L'eugenetica:
ovvero la tirannia giustificata dalla [pseudo]scienza
Introduzione
La diversità tra gli individui è
tale da rendere privo di significato il concetto di razza
a livello genetico. Non esiste alcun «fondamento scientifico»
per le teorie che attestano la superiorità genetica
di un qualsiasi popolo su di un altro. Quelle che noi vediamo
come differenze razziali, tra africani ed europei, per esempio,
sono soprattutto adattamenti alle diverse condizioni climatiche,
avvenuti mano a mano che gli uomini si spostavano da un continente
all’altro. Inoltre, il luogo di nascita dell’umanità
è l’Africa, che fu il punto di partenza delle
prime migrazioni umane, e ciò dimostra che la separazione
dal ramo africano è la più antica nell’albero
genealogico dell’umanità.
La ricerca scientifica in tema di genetica ha
dato la possibilità di identificare disfunzioni genetiche
responsabili, ad esempio, del morbo di Huntington, della distrofia
muscolare di Duchenne o di altre malattie determinate da fattori
genetici; ciò non giustifica le frequenti dichiarazioni
che in qualche misura attribuiscono ai geni la responsabilità
di ogni sorta di comportamenti o della criminalità.
Il determinismo genetico trova la causa di tutti i problemi
sociali a livello della genetica.
L’eugenetica classica è stata ormai
screditata ma ne sono emerse forme nuove, come la psicochirurgia,
la quale sostiene l’ipotesi che, con interventi chirurgici
sul cervello, possono essere alleviati alcuni problemi sociali,
in particolare la violenza. Due psicochirurghi statunitensi,
Vernon Mark e Frank Ervin, arrivarono al punto di sostenere
che le rivolte urbane erano causate da cittadini con problemi
mentali (Amigdala alterata) e avrebbero potuto essere affrontate
per mezzo di interventi di chirurgia cerebrale sui leader
dei ghetti. Numerose ricerche in questo settore della biologia
vengono tuttora finanziate da diversi dipartimenti della giustizia
degli Stati Uniti.
In determinati circoli di discussione sembra diventato
di moda attribuire le più diverse tipologie di fenomeni
a disordini genetici o biologici, piuttosto di riconoscere
che i problemi sociali sono frutto delle stesse condizioni
sociali. La scuola del determinismo genetico ha prodotto ogni
sorta di conclusioni reazionarie, riducendo a problema di
ordine genetico ogni problema sociale. Non è passato
molto tempo da quando sembrava che i ricercatori avessero
scoperto in molti criminali violenti un cromosoma Y in più
rispetto al normale corredo genetico; studi più recenti
dimostrano che la relazione non è pertinente. Ora,
all’ordine del giorno della ricerca in materia, c’è
una presunta minore attività riscontrata nella parte
frontale della corteccia cerebrale degli assassini, subito
individuata quale possibile legame fra biologia e violenza.
È stata avanzata la proposta di un progetto, denominato
Federal Violence Initiative, che consisterebbe nello schedare
almeno centomila bambini dei sobborghi urbani “i cui
sospetti difetti genetici e biochimici ereditati li predispongono
alla violenza nella vita adulta”.
“Con il passo in avanti che contiamo di
fare grazie alla ricerca, saremo presto in grado di individuare
molte persone che sono biologicamente inclini alla violenza”,
sostiene Stuart Yudofsky, presidente del dipartimento di psichiatria
presso il Baylor College of Medicine, sulle pagine di Scientific
American del marzo 1995.
Yudofsky rincara la dose: “Siamo all’inizio
di una rivoluzione nella medicina genetica. In futuro arriveremo
a comprendere la genetica dell’aggressività e
a identificare coloro che hanno maggiori tendenze a diventare
violenti.” È convinto del fatto che i bambini
iperattivi vadano sottoposti a controlli e, se necessario,
vengano loro somministrati beta-bloccanti, anticonvulsivi
o litio. Yudofsky sostiene che tali farmaci sarebbero efficienti
dal punto di vista dei costi e rappresenterebbero un’incredibile
“opportunità per l’industria farmaceutica”...
Riportiamo
nelle pagine che seguono alcune parti del libro:
“Che cosa significa essere scimpanzè al 98%”
di Jonathan Marks, stampato da Feltrinelli