Cibo
e malattie
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INDICE
Se l'intestino si irrita
Sos diarrea
Rimedi per la stitichezza
Pollini e non solo
L'insidiosa pressione
Ontenuto di sodio in alcuni alimenti
Gotta
Se il colesterolo va su
Il colesterolo a tavola
D come diabete
Arriva il raffreddore
Infezioni della bocca
Acqua e calcoli |

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Gli alimenti non sono farmaci.
Però possono influenzare la nostra salute, nel bene o nel male.
Il mangiar sano ci aiuta a prevenire alcune malattie. A volte
anche a farle passare. Ma c’è anche l’altra faccia della medaglia:
il cibo può essere la causa del malessere. Dal mangiar male
allo star male il passo è breve.
Se l'intestino
si irrita
C’è mal di pancia e mal di pancia.
Diversi possono essere i sintomi e le cause. L’esperienza individuale
aiuta a individuare i cibi che possono irritare l’intestino,
provocando gonfiore, flatulenza, spasmi dolorosi, episodi di
diarrea alternata a stitichezza. Tra i cibi mal tollerati da
alcune persone, si segnalano il latte, il fruttosio (lo zucchero
della frutta), la caffeina, gli alimenti grassi. Se la flatulenza
rappresenta un problema, evitare legumi e verdure contenenti
sostanze che fermentano, come i cavoli. Circa un terzo delle
persone affette da sindrome dell’intestino irritabile trova
giovamento in una dieta ricca di in fibre vegetali: scegliete
quindi alimenti integrali, crusca di grano, frutta e verdura.
Prudenza con l’alcol.
Sos diarrea
Contro la diarrea ci sono appositi
medicinali, ma moltissimo si può fare con la sola alimentazione:
riso intero, mele, limone, patate, carote, nespole, cavoli,
mirtilli, sono i cibi più indicati. Attenti alle gomme da masticare
dolcificate con sorbitolo, che può avere un effetto lassativo.
Rimedi
per la stitichezza
A volte è dovuta proprio ad abitudini
alimentari scorrette. Consumiamo troppi alimenti raffinati (zucchero
bianco, riso bianco, pane e pasta di farina bianca, ecc.) privi
di fibre vegetali. Anche dolci, grassi animali, insaccati e
cioccolato danno molte calorie ma producono poche scorie. Cardine
del trattamento alimentare della stipsi (il termine con cui
i medici indicano la stitichezza) è una dieta ricca di fibre
vegetali insolubili, abbondanti in cereali integrali, legumi
e in tutti i vegetali. Il loro effetto più noto è di facilitare
la peristalsi intestinale, ossia le contrazioni necessarie per
l’evacuazione, aumentando la massa fecale e facendone diventare
molto più rapido il transito. Un’azione possibile per la loro
caratteristica di assorbire una quantità di acqua pari a sei
otto volte il loro peso. Un’alimentazione ricca in fibre e in
acqua (necessaria perché? abbiano effetto) consentirà di superare
i problemi di stitichezza. Servono allo scopo la crusca di cereali,
contenuta in pane, pasta e riso integrali, la verdura cruda
e cotta (carciofi, spinaci, catalogna, ecc.), i fagioli, i piselli
e i legumi in genere, la frutta fresca mangiata cruda (uva,
fichi) o cotta con la buccia (pere, mele, prugne).
Oltre ai cibi integrali si può utilizzare la crusca come tale,
da sola o aggiunta ai cibi. Quella del mulino può risultare
di gusto sgradevole, ma costa meno di quella venduta in farmacia.
La dose varia da caso a caso, ma buoni effetti si possono ottenere
con 2-3 cucchiai da tavola, una o due volte al giorno. Altro
consiglio: bere molto, almeno un litro e mezzo d’acqua al giorno.
Anche l’attività fisica giova.
Bisogna avere un po’ di pazienza: con la cura “alimentare” l’effetto
non è immediato, ma la costanza assicura buoni risultati. I
lassativi, invece, hanno effetto più veloce, ma c’è il rischio
dell’assuefazione. L’intestino, sollecitato, perde la propria
capacità di contrarsi spontaneamente, e alla fine è possibile
andare di corpo solo usando il farmaco. Meglio, quindi, il rimedio
naturale. Non esagerate, però, con la crusca, che può avere
controindicazioni. Anzitutto, per la formazione di gas e la
sensazione di gonfiore. Ma il disturbo tende ad attenuarsi con
l’uso. La crusca è sconsigliata a chi soffre di ostruzioni intestinali
o di intolleranza al glutine dei cereali. In quantità eccessiva,
crusca e cereali integrali possono “rubare” calcio prezioso
all’organismo.
Pollini
e non solo
Chi è allergico ai pollini può avere
brutte sorprese, cioè pruriti e bruciori, anche mangiando o
toccando alcuni frutti. Certa frutta, infatti, contiene sostanze
simili ai pollini. In particolare:
• chi è allergico alle graminacee controlli gli effetti dell’assunzione
di: arance, anguria, melone, kiwi e pomodori;
• chi è allergico alla betulla stia attento a: mele, pere, ciliegie,
noci, carote, finocchio;
• chi è allergico al polline delle “composite” controlli: sedano,
anguria e melone.
L'insidiosa
pressione
La pressione alta è una malattia
particolarmente insidiosa: circa la metà degli ipertesi non
sa di esserlo, perché in genere non ci sono sintomi evidenti,
ma le conseguenze possono arrivare all’improvviso e con danni
gravissimi: infarto, ictus cerebrale, emorragie della retina,
insufficienza renale. Il primo trattamento dell’ipertensione
consiste nel modificare l’alimentazione e alcune abitudini di
vita.
Anche nelle forme più gravi, che richiedono l’uso di farmaci,
semplici accorgimenti alimentari possono aiutare a controllare
la pressione:
1) dimagrire se si è obesi o in sovrappeso. Ridurre le
calorie della dieta, mangiando pochi dolci e pochi alimenti
grassi.
2) Evitare cibi ricchi di colesterolo: ipertensione e
alto livello di colesterolo aumentano notevolmente il rischio
di malattie cardiovascolari. Quindi, sostituire burro, panna
o lardo, con l’olio.
3) Limitare il consumo di alcolici: non più di un bicchiere
a pasto.
4) Ridurre il consumo di sale.
Il sodio contenuto nel sale da cucina alza la pressione. Non
a caso, popoli che consumano pochissimo sale, come alcune comunità
isolate in Amazzonia o in Botswana, non conoscono quasi per
nulla l’ipertensione. Che invece ha un’incidenza alta nelle
zone del Giappone dove si fa un gran consumo di pesce conservato
con il sale. Certo, non fa piacere dover mangiare alimenti insipidi,
ma diminuendo gradualmente la quantità di sale ci si potrà abituare
al nuovo sapore. Spesso il sale è già presente nei cibi, soprattutto
in quelli conservati: cautela con salumi, patatine, grissini
e cracker, pizza, sottaceti, salmone affumicato, acciughe in
scatola. Off-limits anche mostarda, salsa di soia, ketchup e
altre salse. Il pane a tavola dovrebbe essere quello “sciapo”
di Terni, il pugliese o il toscano. Il dado da brodo è ricco
di sodio, ma se ne vende anche un tipo speciale con il 60% in
meno. Da preferire le acque minerali, gassate o naturali, a
basso contenuto di sodio.
Contenuto di sodio in alcuni alimenti
| MG/100
G di prodotto edibile |
| Frutta |
2-20 |
| Riso |
2 |
| Farina
di frumento "0" |
3 |
| Piselli
verdi |
4 |
| Patate |
10 |
| Lattuga |
12 |
| Pasta
di semola a grano duro |
15 |
| Fiocchi
di avena |
33 |
| Lenticchie |
36 |
| Finocchi |
38 |
| vino
comune |
42 |
| Latte
di vacca intero |
46 |
| Latte
di vacca magro |
50 |
| Tuorli
d'uovo |
50 |
| Trota |
58 |
| Mozzarella |
61 |
| Carote |
70 |
| Pesce
persico |
92 |
| Lievito
di birra |
100 |
| Carni |
50-100 |
| Acciuga
(fresca) |
104 |
| Seppia |
110 |
| Sgombro |
161 |
| Albume
d'uovo |
185 |
| Reni
di vitello e manzo |
250 |
| Gambero |
300 |
| Burro |
300 |
| Stoccafisso
secco |
500 |
| Salmone
in salamoia |
540 |
| Pane
comune |
560 |
| Emmenthal |
620 |
| Parmiggiano
reggiano |
755 |
| Pancetta |
830 |
| Gorgonzola |
1220 |
| Edam |
1250 |
| Prosciutto
crudo |
2700 |
| Aringa
salata |
2800 |
| Estratto
di lievito |
6000 |
| (da:
Fidanza e altri, Lineamenti di nutrizione umana - Edizione
Idelson) |
Gotta
Questa fastidiosa malattia delle
articolazioni può trovare sollievo evitando gli alimenti che
contengono le cosiddette “purine”. Meglio dire “no” a fegato,
rognone, estratti di carne, sardine e acciughe, tutti cibi ad
alto contenuto di purine. Queste si trovano anche nella carne,
nel pesce, nei frutti di mare, in fagioli, piselli, lenticchie
e spinaci. È bene, poi, non abbondare con grassi, zuccheri e
calorie. Da evitare anche gli alcolici. Sono invece permessi
tè e caffè. Consigliata l’acqua minerale alcalina.
Se il colesterolo
va su
Il colesterolo non è più considerato
il nemico numero uno della salute, ma l’eccesso è comunque da
evitare: favorisce le malattie del cuore e delle arterie. Nella
maggior parte dei casi, il livello si riduce cambiando le abitudini
alimentari. Come? Ecco la dieta anticolesterolo:
1) bandite i grassi di origine animale, come burro, panna,
pancetta, ecc., a favore degli oli vegetali;
2) mangiate carni magre (coniglio, pollo e tacchino)
o pesce, e meno carni grasse (bovini, maiale, anatra, frattaglie);
3) non pensate che un qualsiasi formaggio sia più “leggero”
della carne. Scegliete solo formaggi magri;
4) limitate il consumo di uova;
5) aumentate il consumo di legumi, frutta e verdura,
particolarmente quelli ricchi di fibra: alcuni tipi di fibre
indigeribili hanno la capacità di “assorbire” il colesterolo
in eccesso;
6) limitate i dolci e, in compenso, sostituiteli con
pane e pasta;
7) diminuite il consumo di alcolici;
8) se si è in sovrappeso, la dieta deve essere anche
a basso contenuto calorico. Ma ricordate: la dieta è efficace
solo se grassi e colesterolo vengono ridotti drasticamente.
Diete occasionali non producono risultati consistenti.
Il colesterolo a tavola
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Alimento
|
Contenuto
di colesterolo
(MG/100G) |
| Uovo
intero |
450-480 |
| Tuorlo |
1.700-1.900 |
| Bianco |
zero |
| Cervello |
1.500-2.500 |
| Cuore |
120-180 |
| Fegato |
270-350 |
| Muscolo
di manzo |
90-120 |
| Vitello |
70-90 |
| Maiale |
50-70 |
| Pollo |
40-80 |
| Agnello |
60-80 |
| Pesci
Vari |
30-100 |
| Burro |
210-270 |
| Formaggio
Camembert |
120-150 |
| Formaggio
Emmental |
130-155 |
| Parmiggiano
Reggiano |
170-190 |
| Molluschi |
50-200 |
Oli
vegetali
(mais, oliva, ecc.) |
zero |
D come
diabete
Chi soffre di diabete non
riesce a trasformare in maniera adeguata il cibo in energia.
Si blocca, cioè, quel processo che attraverso la digestione
trasforma pane, pasta, dolci, frutta in glucosio, lo zucchero
semplice che fa da carburante all’organismo.
Il diabete è una malattia grave da curare sotto controllo medico.
Ma una dieta rigorosa è fondamentale. Limitate il consumo di
pane, pasta e altri alimenti ricchi di carboidrati. Evitate
i pasti troppo abbondanti: meglio piccoli pasti distribuiti
regolarmente nell’arco della giornata.
Se volete concedervi il piacere di alimenti
dolci, potreste usare dolcificanti artificiali, ma sempre con
cautela, perché anche questi possono essere dannosi.
Per chi soffre di diabete è buona regola portare sempre con
sé zollette di zucchero, pane, cracker o biscotti, da mangiare
se il livello di glucosio nel sangue cala all’improvviso per
un’eccessiva dose di insulina o per uno sforzo fisico che ha
bruciato più zuccheri.
Arriva
il raffreddore
Un raffreddore annuncia l’influenza
in arrivo? Prima di ingurgitare dosi massicce di aspirina, che
può anche provocare danni allo stomaco ma non fa di certo passare
il raffreddore, proviamo a mangiare limoni, arance, aglio, germe
di grano e sedano. E anche miglio, salvia, fichi, more, ribes,
lamponi, fragole e castagne. E se il raffreddore non passa?
Poco male: in compenso ci saremo fatti una bella scorpacciata
di gustosa frutta fresca. Contro la tosse, spesso funziona egregiamente
la vecchia ricetta di latte caldo con cognac e miele.
Infezioni
della bocca
In genere, questi malanni vengono
affrontati con abbondanti sciacqui di collutorio. Ma anche l’alimentazione
può essere di aiuto. Le infezioni alla bocca, infatti, si possono
limitare aumentando la quantità di frutta e verdure fresche
nella nostra dieta e in particolare modo aglio, more, cavoli,
pompelmi, arance, limoni e mirtilli.
Acqua e
calcoli
Se si può scegliere è sicuramente
meglio bere acque oligominerali a basso tenore di calcio. In
ogni caso, è bene bere molto. Va bene anche l’acqua di rubinetto,
senza alcun pericolo neppure se contiene molti sali. Proprio
l’assunzione di grandi quantità di acqua, favorendo la diuresi,
impedisce la concentrazione dei sali. Ed è bene che i sali siano
diluiti, e non concentrati come succede a chi beve troppo poco.
Se si dovesse fare una graduatoria delle precauzioni anti calcoli,
si potrebbe concludere: primo bere molto, secondo non esagerare
con gli alimenti ricchi di calcio e infine limitare l’uso delle
acque molto “dure” (cioè ricche di sali minerali).
Il testo contenuto
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"Consumare senza essere consumati"
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