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Depressione: bisogna reagire, non
vergognarsi
Dietro i più clamorosi fatti di cronaca
ci sono spesso storie di depressione non dichiarata, non curata,
nascosta come qualcosa di cui vergognarsi. Ed è proprio
la vergogna, secondo gli psichiatri, il sentimento che impedisce
a chi soffre di questo problema di fare anche un solo passo
per uscire dal tunnel.
Nascosta spesso da un finto benessere, la
depressione diventa un malessere ancora più serio, una
specie di «segreto» che rende difficile il rapporto
con gli altri. Gli atteggiamenti consigliati per non sprofondare
e reagire sono confidarsi con persone di fiducia, parlando apertamente
dei propri stati d'animo, e non sentirsi in colpa: non è
vero che basta solo un po' di forza di volontà per uscire
dalla depressione. Si tratta anzi di una malattia influenzata
da fattori ereditari, in cui bisogna chiedersi che cosa si vorrebbe
cambiare della propria vita. La depressione può insorgere
anche in relazione a un'insoddisfazione profonda; non si deve
temere di parlare di depressione al proprio medico di base:
è proprio questa la prima figura in grado di valutare
la gravità dei sintomi e di indirizzare verso centri
o specialisti appropriati.
Campanelli d'allarme.
Come per tutte le malattie, anche per la depressione ci sono
dei sintomi precisi. I più importanti sono una condizione
definibile «di tristezza» che dura da più
di 10 giorni; il malessere psicologico per cui non si individua
facilmente una causa (per esempio una separazione o un licenziamento);
la sensazione di confusione; l'alterazione del sonno; l'alterazione
della fame, che può portare ad acquistare o a perdere
peso; una sorta di «ritmo dell'umore» che si ripete
uguale ogni giorno, per esempio si sta peggio al mattino e meglio
alla sera, o viceversa. Anche se i sintomi maggiori sono cinque,
per parlare di depressione, e quindi per rivolgersi al medico
di base, è sufficiente la presenza di uno solo di questi
segnali.
I consigli utili. Belli, sempre giovani,
ricchi e soprattutto felici. Alla tv e sulle copertine dei giornali,
è questo il «dover essere» che la società
comunica. Ed è anche dal confronto con questi modelli
che deriva il senso di fallimento alla base della depressione.
Ovviamente, però, non è solo «colpa della
società» se il numero dei depressi aumenta. La
sensazione di essere inutili e inadeguati deriva, infatti, dalla
reazione alle aspettative e ai modelli imposti. Come dire, star
bene è anche una questione di scelte e di strategie.
Ecco allora qualche consiglio di igiene mentale, per evitare
di sprofondare nel male oscuro.
Ricercare e coltivare la propria identità
in autonomia, senza identificarsi nei modelli imposti. Cogliere
e seguire le proprie ambizioni, i desideri, i reali interessi.
Guardare alle cose sgradevoli e negative della vita da un punto
di vista più ampio e a renderle relative. In Questo modo,
anche le situazioni più negative diventano un momento
destinato a essere superato. Fare in modo che ogni giorno contenga,
accanto a quelli del dovere e del lavoro, anche degli spazi
dedicati al piacere: tempo per gli amici e la famiglia, per
la cura del corpo, per i propri interessi, per il rapporto con
le persone. Non fare Rambo: ammettere i propri difetti (non
è debolezza, è semplicemente scegliere di essere
uomini e non voler essere macchine), piangere, chiedere aiuto
e appoggio nei momenti di difficoltà. È la strada
della sincerità con se stessi e con gli altri. Evita
l'isolamento che contribuisce a rendere assoluti ed estremi
gli stati d'animo.
Acura del mensile Come stai
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