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L'eugenetica: ovvero la tirannia giustificata dalla [pseudo]scienza

Il movimento eugenetico

Per fare un esempio concreto, pensiamo alla genetica in America negli anni venti del secolo scorso. Se prendete un qualsiasi testo sull'argomento scritto in quel periodo troverete un'esposizione dei meriti dell"'eugenetica", l'idea che la società possa essere migliorata incrociando i cittadini migliori. Non solo significava la sterilizzazione coatta dei cittadini peggiori ma anche limitazioni all'ingresso di altri cittadini poco dotati, che altro non erano che poveri. Il movimento fu reso popolare da non scienziati come l'influente Madison Grant che (come ricordato nel capitolo 5) invocava la sterilizzazione dei "fallimenti sociali" nel suo bestseller del 1916 The Passing of the Crear Race. E chi erano questi "scarti sociali" che costui riteneva di nessun valore, poco adatti e bisognosi di chirurgia gonadica per il bene comune? Grant sognava un processo "che comincia sempre con i criminali, i malati e i pazzi e si estende gradualmente ai tipi che potremmo chiamare deboli più che affetti da deficit e forse in fin dei conti ai tipi razziali di scarso valore".

Bene! "Tipi razziali di scarso valore." Certo, cominci con i criminali e poi passi rapidamente a quasi tutti coloro che non ti garbano.

Il libro di Grant fu accolto come testo moderno e scientifico (l'autore era amico di Charles Davenport, il principale genetista umano in America) e lodato da politici diversissimi come il suo amico Theodore Roosevelt (con cui Grant aveva contribuito a fondare la New York Zoological Society) e l'ammiratore di Grant d'oltreoceano, Adolf Hitler. (Hitler lesse la traduzione tedesca del 1925. Mi piacerebbe pensare che ci fossero poche altre cose su Cui andava d'accordo con Roosevelt.)

Come se non bastasse, il testo fu recensito e lodato sulle principali riviste scientifiche. Anche se era divulgata da settori esterni alla comunità scientifica, l'eugenetica era fortemente radicata in essa.

Il movimento eugenetico fu la punta avanzata della campagna per la limitazione dell'immigrazione (sancita dal Congresso nel 1924) e per la sterilizzazione coatta dei poveri (confermata dalla Corte suprema nel 1927 e paragonata alla vaccinazione con la famosa ingiunzione che "tre generazioni di imbecilli sono sufficienti").

Il governo era convinto di agire secondo i migliori principi scientifici moderni. Ed era vero. Il problema era che poche persone si chiedevano chi fossero mai quegli scienziati per decidere quali erano le stirpi benefiche, chi avrebbe vissuto, chi doveva morire, chi poteva procreare. Porre una domanda del genere significava passare per antiscientifico, antimoderno e antievoluzionista, dato che l'eugenetica si ammantava dell'autorità sia di Darwin sia di Mendel.

Di conseguenza, Clarence Darrow fu ritenuto un traditore quando fustigò la comunità scientifica per la sua disponibilità ad abrogare i diritti delle altre persone. "Tra i progetti per rimodellare la società questo è il più impudente e insensato che sia mai stato avanzato da fanatici irresponsabili per bersagliare una razza che ha già tanto sofferto" scrisse dopo aver difeso John T. Scopes perché insegnava l'evoluzionismo.

Darrow era passato da campione della biologia a suo fustigatore in meno di un anno. Perché? Perché era nauseato dagli scienziati che si esprimevano con autorevolezza in campi in cui avevano pochissima preparazione, poche idee e tanta arroganza. Quel che facevano era solo portare la voce dell'autorità in appoggio al bigottismo popolare.

E si rifiutavano di ammetterlo perché loro parlavano di fatti.   Il movimento eugenetico morì con l'arrivo della Grande depressione. Dopo il crollo in Borsa, i genetisti capirono in ritardo che prestigio sociale e ricchezza genetica potevano non essere strettamente correlati. Comunque non era una grande scoperta scientifica, soltanto un crescente apprezzamento per i diritti umani, un apprezzamento che i genetisti americani vedevano compromesso rapidamente in Germania. Ed erano piuttosto combattuti.

Un loro esponente di punta riteneva che i tedeschi "ci stanno battendo nel nostro sport". Altri erano meno espliciti ma pur sempre combattuti.

Nel 1934, colleghi e studenti del principale genetista tedesco Eugen Fischer lo onorarono con un numero speciale dello "Zeitschrift fur Morphologie und Anthropologie". Nella prefazione i curatori salutavano raggianti il nuovo governo saldo al potere: "Siamo alle soglie di una nuova era. Per la prima volta nella storia del mondo il Fuhrer Adolf Hitler sta mettendo in pratica le teorie sulle basi biologiche dello sviluppo dei popoli: razza, eredità, selezione. Non è una coincidenza che la Germania sia la sede di questo evento: la scienza tedesca regala al politico gli strumenti adatti".

In onore di Fischer, i due principali genetisti umani americani, Raymond Pearl della Johns Hopkins e Charles Davenport, fornirono contributi al volume. Nessuno dei due visse abbastanza da vedere la fine della guerra. Non sarebbe stato interessante sapere come si sentivano a posteriori dopo aver visto le loro parole stampate in calce a quelle appena citate?

Per completare la storia, la prefazione fu scritta da Otmar Freiherr von Verschuer, allievo del festeggiato Eugen Fischer e ben poco noto non fosse stato il consulente scientifico di Josef Mengele, l'infame medico del lager di Auschwitz. E lo stesso Fischer chiese e ottenne l'iscrizione al partito nazista nel 1940.




Il presente argomento è ripreso dal libro:
“Che cosa significa essere scimpanzè al 98%” di Jonathan Marks, stampato da Feltrinelli ed è suddiviso nelle seguenti pagine:

Inoltre lo stesso argomento è trattato in Internet nel documento "Il caso Lysenko"

 


Pagina inserita nel sito www.polesine.com il 19-06-2005

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