Ritorna alla prima pagina.
   

Il percorso di questa pagina è:


 

LE COSTELLAZIONI

Benchè sia poco probabile che un giorno si possa trovare un documento che indichi l’epoca in cui gli uomini hanno cominciato a dare dei nomi a gruppi di stelle, se ne può capire le necessità. I navigatori, i pastori, gli agricoltori già ai primordi misero in relazione la posizione o la visibilità di certi astri con l’avvento di fenomeni collegati alle loro attività. Questa conoscenza, accumulata lentamente, è stata dapprima tramandata in forma orale e poi scritta. I Persiani, i Greci e gli Arabi contribuirono notevolmente alla sistemazione futura delle carte del cielo.

Ma perché fu scelto un tale gruppo di stelle piuttosto che un altro? Vi è tutta la storia dei nostri miti proiettata nel cielo: il cielo è il crogiolo dove si fondono numerose culture antiche. Oggigiorno sappiamo bene che questa rappresentazione non significa nulla perché la “volta celeste” non è formata da un insieme di stelle poste alla medesima distanza. I nostri sensi non ci permettono di apprezzarlo, ma il cielo che noi vediamo deve essere inteso in tre dimensioni. Così il Gran Carro non è quella casseruola che le sue stelle sembrano raffigurare.

Segnaliamo infine che ogni stella ha un suo movimento proprio, impercettibile visualmente nella scala di più generazioni, ma già sensibile sui millenni.

Le costellazioni create dagli antichi hanno il solo vantaggio di facilitare il riconoscimento di questi gruppi nel cielo.

Tratto da Piccola guida del cielo ed. Piemme


Pagina contenuta nel sito www.polesine.com


Cerca all'interno del sito
Testo da cercare
e / o MAIUSCOLO / minuscolo

  Vai al sito di ezeta.net  
 Phuket, la perla del Sud

Entra nel sito di Phuket