| Vendite
rateali: perché tanto allarme? Consigli
In questi giorni ha suscitato allarme la
notizia che gli italiani comprano sempre di più ratealmente:
+ 18% in un anno. "Le banche continuano a fare la parte
del leone, perché è soprattutto ai loro sportelli
che gli italiani si rivolgono per acquistare una macchina
o l'ultimo ritrovato hi-tech." (1). Gli acquisti, quindi,
non riguardavano beni di prima necessità, ma quelli
che potremmo definire voluttuari: automobili, cellulari, impianti
hi-fi, computer, tv, ecc. Dunque, dov'e' il problema? Non
ci risulta che l'indebitamento delle famiglie abbia superato
la soglia di allarme, che invece si attesta su "livelli
fisiologici e comunque inferiore a quelli di altri Paesi Ue"
e in ogni modo "lo scarso indebitamento del passato era
dovuto soprattutto all'inefficienza del sistema bancario"
(2). La notizia, ovviamente, può essere utilizzata
da questa o quella parte politica, ma a noi interessa far
chiarezza e comporre un mosaico di notizie per fornire informazione.
Possiamo, comunque, dare consigli a chi intende acquistare
ratealmente. Quando si sceglie una vendita rateale in genere
si ricorre ad una finanziaria, che supporta l'acquisto, alla
quale vanno restituiti i soldi, quindi e' bene che il consumatore
faccia conoscenza con due sigle: il TAN e il TAEG. Il TAN
significa tasso annuale nominale, serve a calcolare l'entità
delle rate, prive però di altre spese (istruttoria,
assicurazioni e quanto altro è sottoscritto con il
contratto); il TAEG indica il tasso annuale effettivo globale,
è la sigla che il compratore deve tener presente perchè
indica il vero costo del prestito. Occorre diffidare delle
pubblicità che mostrano il solo Tan, anche perché
la legge (3) impone l'indicazione del TAEG e la durata dell'offerta,
con quei prezzi e quel TAEG. In aggiunta al tutto va considerata
l'imposta di bollo.
(1) Ansa del 23.01.05;
(2) Il Sole 24Ore 23.01.05
(3) T.U n.385/93
Avvertenze numero 2005-3 del 1 Febbraio 2005
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