| Confessioni
di un “economista d’assalto”
Come gli Stati Uniti usano la globalizzazione
per defraudare i Paesi poveri delle ricchezze
Estratti dell’intervista condotta da Amy Goodman per
Democracy Now a John Perkins.
John Perkins, dal 1971 al 1981 ha lavorato per
una società di consulenza internazionale dove, come
egli stesso si definisce, è stato un “economista
d’assalto”. Perkins è l'autore del libro
Confessioni di un “economista d’assalto”.
Ex rispettato membro della comunità economico-bancaria
internazionale, nel suo libro descrive come un professionista
molto ben pagato può aiutare gli Stati Uniti a raggirare
le nazioni povere del pianeta prestando più danari
di quanto esse possano restituire e quindi assumendone il
controllo economico.
JOHN PERKINS: Fondamentalmente siamo stati addestrati
per fare il nostro lavoro e cioè consolidare l'impero
americano. Si trattava di creare situazioni in cui la maggior
quantità possibile di risorse affluisse nelle casse
del nostro paese, alle nostre società per azioni ed
al nostro governo, ed in effetti abbiamo avuto successo. Abbiamo
costruito, negli ultimi 50 anni, a partire dalla Seconda Guerra
mondiale, il più grande impero della storia del mondo,
ed in verità ricorrendo molto poco alla forza militare.
Solamente in rari casi come in Iraq, la carta militare è
stata la risoluzione estrema. Questo impero, diversamente
dagli altri nella storia del mondo, è stato costruito
principalmente sulla manipolazione economica, ingannando,
raggirando, seducendo la gente con il nostro stile di vita,
avvalendosi di “economisti d’assalto”. Io
ho fatto la mia parte.
JOHN PERKINS: Sono stato inizialmente contattato
mentre frequentavo una business school verso la fine degli
anni sessanta dall'Agenzia di Sicurezza Nazionale, la più
grande organizzazione di spionaggio della nazione; ma ultimamente
ho lavorato per società private. Il primo vero “economista
d’assalto” risale all’inizio degli anni
Cinquanta: Kermit Roosevelt, nipote di Teddy che riuscì
a rovesciare il governo in Iran, un governo democraticamente
eletto con a capo Mossadegh, uomo dell’anno secondo
la rivista Time. Kermit Roosevelt è stato così
abile che al prezzo di un piccolo spargimento di sangue, ma
senza alcun intervento militare, e a suon di milioni di dollari
riuscì a sostituire Mossadegh con lo Scià. A
quel punto fu chiaro che l’idea di addestrare degli
uomini senza scrupoli in grado di muoversi con abilità
nelle alte sfere dell’economia era estremamente buona.
In questo modo non dovevamo neanche preoccuparci della macchina
militare sovietica. Il problema semmai era rappresentato dal
fatto che Roosevelt era un agente della CIA, un impiegato
statale. Se fosse stato scoperto, saremmo stati in un guaio
molto serio ed in grave imbarazzo. La decisione fu di usare
organizzazioni come la CIA o la NSA per arruolare gli uomini
come me e poi di spedirci a lavorare in società private,
così che se noi fossimo stati presi, non vi sarebbe
stato alcun collegamento col governo.
JOHN PERKINS: La società per la quale ho
lavorato era la Chas T. Main di Boston, Massachusetts. Eravamo
circa 2.000 impiegati, ed io divenni direttore del settore
economico. Alla fine disponevo di una squadra di cinquanta
persone. Ma il mio vero lavoro consisteva nel “fare
affari”, cioè accordare prestiti ad altri paesi,
prestiti enormi, più grandi di quelli che potessero
restituire. Una delle condizioni del prestito – poniamo
un miliardo di dollari all’Indonesia o all’Ecuador
– è che il paese “beneficiario” restituisca
il 90% del prestito ad una o più società americane
per costruire infrastrutture. Queste ultime dovrebbero recarsi
nel paese e costruire impianti elettrici, porti autostrade
che fondamentalmente servono alle frange più abbienti
della popolazione. Le persone povere si trovano inchiodate
ad un debito incredibilmente enorme che non sono in grado
di rimborsare. Oggi, un paese come l'Ecuador spende il 50%
del suo bilancio nazionale solo per pagare il suo debito.
E realisticamente non può farvi fronte. Così
sono letteralmente alla nostra mercé: quando vogliamo
più petrolio, andiamo in Ecuador e diciamo: "Guardate,
non siete in grado di rimborsare i vostri debiti, perciò
date alle nostre compagnie petrolifere la vostra foresta pluviale
amazzonica, che trabocca petrolio". […] Quindi
noi elargiamo questi prestiti enormi. La maggior parte rientra
negli Stati Uniti mentre i paesi “beneficiari”
restano con il debito e gli interessi da pagare e diventano
fondamentalmente nostri servitori, nostri schiavi. È
un impero.
JOHN PERKINS: Ricordo bene i primi anni Settanta
quando l’OPEC ridusse gli approvvigionamenti di petrolio.
C’erano lunghe code di macchine ai distributori di benzina.
Il paese aveva paura di sprofondare in un altro 1929 […]
allora il Dipartimento del Tesoro assunse me ed alcuni altri
“economisti d’assalto”. Andammo in Arabia
Saudita. […] l’Arabia Saudita era la chiave per
porre fine alla nostra dipendenza o almeno per controllare
la situazione. Elaborammo un progetto e raggiungemmo un accordo
per cui la Casa Reale saudita restituiva la maggior parte
dei petro-dollari agli Stati Uniti investendoli in titoli
del tesoro statunitensi. Il Dipartimento del Tesoro avrebbe
usato gli interessi sui titoli per affidare a società
americane la costruzione di nuove città saudite, nuove
infrastrutture, cosa che è stata fatta. La Casa saudita
avrebbe mantenuto il prezzo del petrolio entro limiti per
noi accettabili, cosa che essi hanno mantenuto nel corso degli
anni, in cambio noi avremmo assicurato il potere alla Casa
saudita, cosa che abbiamo fatto e che costituisce la principale
ragione alla guerra con l'Iraq. In Iraq abbiamo tentato la
stessa politica, ma Saddam Hussein non abboccò. Quando
in uno scenario del genere “gli economisti d’assalto”
falliscono allora intervengono quelli che noi chiamiamo sciacalli.
Gli sciacalli sono la CIA, che stabilì l’invio
di agenti allo scopo di fomentare un colpo di stato o una
rivoluzione. Se anche questo non funziona, allora si tenta
l’assassinio. Ma nel caso dell'Iraq non sono stati in
grado di arrivare a Saddam Hussein. Le sue guardie del corpo
erano molto in gamba. Inoltre aveva dei sosia. […] Quando
gli “economisti d’assalto” e gli sciacalli
falliscono, la successiva linea di difesa consiste nell’inviare
i nostri giovani a uccidere e a morire: ciò che abbiamo
fatto in Iraq.
JOHN PERKINS: Ho lavorato molto da vicino con
la Banca Mondiale. La Banca Mondiale fornisce la maggior parte
dei danari usati dagli “economisti d’assalto”,
la Banca Mondiale ed il Fondo Monetario Internazionale. Dopo
l’11 settembre io sono cambiato. Ho compreso che era
necessario raccontassi ciò che sapevo perché
l’11 settembre è una delle conseguenze dell’operato
degli“economisti d’assalto”. L’unica
via di cui disponiamo per tornare a sentirci nuovamente al
sicuro nel nostro paese è di volgere il sistema che
abbiamo realizzato per creare un cambiamento positivo nel
mondo […]
Fonte: http://www.democracynow.org/article.pl?sid=04/11/09/1526251#transcript
traduzione dall'inglese a cura del Ccdp
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