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La storiella dell'«osso dei desideri»

Quando avevo quattro anni, dicevo che da grande volevo diventare mondezzaio. Mi piaceva il rumore dei bidoni e del compressore; pensavo che tutti i rifiuti di New York potessero essere compressi in un unico grande camion. Poi, a cinque anni, mio padre mi portò a vedere il tirannosauro esposto nell'American Museum of Natural History di New York. Mentre me ne stavo immobile di fronte alla grande bestia, un uomo nella sala starnutì; io sobbalzai e mi preparai a recitare le mie preghiere. L'animale, tuttavia, non si mosse ed io, uscendo dal museo, annunciai a mio padre che da grande avrei fatto il paleontologo. In quei lontani giorni degli anni quaranta non c'era molto che potesse stimolare l'interesse di un ragazzino verso la paleontologia. Ricordo le immagini di Fantasia, Alley Oop, e alcune statuette di metallo vendute all'ingresso del museo, il cui prezzo era assai superiore alle mie possibilità e che non erano comunque molto attraenti. Soprattutto ricordo le impressioni raccolte dalla lettura dei libri: Brontosaurus, l'animale che doveva trascorrere la sua vita nelle pozze perché non era in grado di sostenere il peso del suo corpo sulla terraferma; Tyrannosaurus, il feroce combattente dai movimenti sgraziati e maldestri. In breve, si trattava di animali a sangue freddo, lenti, goffi, e dotati di un cervello grande quanto un pisello. E se questo non fosse bastato a confermare la loro inadeguatezza, bisognava ricordare che erano tutti quanti periti nella grande estinzione del Cretaceo.

Un aspetto di questa visione tradizionale mi ha sempre sconcertato: come è possibile che animali siffatti abbiano dominato la Terra per tanto tempo? I Terapsidi, i rettili da cui si sono evoluti i mammiferi, erano già molto diffusi prima dell'avvento dei dinosauri. Come mai non erano diventati loro i dominatori della Terra? Gli stessi mammiferi si sono evoluti quasi contemporaneamente ai dinosauri, eppure per 100 milioni di anni hanno vissuto come piccole creature poco diffuse. Come mai, se i dinosauri erano animali tanto lenti, stupidi e inefficienti, non vennero subito soppiantati dai mammiferi?
Vari paleontologi, nell'ultimo decennio, hanno suggerito una sconvolgente soluzione. Essi sostengono che i dinosauri erano capaci, attivi e a sangue caldo. Inoltre essi non sono scomparsi completamente, un ramo del loro ceppo continua ad abitare la Terra: li chiamiamo uccelli.
Avevo deciso di non scrivere sul tema dei dinosauri a sangue caldo, perché la notizia era già abbastanza diffusa e dibattuta dalla stampa e dalla televisione. Il profano intelligente, quella degna astrazione per cui scriviamo, doveva essere saturo dell'argomento. Ho tuttavia cambiato parere. Nelle interminabili discussioni fatte, ho trovato che la relazione tra due problemi centrali, l'endotermia dei dinosauri e il loro legame genealogico con gli uccelli, non era stata assolutamente capita. Ho inoltre scoperto che la notizia della relazione fra dinosauri e uccelli ha suscitato entusiasmo per una ragione sbagliata, mentre la ragione giusta, in genere non rilevata, unisce l'origine degli uccelli con l'endotermia dei dinosauri. Tale unione rappresenta la base per una radicale modificazione del sistema di classificazione dei vertebrati che rimuova i dinosauri dai Reptilia ed elimini la tradizionale classe Aves (uccelli) ponendo una nuova classe, Dinosauria, nella quale si raccolgano tanto i dinosauri quanto gli uccelli. I vertebrati terrestri verrebbero cosi sistemati in quattro classi: due classi a sangue freddo, Amphibia e Reptilia, e due classi a sangue caldo, Dinosauria e Mammalia. Io non ho ancora accettato completamente questa nuova classificazione, ma devo ammettere di ammirarne l'originalità.
L'affermazione che gli uccelli hanno avuto i dinosauri come antenati è meno sconvolgente di quanto possa apparire a prima vista. Rappresenta poco più di una semplice modificazione nell'orientamento di un ramo dell'albero filetico. Lo stretto rapporto che esisteva tra l’Achaeopteryx, il primo uccello, e un gruppo di piccoli dinosauri noti come coelurosauri non è stato mai messo in dubbio. Thomas Henry Huxley e la maggior parte dei paleontologi del XIX secolo sostenevano che esisteva un rapporto di discendenza diretta tra dinosauri e uccelli.
Tuttavia, l'opinione di Huxley cadde in discredito nel corso del nostro secolo per una semplice e apparentemente valida ragione. Le strutture complesse, una volta che l'evoluzione le ha spazzate via, non riappaiono mai successivamente nella stessa forma. Questa affermazione non si basa su alcuna misteriosa forza dell'evoluzione ma su di una semplice legge di probabilità statistica. Le parti complesse sono costruite dall'azione di molti geni che interagiscono in maniera complessa con l'intero macchinario dello sviluppo dell'organismo. Una volta smantellato dall'evoluzione, come è possibile un tale sistema sia ricostruito di nuovo, pezzo a pezzo? La critica che veniva mossa alla posizione di Huxley si basava su di un singolo osso: la clavicola. Negli uccelli, Archaeopteryx compreso, le clavicole sono fuse in un unico osso, la furcula, che nella cultura popolare è detta «osso dei desideri». Sembrava che tutti i dinosauri avessero perso le loro clavicole e per questo non potessero essere i diretti antenati degli uccelli. Una critica senza appello, se vera. Tuttavia è noto che questo tipo di critiche possono dimostrarsi false in seguito a nuove scoperte.
Persino i detrattori di Huxley non potevano negare l'esistenza di somiglianze strutturali tra l’Achaeopteryx e i coelurosauri. Così essi optarono per la più comoda spiegazione possibile della relazione tra uccelli e dinosauri: entrambi discendevano da un gruppo di rettili dotati di clavicola, caratteristica che in una linea di discendenza, i dinosauri, si era persa e in un 'altra, gli uccelli, si era trasformata in furcula. Il candidato più certo per il ruolo di antenato è un gruppo di rettili tecodonti del Triassico: gli pseudosuchi.
Sono molti coloro che, nel sentire per la prima volta che gli uccelli potrebbero essere dinosauri sopravvissuti, pensano che questa sorprendente affermazione debba rappresentare un enorme sconvolgimento delle teorie relative ai rapporti che legano le varie classi di vertebrati. Nulla potrebbe essere più lontano dalla verità. Tutti i paleontologi sostengono che esiste una stretta affinità tra dinosauri e uccelli. Il dibattito attuale si incentra su un piccolo spostamento dei punti di ramificazione filetica: si cerca di capire se gli uccelli siano discendenti diretti degli pseudosuchi o se siano derivati dai discendenti di questi, i coelurosauri, appunto. Se gli uccelli sono derivati dagli pseudosuchi, non possono essere considerati discendenti dei dinosauri perché questi non erano ancora apparsi; ma se gli uccelli sono emersi dai coelurosauri, sono l'unico ramo sopravvissuto della grande famiglia dei dinosauri. Poiché gli pseudosuchi e i primi dinosauri erano molto simili, l'identificazione del punto esatto di ramificazione non implica nulla di particolarmente importante circa la biologia degli uccelli. Nessuno vuol sostenere che i colibrì si siano evoluti dallo Stegosaurus o dal Triceratops.
Una volta chiarito in questi termini, il problema può sembrare molto poco importante alla maggior parte dei lettori, anche se, per ragioni diverse che sto per spiegare, in realtà lo è. Voglio mettere in evidenza che la questione è, per i paleontologi, di estrema importanza. Noi siamo molto interessati a identificare i vari antenati e i vari discendenti e amiamo le nostre creature preferite con la stessa intensità con cui la maggior parte della gente ama i membri delle proprie famiglie. Sono pochi coloro che non sarebbero interessati dalla scoperta che un loro cugino sia in realtà il loro padre, anche se questo non fornisce molte informazioni sulla loro strutturazione biologica.
Recentemente, un paleontologo di Yale, John Ostrom, ha rispolverato la teoria dei dinosauri. Egli ha studiato a fondo i diversi esemplari di Archaeopteryx, in tutto cinque. Innanzitutto bisogna dire che la principale obiezione portata contro la teoria della discendenza degli uccelli dai dinosauri è stata invalidata dalla scoperta che almeno due coelurosauri erano dotati di clavicole; non sono esclusi come progenitori degli uccelli. In secondo luogo, Ostrom porta prove dettagliate dell'estrema somiglianza tra l'Archaeopteryx e i coelurosauri. Poiché molte di queste caratteristiche comuni non sono rintracciabili negli pseudosuchi, o esse si sono evolute due volte (se gli pseudosuchi sono antenati degli uccelli e dei dinosauri), o si sono evolute una sola volta e gli uccelli le hanno ereditate da antenati dinosauri. Lo sviluppo separato di caratteristiche simili è un avvenimento abbastanza comune in evoluzione, noto come parallelismo o convergenza. Si parla di convergenza in poche strutture relativamente semplici ed evidentemente adattate quando i due gruppi, che le condividono, condividono anche lo stesso modo di vivere: si pensi ai carnivori marsupiali dai denti a sciabola dell'America del sud e alla tigre dai denti a sciabola placentata. Ma quando troviamo una corrispondenza diretta in minuzie di struttura senza un evidente valore adattativo, allora possiamo concludere che i due gruppi condividono le loro somiglianze per discendenza da un antenato comune. Di conseguenza, io accetto le conclusioni di Ostrom. Il solo grosso impedimento ad ammettere i dinosauri come antenati degli uccelli era già caduto con la scoperta di clavicole in alcuni coelurosauri.
Una volta stabilito che gli uccelli si sono evoluti dai dinosauri, si può dire che i dinosauri vivono ancora? O, in altri termini, possiamo classificare gli uccelli e i dinosauri nello stesso gruppo con gli uccelli come unici rappresentanti viventi? I paleontologi R.T. Bakker e P.M. Galton sostengono questa ipotesi quando affermano che si dovrebbe parlare di una nuova classe di vertebrati: i Dinosauria.
La risposta esige che si affronti uno dei problemi centrali della filosofia tassonomica. (Mi spiace di essere cosi tecnico, ma spesso la peggiore confusione emerge proprio da una mancata distinzione tra questioni di tipo tassonomico e affermazioni di tipo biologico circa la struttura e la fisiologia.) Alcuni tassonomi sostengono che dovremmo raggruppare gli organismi solo in base ai modelli di ramificazione: se due gruppi si separano l'uno dall'altro e non hanno discendenti (come i dinosauri e gli uccelli), debbono essere ordinati assieme prima che ciascun gruppo si unisca ad un altro (come nel caso dei dinosauri con altri rettili). In questo sistema di classificazione detto cladistico (o a ramificazioni), i dinosauri non possono essere rettili a meno che non lo siano anche gli uccelli. Se gli uccelli non sono rettili, allora uccelli e dinosauri devono formare una nuova unica classe.
Tuttavia ci sono altri studiosi di tassonomia che sostengono che i punti di ramificazione non sono il solo criterio di classificazione. Essi prendono in considerazione anche il grado di divergenza adattativa della struttura. Secondo la classificazione cladistica, i pesci polmonati (dipnoi) sono più affini alle mucche che non ai salmoni, perché gli antenati dei vertebrati terrestri si sono distaccati dai Sarcopterygii (un gruppo comprendente i dipnoi) dopo che questi si erano già separati dal gruppo degli Actinoperygii (pesci ossei che includono i salmoni). Nel sistema tradizionale noi consideriamo la struttura biologica insieme al modello di ramificazione, e siccome i salmoni e i dipnoi condividono una serie di caratteristiche comuni a tutti i vertebrati acquatici, possiamo continuare a classificarli insieme come pesci. Gli antenati delle mucche subirono una lunga serie di trasformazioni evolutive passando dalla condizione di anfibi a quella di rettili e infine a quella di mammiferi, mentre i dipnoi sono rimasti quasi immutati e sono molto simili a quelli di 250 milioni di anni. Il pesce è pesce, come disse una volta un famoso filosofo.
Il sistema di classificazione tradizionale considera i diversi ritmi evolutivi dei vari rami come un elemento importante ai fini della classificazione. Un gruppo può raggiungere un certo stato separato grazie alle profonde divergenze sviluppate durante la sua evoluzione. Di conseguenza, per questo sistema, i mammiferi possono essere un gruppo separato e i dipnoi possono essere accomunati agli altri pesci. Gli umani possono essere considerati come gruppo separato e gli scimpanzé possono essere messi insieme agli oranghi (anche se l'uomo e lo scimpanzé condividono un punto di ramificazione più recente di quello fra scimpanzé e orango). Nello stesso modo, gli uccelli possono essere considerati un gruppo separato e i dinosauri messi insieme ai rettili, anche se gli uccelli si sono ramificati dai dinosauri. Se gli uccelli hanno sviluppato le basi strutturali del loro grande successo solo dopo essersi separati dai dinosauri e se questi ultimi non si sono allontanati troppo da uno schema di base di rettile, allora gli uccelli possono essere considerati come un gruppo separato e i dinosauri possono essere accomunati ai rettili, malgrado la loro storia genealogica.
Arriviamo quindi alla nostra questione centrale e all'unione della tecnica tassonomica con la faccenda del sangue caldo dei dinosauri. Gli uccelli hanno ereditato le loro caratteristiche fondamentali direttamente dai dinosauri? Se è così, allora probabilmente dovrebbe essere accettata la nuova classe proposta da Bakker e da Galton, nonostante l'aderenza della maggior parte degli uccelli moderni a un tipo di vita non propriamente corrispondente a quella della maggior parte dei dinosauri. Dopotutto, i pipistrelli, le balene e gli armadilli sono tutti mammiferi. Prendiamo in considerazione le due caratteristiche che rendono possibile il volo degli uccelli: le penne, che permettono la propulsione, e il sangue caldo che garantisce il metabolismo necessario ad un'attività così pesante come il volo. È possibile che gli Archaeopteryx abbiano ereditato queste caratteristiche da un antenato dinosauro?
R.T. Bakker ha presentato in modo elegante la questione dei dinosauri a sangue caldo. Egli si basa su quattro punti centrali.

l) La struttura ossea. Gli animali a sangue freddo non possono mantenere la loro temperatura corporea costante, essa fluttua seguendo i mutamenti termici dell'ambiente circostante. Di conseguenza, quegli animali a sangue freddo che vivono in ambienti con forti escursioni termiche stagionali (inverni freddissimi ed estati caldissime) sviluppano anelli di crescita concentrici nelle ossa (che indicano la rapida crescita estiva e la lenta crescita invernale, qualche cosa di simile agli anelli dei tronchi degli alberi). Questi anelli non sono presenti negli animali a sangue caldo che sono in grado di mantenere costante la loro temperatura corporea in tutte le stagioni. I resti di dinosauri che vivevano in regioni caratterizzate da forti escursioni termiche stagionali non presentano alcuna stratificazione ad anelli.

2) La distribuzione geografica. I grandi animali a sangue freddo non vivono troppo lontano dall'equatore, perché non sono in grado di riscaldarsi a sufficienza durante le brevi giornate invernali, e difficilmente, a causa delle loro dimensioni, possono trovare luoghi adatti per ibernarsi. Alcuni grandi dinosauri vivevano tanto a nord da dover resistere a lunghi periodi invernali durante i quali la luce del Sole era assente.

3) L'ecologia fossile. I carnivori a sangue caldo devono nutrirsi molto di più dei loro simili a sangue freddo di pari dimensioni, per poter mantenere una temperatura corporea costante. Di conseguenza, se prede e predatori sono quasi delle stesse dimensioni, in una comunità di carnivori a sangue freddo ci saranno relativamente più predatori (in quanto ciascuno di essi consuma molto poco) di quanti ce ne siano in una comunità di carnivori a sangue caldo. Il rapporto tra predatori e prede può raggiungere il 40% nel caso di comunità a sangue freddo, ma non supera il 3% in quelle a sangue caldo. I predatori all'interno delle comunità di dinosauri erano molto rari, come nel caso di una comunità di animali a sangue caldo.

4) L'anatomia dei dinosauri. Tradizionalmente, i dinosauri erano descritti come bestie lente e dai movimenti incerti, tuttavia le ricostruzioni più moderne hanno messo in luce la grande somiglianza tra la struttura anatomica che permetteva la locomozione dei dinosauri e quella di moderni mammiferi in grado di correre (si veda il saggio 25).

Rimane il problema del piumaggio perché il brontosauro non era certo vestito come un pavone. Possiamo chiederci a che cosa servissero le penne dell'Archaeopteryx. Se esse venivano utilizzate per il volo, allora possono essere una caratteristica appartenente solo agli uccelli. Nessuno ha mai ipotizzato che qualche dinosauro volasse (gli pterodattili erano un gruppo separato). La ricostruzione anatomica fatta da Ostrom ci fa capire che l'Archaeopteryx non poteva volare; i suoi arti anteriori erano collegati alle spalle in modo da non permettere i movimenti tipici delle ali dei volatili. Ostrom suggerisce due possibili usi delle penne: come rivestimento adatto a proteggere un piccolo animale a sangue caldo da un'eccessiva perdita di calore e come una sorta di trappola per catturare insetti o altre piccole prede. L'Archaeopteryx era certo un animale di piccole dimensioni. Pesava meno di mezzo chilo ed era molto più piccolo del più piccolo dinosauro. Il rapporto tra superficie e volume negli animali piccoli è molto alto (si vedano i saggi 29 e 30). Il calore viene generato all'interno del corpo e viene irradiato all'esterno attraverso la superficie. Gli animali piccoli a sangue caldo incontrano particolari problemi nel mantenere costante la loro temperatura corporea, perché il calore viene dissipato rapidamente dalla loro relativamente estesa superficie corporea. Il toporagno, nonostante la sua folta pelliccia, deve mangiare continuamente per alimentare la sua stufa interna. Il rapporto tra superficie e volume nei dinosauri era talmente basso che per loro non esistevano problemi di conservazione del calore. Tuttavia, quando un dinosauro o i suoi discendenti divennero abbastanza piccoli, dovettero dotarsi di un isolante termico per conservare l'endotermia. Il piumaggio può essere stato una delle prime soluzioni adattative scelte. Bakker suggerisce che molti coelurosauri potevano essere dotati di piume (è molto difficile che nei fossili si conservino tracce di piumaggio; l'Archaeopteryx rappresenta una preziosa rarità).
Le penne, che inizialmente si erano evolute per permettere un isolamento termico, vennero in seguito utilizzate per il volo. È certamente difficile immaginare che esse si siano evolute esclusivamente per il volo. Gli antenati degli uccelli non erano adatti al volo e le penne non sono comparse all'improvviso e completamente formate. Come poteva la selezione naturale costruire un adattamento attraverso diversi stadi intermedi in antenati che non se ne servivano? Ipotizzando che le penne avessero come prima funzione quella di protezione termica, possiamo considerarle come una strada aperta ai dinosauri a sangue caldo per conquistare i vantaggi ecologici offerti dalle piccole dimensioni.
Le argomentazioni di Ostrom per una discendenza degli uccelli dai coelurosauri non dipendono dall'essere a sangue caldo dei dinosauri o dall'iniziale uso del piumaggio come isolante. Esse sono basate sui metodi classici: somiglianze dettagliate pezzo per pezzo fra ossa, e l'opinione che tale straordinaria rassomiglianza deve riflettere una comune discendenza, non convergenza. Ritengo che la posizione di Ostrom rimarrà valida, quale che sia la conclusione del dibattito sul sangue caldo dei dinosauri.
Tuttavia, l'ipotesi di una discendenza diretta degli uccelli dai dinosauri avrebbe un riconoscimento pubblico solo se fosse possibile dimostrare che gli uccelli hanno ereditato le caratteristiche dell'endotermia e del piumaggio dai dinosauri. Se, invece, gli uccelli hanno sviluppato queste caratteristiche solo dopo essersi distaccati dai dinosauri, allora questi ultimi sono veri e propri rettili nella loro fisiologia; dovrebbero essere messi assieme a tartarughe, lucertole e affini nella classe Reptilia. (Propendo verso una posizione tradizionalista piuttosto che cladista rispetto alla tassonomia.) Ma se, invece, i dinosauri erano animali a sangue caldo e hanno sviluppato il piumaggio per mantenere questa caratteristica col ridursi delle dimensioni corporee, allora gli uccelli hanno ereditato gli elementi fondamentali del loro successo evolutivo dai dinosauri. Se i dinosauri fossero più affini agli uccelli che agli altri rettili, avremmo ragioni di origine fisiologica e strutturale, oltre che genealogiche, per riunire dinosauri e uccelli in una nuova classe: Dinosauria.
Bakker e Galton scrivono: "L'evoluzione della classe Avia si basa sull'utilizzazione per il volo delle caratteristiche basilari della fisiologia dei dinosauri così come l'evoluzione del pipistrello si basa sullo sfruttamento per il volo delle caratteristiche fondamentali dei mammiferi. Nessuno pone i pipistrelli in una classe indipendente solo perché sono in grado di volare. Noi riteniamo che né la capacità di volare né le differenze di specie degli uccelli giustifichino una separazione dai dinosauri a livello di classe». La prossima volta che spezzerete la furcula di un pollo nella speranza che un desiderio si avveri, pensate che state compiendo questa operazione sul lontano parente del terribile tirannosauro.

Testo tratto da “Il pollice del panda” di Stephen Jay Gould edito in Italia da Il Saggiatore

 

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