|
Spazio: il mistero delle sonde Pioneer
SPAZIO (CNN) -- Una forza sconosciuta che sembra
spingere una paio di sonde spaziali lontane dai propri obiettivi,
ha lasciato gli astronomi alle prese con un oscuro mistero,
che sembra sfidare le comuni leggi della fisica.
Le navicelle
spaziali Pioneer 10 e il Pioneer 11, che per decenni hanno viaggiato
tranquillamente in direzioni opposte del sistema solare, hanno
coperto uno spazio significativamente inferiore a quanto avrebbero
dovuto, secondo i calcoli degli astronomi.
Un team di
ricercatori della Nasa - l'agenzia spaziale americana ha tentato
sistematicamente ma senza successo di determinare cosa possa
aver decelerato la corsa delle due navicelle della Nasa.
"Qualcosa
le sta rallentando - ha detto John Anderson, scienziato del
Jep Propulsion Laboratory di Pasadena, in California - E non
siamo riusciti a scoprirne la causa. La decelerazione è superiore
a quanto ci si aspetterebbe dalla gravità newtoniana".
La resistenza
viene da una forza misteriosa Dall'epoca del lancio, all'inizio
degli anni '70, le sonde hanno di gran lunga superato il pianeta
Giove. Ma gli astronomi sono stati in grado di misurare con
gran precisione le traiettorie e le distanze della coppia di
sonde.
Dopo aver notato
che il Pioneer 10 era inaspettatamente rimasto indietro nel
suo viaggio spaziale lontano dal sole, però, gli scienziati
hanno supposto che un oggetto sconosciuto possa aver avuto un'influenza
sulla sonda.
Ma hanno dovuto
ricredersi quando si sono accorti che una forza misteriosa si
stava comportando alla stessa maniera anche nei confronti del
Pioneer 11, che si trovava dall'altra parte del sistema solare.
"E' la
stessa grandezza e la stessa direzione, diretta cioè verso il
sole - ha spiegato Anderson - La forza punta al sole in entrambi
i casi". Gli scienziati hanno studiato la variazione Doppler
dei segnali radio per calcolare le distanze delle sonde.
Dopo un'analisi
approfondita, hanno respinto l'idea che la causa della spinta
in senso inverso fosse causata da un errore negli strumenti
di bordo, dalla perdita di propellenti o da piccole emissioni
di calore.
Forse la navicella
spaziale ha prodotto inavvertitamente una forza sconosciuta
che risulta ancora incomprensibile, ha detto Anderson. Forse
gli scienziati dovranno riesaminare le premesse fondamentali
sulle leggi della fisica.
"Nessuno
ha ipotizzato una spiegazione convenzionale", ha aggiunto
Anderson, secondo cui una delle ragioni possibili è "una
modificazione della gravità".
Pioneer manda
segnali scioccanti Lanciate all'inizio degli anni '70, le Pioneers
sono state le prime sonde a esplorare il sistema solare più
lontano, sbalordendo il mondo con le loro immagini ravvicinate
di pianeti giganti come Giove, Saturno, e dei loro satelliti.
Pioneer 10
- che ha da tempo superato l'orbita di Nettuno - lo scorso aprile
ha stupito gli astronomi, quando è riuscitaa inviare una trasmissione
alla Terra, così come le era stato comandato. Le comunicazioni
radio con Pioneer 11, invece, si sono interrotte nel 1995.
Gli scienziati
non sono riusciti a calcolare gil effetti della gravità su altre
sonde che navigano nello spazio lontano, come Voyager I o Voyager
2, perché queste impiegano un sistema diverso di orientamento
e propulsione.
Anderson e colleghi hanno presentato il proprio
lavoro sulla rivista Physical Review D. Le loro scoperte sono
disponibili sul sito internet del Los Alamos National Laboratory:
http://www.xxx.lanl.gov
|