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La
scala dei tempi geologici, o scala geocronologica.
I
tempi geologici, si dividono in tre ere: Paleozoica, Mesozoica
e Cenozoica; noi viviamo in quest’ultima.
L’era
Paleozoica, l’era “della vita antica”, comprende sei periodi
(Cambriano, Ordiviciano, Siluriano, Devoniano, Carbonifero e
Permiano), ma i geologi americani dividono il Carbonifero in
due periodi: Il Mississippiano e il Pennsylvaniano. Il più antico
periodo del Paleozoico è il Cambriano, le cui rocce sono le
prime in cui siano reperibili vari fossili. Le rocce del Precambriano
ne contengono assai pochi.
L’era
Mesozoica o “della vita di mezzo” comprende tre periodi (Triassico,
Giurassico e Cretaceo), e la Cenozoica o “della vita nuova”
ne conta due: il Terziario e il Quaternario. Poiché abbiamo
più notizie e fossili dell’era Cenezoica che di tutte le altre,
questi due periodi vengono suddivisi a loro volta in epoche.
Il periodo Terziario in cinque epoche (Paleocene, Eocene, Oligocene,
Miocene e Pliocene), il Quaternario in due (Pleistocene ed Olocene).
Per dividere in questo modo il tempo, i geologi stabilirono
un calendario o scala geocronologica, cioè una cronologia
della crosta terrestre. Naturalmente non riuscirono a definire
l’età assoluta dei fossili sinchè non venne scoperta la radioattività,
verso il 1900.
Le
sostanze radioattive emettono fasci di particelle ad alta energia,
ma vanno disintegrandosi. E questa disintegrazione avviene col
tempo a un ritmo preciso. Per esempio l’uranio, un elemento
radioattivo, disintegrandosi lascia come prodotto finale il
piombo. Per trovare l’età di un campione di uranio, si calcola
quanto piombo contiene. Quindi si può conoscere l’età delle
rocce esaminando le sostanze radioattive che contengono. Un
elemento radioattivo, il carbonio-14, viene impiegato per misurare
l’età delle sostanze risalendo sino a circa 45.000 anni fa.
Un
uomo emette 2.500 radiazioni di disintegrazione all’ora. Un
cranio di 5.600 anni ne emette 1.250; un cranio di 11.200 anni
ne emette 625; e uno di 44.000 anni solo 3 radiazioni all’ora.
Attraverso il calcolo delle radiazioni si ottiene l’età del
reperto. |