Ritorna alla prima pagina.
   

Il percorso di questa pagina è:


L'evoluzione della vita sulla Terra

di Stephen Jay Gould 

La selezione naturale non è di per sé sufficiente a spiegare il cambiamento evolutivo per due importanti motivi. In primo luogo vi sono molte altre cause che influiscono su di esso, particolarmente ai livelli di organizzazione biologica che sono sia al di sopra sia al di sotto di quello su cui si è tradizionalmente concentrato Darwin e che riguarda gli organismi e la loro lotta per conseguire il successo riproduttivo. Al livello più basso, che è quello della sostituzione delle singole coppie di basi del DNA, il cambiamento è spesso, di fatto, neutro e quindi casuale. Ai livelli più alti, che interessano intere specie o faune, l'equilibrio intermittente (o punteggiato) può produrre tendenze evolutive mediante una selezione di specie basata sulla velocità di comparsa e di estinzione di queste ultime, mentre le estinzioni in massa spazzano via porzioni considerevoli di comunità vegetali e animali per ragioni che non hanno relazione alcuna con le lotte adattative che le singole specie intraprendono nei periodi "normali" intercorrenti tra l'uno e l'altro di questi eventi.

In secondo luogo, e su questo si concentrerà il presente articolo, benché la teoria della selezione naturale rappresenti un quadro di riferimento importante per spiegare la storia del cambiamento evolutivo (nessun aspetto di questa storia può essere in contrasto con una buona teoria e considerazioni teoriche possono consentire di prevedere certi aspetti generali del quadro geologico in cui si inserisce la vita), i suoi principi non devono essere considerati come le cause determinanti dell'effettivo corso degli eventi evolutivi. E' importante insistere su questo punto in quanto si tratta di un aspetto fondamentale, seppure in larga parte non ancora compreso, della complessità del mondo. Le catene e le reti di eventi sono così complesse, così zeppe di elementi casuali e caotici, così irripetibili nel loro includere una simile moltitudine di oggetti unici (e interagenti in modo unico), che per esse non possono valere i modelli standard della semplice previsione e duplicazione.

La storia può essere spiegata, con un rigore soddisfacente se le testimonianze sono sufficienti, dopo che si è svolta una serie di eventi, ma non può essere prevista con precisione prima. Pierre-Simon de Laplace affermò, con il fiducioso determinismo tipico della fine del XVIII secolo, che sarebbe stato in grado di specificare tutti gli stati futuri dell'universo se avesse potuto conoscere la posizione e il moto di tutte le sue particelle in un qualsiasi momento. La natura della complessità dell'universo rende però vano questo sogno. La storia racchiude troppo caos - ossia presenta una dipendenza estremamente, sensibile dalle condizioni iniziali - il che produce esiti notevolmente divergenti a partire da minuscole e incommensurabili disparità nei punti di partenza. Inoltre la storia è largamente soggetta alla contingenza, nel senso che i risultati attuali non sono determinati direttamente da leggi immutabili di natura, ma sono plasmati da lunghe catene di stati antecedenti imprevedibili.

Homo sapiens non comparve sulla Terra, appena un "secondo" fa in senso geologico, perché la teoria evoluzionistica prevede questo risultato in base al principio di un progressivo aumento della complessità del sistema nervoso. La comparsa degli esseri umani fu, piuttosto, la conseguenza fortuita e contingente di migliaia di eventi collegati, uno qualsiasi dei quali avrebbe potuto svolgersi in maniera diversa, dirottando la storia su un percorso alternativo che non avrebbe condotto all'intelligenza di tipo umano. Per non citare che quattro di questi eventi, tra i molti possibili, ricorderò che: 
1) Se i nostri fragili e poco appariscenti antenati non fossero stati fra i pochi sopravvissuti di quella imponente radiazione di animali pluricellulari che ebbe luogo durante il Cambriano, circa 530 milioni di anni fa, oggi sulla Terra non esisterebbe alcun vertebrato. (Solo un appartenente al phylum dei cordati, il genere Pikaia, è stato trovato tra questi antichissimi fossili. Questo piccolo e semplice organismo acquatico, che il possesso di una notocorda, o asse di sostegno dorsale, indica come affine alla nostra stirpe, è uno dei fossili più rari della formazione degli Argilloscisti di Burgess, che racchiude la fauna meglio conservata del Cambriano.) 
2) Se un piccolo e poco promettente gruppo di pesci dalle pinne lobate non avesse sviluppato in queste ultime uno scheletro osseo caratterizzato da un robusto asse centrale, capace di sostenere il peso dell'animale sulla terraferma, forse i vertebrati non sarebbero mai diventati terrestri. 
3) Se una grande meteorite non avesse colpito la Terra 65 milioni di anni fa, i dinosauri sarebbero ancora predominanti e i mammiferi sarebbero rimasti animali insignificanti (la stessa situazione che era prevalsa nei precedenti 100 milioni di anni). 
4) Se, da quattro a due milioni di anni fa, nelle savane africane che si andavano inaridendo, alcuni primati non avessero acquisito la postura eretta, la nostra genealogia sarebbe probabilmente terminata in un gruppo di scimmie antropomorfe che, come gli attuali scimpanzé e gorilla, sarebbe diventato ecologicamente marginale e probabilmente destinato all'estinzione, a dispetto di una notevole complessità di comportamento.

Pertanto, per comprendere gli eventi e gli aspetti generali del corso della vita, si deve andare oltre i princìpi della teoria evoluzionistica per analizzare invece la documentazione paleontologica dell'andamento contingente della storia della vita sul nostro pianeta, cioè dell'unica versione che si è realizzata tra i milioni di alternative possibili. Una simile concezione della storia della vita si contrappone decisamente ai convenzionali modelli deterministici della scienza occidentale, oltre che alla radicata tradizione sociale e alla visione antropocentrica occidentale che considerano l'uomo come l'espressione più elevata della vita, destinata a sovrintendere al pianeta.

La comunità scientifica può adoperarsi per comprendere la realtà della natura (come di fatto fa), ma essa è così immersa nella società che non può non risentire di tutte quelle che sono le "certezze" predominanti, per quanto grande sia il suo impegno nel cercare l'oggettività. Lo stesso Darwin, scrivendo le ultime righe di L'origine delle specie, espresse convinzioni della società vittoriana più che affermare una conclusione obiettiva: "Poiché la selezione naturale agisce soltanto per il vantaggio di ogni essere, col mezzo delle variazioni utili, tutte le qualità del corpo e della mente tenderanno a progredire verso la perfezione". (Nella edizione italiana del 1864, approvata da Darwin medesimo, da cui traiamo questa citazione, si parla di "elezione" e non di "selezione".)

Il corso della storia della vita include certamente molti fenomeni prevedibili in base alle leggi di natura, ma si tratta di aspetti troppo vasti e generali perché sia possibile utilizzarli per spiegare i risultati particolari dell'evoluzione: rose, funghi, esseri umani e via dicendo. Gli organismi si adattano ai princìpi fisici e trovano in essi i loro limiti. Per esempio, non sorprende troppo il fatto che, dati i vincoli della gravità, i vertebrati marini di maggior mole (cioè i cetacei) siano più grandi dei maggiori animali terrestri (oggi gli elefanti, in passato i dinosauri), i quali, a loro volta, sono di gran lunga più voluminosi dei più grandi vertebrati volanti che siano mai esistiti (gli pterosauri del Mesozoico, oggi estinti).

Leggi ecologiche prevedibili regolano la strutturazione delle comunità dei viventi sulla base del flusso di energia e di princìpi termodinamici (per esempio, il fatto che vi sia una maggiore biomassa sotto forma di preda che non di predatori). Le tendenze evolutive, una volta in atto, possono avere una prevedibilità locale (per esempio, la "corsa agli armamenti", in cui predatori e prede perfezionano armi e difese: una situazione che Geerat J. Vermeij dell'Università della California a Davis ha definito "escalation", documentando la robustezza crescente nel corso del tempo sia delle chele dei granchi sia delle conchiglie dei gasteropodi, che dei granchi costituiscono la preda). Tuttavia le leggi della natura non dicono affatto perché esistano granchi e gasteropodi, perché gli insetti siano gli animali pluricellulari predominanti e perché le forme più complesse di vita sulla Terra siano i vertebrati e non grandi ammassi di alghe.

In contrapposizione alla maniera tradizionale di concepire la storia della vita come un processo di complessità gradualmente crescente e almeno in buona parte prevedibile, spiccano tre aspetti della documentazione paleontologica su cui ci baseremo per portare avanti le tesi esposte in questo articolo: la costanza della complessità modale nel corso della storia della vita; la concentrazione degli eventi evolutivi più importanti in brevi esplosioni, intervallate da lunghi periodi di relativa stabilità; infine, il ruolo delle circostanze esterne, e in primo luogo delle estinzioni in massa, nello scompigliare l'ordinamento dei tempi "normali". Questi tre aspetti, associati ai temi più generali del caos e della contingenza, richiedono un nuovo quadro di riferimento per concettualizzare e delineare la storia della vita. Questo articolo si concluderà dunque con alcune proposte per una rappresentazione diversa dell'evoluzione.


 

L'evoluzione della vita sulla Terra

In questa lastra, proveniente dalla Namibia, si possono vedere alcuni esemplari di Pteridinium, un importante organismo appartenente alla prima fauna pluricellulare della Terra, la fauna di Ediacara, risalente a 600 milioni di anni fa ed estintasi prima dell'esplosione della fauna moderna nel Cambriano. Questi organismi lamelliformi, sottili e segmentati, potrebbero essere i precursori di alcune forme moderne, ma potrebbero anche rappresentare un esperimento separato e alla fine fallito nel mondo degli organismi pluricellulari. La storia della vita tende a procedere attraverso episodi rapidi e bizzarri più che attraverso un graduale perfezionamento.


Pagina 2 di 6
Ritorna alla prima pagina  |  Alla pagina successiva

 

Tutti i testi attinenti a questo argomento:


Pagina contenuta nel sito www.polesine.com


Cerca all'interno del sito
Testo da cercare
e / o MAIUSCOLO / minuscolo

 
  Vai al sito di ezeta.net  
 Phuket, la perla del Sud

Entra nel sito di Phuket