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Rovigo. La città delle rose

A pianta pentagonale e cinta da mura, con strade spaziose, Rovigo sorge sul canale Adigetto, in parte deviato attorno alla città. L'espansione oltre le mura si è verificata soprattutto verso nord-ovest, verso la stazione ferroviaria e poi verso sud.
È menzionata per la prima volta in un documento dell'838 come Rodigo. L'Ariosto, nell'Orlando Furioso, fa derivare il nome da un appellativo greco attribuito al territorio per l'abbondante produzione di rose. Si sviluppò attorno ad un castello fatto erigere nel 920 da papa Giovanni X per presidiare la zona dalle incursioni degli Ungari. Passata agli Este nella seconda metà del secolo per investitura di Polesine di Rovigo da parte dell'imperatore Ottone I, fu a lungo contesa fra questi ed i vescovi di Adria. Dopo un breve periodo in cui vi signoreggiò Francesco Novello da Carrara, la città nel 1395 fu data in pegno a Venezia da Niccolò III d'Este in cambio di un prestito di 50.000 ducati, ma lo stesso estense la recuperò nel 1438. Coinvolta nella guerra di Ferrara, Rovigo con il Polesine, fu definitivamente assegnata a Venezia nel 1484 con la pace di Bagnolo. Fra il 1508 e il 1511, durante la guerra della lega di Cambrai, subì l'occupazione delle forze coalizzate. Austriaca col trattato di Campoformio, 1797, annessa alla Cisalpina dopo la pace di Leneville del 1801, nel 1806 fu da Napoleone eretta in ducato per il suo generale Anne Savary. Tornata all'Austria con la restaurazione, divenne italiana nel 1866.
Non ricca di monumenti preesistenti alla conquista veneziana, la città conserva tracce medievali, come alcune torri, resti di mura e la rimaneggiata chiesa di San Francesco. Notevoli i monumenti rinascimentali, tra cui il palazzo Roverella, la porta San Bortolo, i bei chiostri di San Bartolomeo, il rimaneggiato palazzo dei Notai. Ad una fase più tarda appartengono il palazzo Roncale del Sammicheli e la curiosa, originale chiesa della Rotonda, la Beata Vergine del Soccorso, in forma ottagonale, eretta fra il 1594 e il '96.
Interessanti gli apporti dell'età barocca, tra cui il campanile del Longhena e la decorazione pittorica della Rotonda.11 duomo e il seminario segnano il passaggio ad un gusto più classicheggiante, confermato dall'Accademia e dalla Biblioteca dei Concordi e da numerosi altri edifici. La provincia di Rovigo è confinante a nord con le province di Verona, Padova e Venezia, a sud con quella di Ferrara, a ovest con Mantova ed a est con il mare Adriatico. Occupa la parte sudorientale del Veneto, corrispondente alla zona denominata Polesine. Formatosi soprattutto dal deposito dei detriti fluviali e alluvionali trasportati prevalentemente dal Po e dall' Adige, il Polesine è una regione ricca di acque e soggetta a frequenti inondazioni, solcata da una fitta rete di canali di drenaggio naturali ed artificiali spesso comunicanti fra loro. Normalmente distinto in alto, medio e basso Polesine, la sua area, digradante da ovest ad est, ricopre una superficie di 1800 km2.

I centri principali della provincia sono: Adria, Lendinara, Porto Tolle, Badia, Ariano, Arquà. Adria è molto importante per aver dato il nome al mare che bagna le coste orientali d'Italia e che da lei prende il nome di Adriatico. L'Adriatico, per i Romani anche Mare Superum, è il più interno fra i mari formati dal Mediterraneo, racchiuso fra la penisola italiana ed i Balcani. Le sue coste presentano differenze notevoli: in genere basse ed uniformi lungo l'Italia, con l'eccezione del Conero, del Gargano e di alcuni tratti della costa pugliese, sono frastagliate ed orlate di numerose isole lungo la Dalmazia. La configurazione così varia e complessa delle coste orientali si deve al fatto che le Alpi Giulie e le Dinariche si spingono verso il mare con vari contrafforti, separati da profondi solchi paralleli alla costa. Di qui la formazione di insenature allungate parallelamente alla direzione del litorale. La costa italiana è per lo più rettilinea per l'accumulo di importanti detriti fluviali, regolarizzati dall'azione marina, tanto che, durante il pliocene, l'Adriatico copriva anche l'attuale valle del Po, spingendosi molto ad occidente e l'attuale zona conosciuta come Polesine era ancora mare.
Di origine preistorica, Adria fu il più importante centro etrusco dell'Italia settentrionale e poi colonia romana. Attivo porto sul mare Adriatico, in seguito fu interrato dalle alluvioni per il progressivo avanzamento del delta del Po. Il taglio di Porto Viro, realizzato nel Seicento consentì una ripresa delle attività agricole e commerciali, ma solo le opere di bonifica dell'Ottocento rivalutarono le possibilità economiche della città, che fu gravemente danneggiata dall'alluvione del 1951.
Fino al 1867 San Niccolò, Porto Tolle comprende il territorio tra il Po Grande, quello di Maestra e quello della Gnocca. Nella frazione di Cà Tiepolo, sulla piazza del municipio, si trova il monumento a Ciceruacchio, il popolano romano protagonista nei moti rivoluzionari e nella Repubblica Romana del 1848, che vi fu fucilato dagli Austriaci nel 1849. Fertile zona di bonifica, produce cereali, riso, foraggi e molto attiva è la pesca di valle. Un tempo vi erano numerosi pozzi di metano, oggi ormai chiusi.

Tratto da: New Direct Line


Pagina contenuta nel sito www.polesine.com


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