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Olio di oliva: frodi e furbizie
Consigliato da dietologi e cuochi
l'olio di oliva sta pian piano invadendo i mercati e anche nei
ristoranti dove il burro la fa da padrone, compare la ben nota
oliera e acetiera. Anche l'olio può essere oggetto di
contraffazioni e di ...furbe presentazioni. La frode più
frequente consiste nel mescolare un olio pregiato, quindi più
costoso, con altri di minor prezzo e qualità oppure di
aggiungere un colorante per dare all'olio quel bel verde che
lo fa passare come olio appena spremuto. Gli olii si suddividono
in base alla acidità:
* Olio extra vergine di oliva. Ha una acidità inferiore
all'1% e si ottiene dalla semplice spremitura. La dizione "prima
spremitura", che spesso troviamo scritta sulle etichette,
non significa nulla perché ormai non si effettuano più
"seconde spremiture";
* Olio vergine di oliva. Ha una acidità inferiore al
2% e si ottiene dalla semplice spremitura;
* Olio di oliva. Ha una acidità inferiore all'1,5% ed
è una miscela di olii vergini e raffinati. Gli olii raffinati
sono quelli sottoposti a trattamenti (decolorazione, deodorazione,
ecc). La legge non prevede una quantità minima di olio
vergine, cosicché l'olio di oliva può avere l'1%
di vergine e il 99% di raffinato;
* Olio di sansa e di oliva. Ha una acidità inferiore
all'1,5% ed è una miscela di oli vergini e di sansa.
Gli olii di sansa sono quelli che si ottengono trattando con
solventi la sansa di olive. La legge non prevede una quantità
minima di olio vergine, per cui l'olio di sansa e di oliva può
avere l'1% di vergine e il 99% di sansa.
Da aggiungere che "l'olio italiano" prevede una percentuale
minima del 75% di olio del nostro Paese, il restante 25% proviene
da altri paesi (Spagna, Grecia, Turchia, Marocco, Algeria, Tunisia).
Dalle frodi difficilmente il consumatore è in grado di
difendersi, anche le "furbizie", perfettamente legali,
non ci soddisfano. Il consiglio è quello di acquistare
un olio extra vergine di oliva a denominazione protetta (Dop),
perché in questo modo è garantita l'area di provenienza.
Dal notiziario on line dell'ADUC
del febbraio 2003
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