse". La società, secondo Zanotelli, si sta rapidamente militarizzando a difesa dei propri privilegi, ed anche "la guerra contro l'Afghanistan è una guerra per difendere il nostro stile di vita", il nostro benessere. Di fronte "a questa questione di vita o morte - è l'appello finale di Zanotelli - dobbiamo schierarci, decidere se siamo dalla parte della vita o dalla parte del sistema".

Tratto da Adista N° 37 del 13 maggio 2002

 


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