Alimentazione e benessere
Introduzione
Mangiare bene. Che vuol dire? Non
solo che il cibo è “buono”, ovvero saporito: anzi, amare la
buona cucina con troppa passione, può far male. Se davvero vogliamo
“mangiare bene”, dobbiamo scegliere un’alimentazione sana, corretta
ed equilibrata. Non solo per chi lavora, ma anche per molti
studenti, il tempo è poco, la fame è tanta e la fretta fa mangiare
quasi sempre in piedi: pessima abitudine. La pausa pranzo invece
dovrebbe essere sacra. La pizzetta o il panino ingurgitato al
bar o i fritti pregni d’olio del fast food non fanno parte della
dieta ideale. Insomma, contro “l’inquinamento alimentare”, bisogna
seguire alcune regole fondamentali. La regola aurea ve la anticipiamo
subito: mangiate pure di tutto, ma non esagerate mai in nulla.
Il
boscaiolo e la fotomodella
Più si mangia, meglio è. Un mito
duro a morire, che ci portiamo dietro dai tempi della vita contadina,
quando la carne era il piatto della festa e la sottonutrizione
un problema serio. Secoli di fame hanno contribuito ad associare
il “mangiare” alla salute e alla ricchezza. Oggi, invece, il
cibo è abbondante (almeno nei Paesi industrializzati). In Italia,
dagli anni 50 agli anni 80, la disponibilità media pro-capite
è passata da 2.200 a 3.200 calorie al giorno.
Ma abbiamo realmente bisogno di tutte queste calorie? Molto
spesso no, perché con i lavori sedentari di oggi si consuma
molta meno energia. Nonostante questo c’è chi mangia troppo.
Ed è dannoso.
Solo chi svolge un intenso lavoro fisico deve introdurre più
calorie, per compensare quello che consuma. Un boscaiolo canadese,
ad esempio, ha bisogno di 7.000 calorie al giorno. Ma un impiegato
che sta ore seduto e si sposta sempre in automobile, per andare
in pareggio dovrebbe spaccare legna per due ore al giorno (al
ritmo dei boscaioli canadesi, naturalmente) o correre per molti
chilometri.
C’è anche chi cade nell’errore opposto: mangiare troppo poco,
magari rincorrendo il look scheletrico di qualche modella.
Oppure, in nome di un frainteso salutismo, c’è chi si priva
di questo o quell’alimento, perché convinto che faccia male.
Spesso si tratta di fissazioni. Se è vero che certe malattie
costringono ad alcune rinunce alimentari, è anche vero che un
organismo sano può, anzi deve, nutrirsi di tutti gli alimenti.
Ogni alimento fornisce infatti diversi principi nutritivi, ciascuno
dei quali svolge un ruolo particolare nell’organismo.
Quanto
si deve mangiare
Ogni nutriente deve arrivare in giuste
dosi: né troppo né troppo poco. Ma quante calorie è giusto mangiare
ogni giorno? Qual è la soglia limite per i grassi e gli zuccheri?
Fino a che punto è bene rimpinzarsi di proteine e vitamine?
Una risposta valida per tutti non esiste: dipende dall’età,
dal peso, dal metabolismo individuale. E anche dal lavoro che
si svolge, dall’attività fisica, dal clima, dallo stile di vita.
Un uomo del Nord Europa, ad esempio, che vive in un clima freddo,
mangerà senza risentirne più burro e grassi animali di quelli
che sarebbero tollerabili per un italiano, per il quale va molto
meglio una dieta “mediterranea”, dove il burro è sostituito
dall’olio d’oliva.
I
Larn: livelli di assunzione giornaliera
L’Istituto nazionale della nutrizione
ha calcolato i Larn, cioè i Livelli di assunzione giornalieri
raccomandati di energia e nutrienti. Questi valori si riferiscono
alla popolazione italiana, e non ad altri popoli (vedi la tabella
alle pagine 62, 63, 64).
I Larn indicano le quantità necessarie per ogni chilo di peso
corporeo, a seconda dell’età e del sesso. Ma attenzione: il
peso cui bisogna fare riferimento è il “peso forma”; se si è
obesi, il conto va fatto sul peso ideale, non su quello effettivo.
Ad esempio, un italiano “standard” di 65 chili, alto un metro
e 71 centimetri, di età compresa tra i 30 e i 59 anni, ha bisogno,
mediamente, di 2.900 calorie al giorno, 66 grammi di proteine,
45 milligrammi di vitamina C, e via dicendo per tutti gli altri
nutrienti. A una donna bastano invece 2.150 calorie, 55 grammi
di proteine, 45 milligrammi di vitamina C.
Talvolta, sulle etichette dei prodotti alimentari capita di
leggere i valori dei nutrienti contenuti come percentuale del
fabbisogno giornaliero. Fate attenzione se il riferimento è
ai Larn. Se invece la sigla è “Rda”, quelle sono le razioni
consigliate per gli abitanti degli Stati Uniti.
Gravidanza
e allattamento
Nel determinare il fabbisogno energetico
e di nutrienti entra in gioco anche lo stato fisiologico: la
malattia, la gravidanza o l’allattamento richiedono un diverso
fabbisogno per l’organismo. In gravidanza servono almeno 200
calorie e 9 grammi di proteine al giorno in più e un generoso
rinforzo per molte vitamine. Ancora più “affamate” le donne
che allattano: le calorie in più sono 500, le proteine 24 grammi.
I
gruppi alimentari
Grazie ai Larn possiamo stabilire
quante calorie, quante proteine e quante vitamine ci servono.
Ma dove le troviamo? Esistono tabelle che ci dicono il contenuto
nutrizionale di ogni alimento: ad esempio, una porzione di 150
grammi di carne fornisce 30 grammi di proteine, 100 grammi di
piselli danno 7 grammi di proteine, altrettante ne dà un uovo,
un etto di pasta dà 11 grammi di proteine (attenzione, però:
non tutte le proteine hanno lo stesso valore biologico. Quelle
di origine animale hanno un valore più alto, perché contengono
enzimi che nostro organismo non è in grado di produrre).
Ma non possiamo certo metterci a fare i conti ogni volta che
mangiamo. Per questo, l’Istituto nazionale della nutrizione
ha raggruppato gli alimenti in sette grandi gruppi omogenei,
utili come guida per programmare i pasti. Mangiando ogni giorno
almeno un alimento di ciascuno dei gruppi ci si assicurerà l’apporto
di tutti i nutrienti.
Gruppo 1: Carni, pesci,
uova
Carni e frattaglie fresche, prosciutti e salumi, insaccati vari,
pesci e prodotti della pesca, uova, ecc.
Contengono: proteine di elevato valore biologico, ferro, alcune
vitamine del gruppo B.
Gruppo 2: Latte e derivati
Latte intero, scremato, yogurt, latticini, formaggi freschi
e stagionati, ecc.
Contengono: proteine di elevato valore biologico, calcio, alcune
vitamine del gruppo B.
Gruppo 3: Cereali e patate
Pane, pasta, farine, riso, patate, fecola, ecc.
Contengono: carboidrati, proteine di medio valore biologico,
alcune vitamine del gruppo B.
Gruppo 4: Legumi secchi
Fagioli, lenticchie, ceci, piselli, ecc.
Contengono: proteine di medio valore biologico, ferro, alcune
vitamine del gruppo B
Gruppo 5: Grassi da condimento
Olio d’oliva, olio di semi, burro, margarina, lardo, strutto,
ecc.
Contengono: grassi, acidi grassi essenziali, vitamine liposolubili
(A, E).
Gruppo 6: Ortaggi e frutta
di colore giallo-arancio o verde scuro
Carote, albicocche, cachi, melone giallo, zucca gialla, peperoni
gialli e verdi, spinaci, biete, broccoletti, cicoria, broccoli
siciliani, indivia, lattuga, radicchio verde, ecc.
Contengono: vitamina A, minerali, fibra.
Gruppo 7: Ortaggi a gemma
e frutta acidula
Broccoletti di rapa, broccoli, cavolfiore, cavolo, cavoli di
Bruxelles, cavolo cappuccio, patate novelle, peperoni, radicchio,
spinaci, arance, limoni, mandarini, pompelmi, fragole, lamponi,
more, ananas, kiwi, ecc.
Contengono: vitamina C, minerali, fibra.
La
piramide alimentare
Naturalmente, il fatto di dover mangiare
alimenti di ogni tipo non vuol dire che si deve attingere dai
diversi gruppi in uguale misura. All’organismo serve una maggiore
quantità di cereali, ed è anche bene abbondare con frutta e
verdura. Di carne, pesce, uova, latte, formaggi e legumi secchi
ne serve una porzione un po’ più leggera. Di grassi, zuccheri
e dolciumi sono consigliate dosi molto minori.
Tutto ciò viene espresso graficamente nella cosiddetta Piramide
alimentare, che vede i cereali alla base, i grassi e gli zuccheri
al vertice.
Questo non vuol dire che alcuni alimenti siano “buoni” e altri
“cattivi”: bisogna solo rispettare le giuste quantità.
La verità è che un alimento situato alla base della piramide
non è più “essenziale” di altri, ma semplicemente dovrebbe figurare
in quantitativi maggiori nell’alimentazione giornaliera, mentre
un alimento che sta al vertice non è di per sé “dannoso”, ma
dovrebbe essere usato con moderazione.
Nell’ambito dei diversi gruppi il consiglio è quello di alternare
gli alimenti: una volta il pesce, una la carne, una volta le
uova, una i legumi e così via.
Per noi italiani il rispetto della regola della Piramide è quasi
intuitivo, visto che la pastasciutta, il pane, le verdure e
la frutta sono ancora alla base della nostra alimentazione e
riconosciamo il valore della carne e del pesce, del latte e
dei formaggi.
In realtà, la Piramide è stata formulata da Dipartimento dell’Agricoltura
degli Usa, dove le abitudini alimentari sono ben diverse, e
dove si consumano fin troppi hamburger e grassi animali. Ma
vediamo come si traducono in pratica i consigli della Piramide.
Per ogni gruppo di alimenti, sono consigliate quantità massime
e minime che si riferiscono rispettivamente all’adulto in buona
salute e a chi ha problemi di sovrappeso, o fa una vita troppo
sedentaria. Il primo consumerà tutte le calorie previste per
età, peso e sesso (vedi tabelle Larn) chi invece ha problemi
seguirà una dieta da 1.600 calorie al giorno.
Vediamo, a mo’ di esempio, il caso della dieta restrittiva ipocalorica,
che ovviamente prevede quantità di cibo più scarse che nell’alimentazione
“standard”. Ecco cosa dovrebbe esserci nella borsa della spesa
per un’alimentazione “bilanciata” secondo le regole della Piramide.
Dieta ipocalorica:
Gruppo dei Cereali: un panino, 80 grammi di pasta o di riso,
una tazza di cereali per la prima colazione oppure 3-4 cracker.
Gruppo Frutta e verdura: tre porzioni da 70-100 grammi di verdura
cotta o cruda, due pezzi al giorno di frutta fresca.
Gruppo Latte e formaggi: una tazza di latte o uno yogurt, 40
grammi di formaggio (oppure 2 tazze di latte, o in alternativa
80 grammi di formaggio).
Gruppo Carni, pesci, uova, legumi: una porzione da 60-90 grammi
di pesce o carni magre, oppure un solo uovo, oppure 100 grammi
di legumi secchi cotti.
Grassi: un po’ d’olio di semi o ancor meglio d’oliva per i condimenti.
(Dolci e grassi animali, in quantità oculate, solo se si è sicuri
di bruciarli facendo un po’ di movimento).
Il testo contenuto
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