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IL FILO BLU
Momenti di vita sull'alluvione del 1951
Le direttrici dell'invaso
CRONOLOGIA DELL'ALLUVIONE
GIOVEDÌ 8 e VENERDI 9 NOVEMBRE 1951: precipitazioni sparse,
intense e continue su quasi tutta l'Italia settentrionale; gravi
danni in molte località, numerose vittime del Comasco.
SABATO 10: si registrano allagamenti in tutta la Lombardia a
causa del maltempo. Varie zone sono inondate e le frane continuano
a provocare crolli. Inizia l'allarme nella provincia di Rovigo
dove il Po supera il segno di guardia.
DOMENICA 11: vittime del maltempo nel Vercellese; la massa d'acqua
arriva al Po; prime preoccupazioni per il Polesine, il mare
non riceve le acque del grande fiume che cresce di circa 3 cm.
l'ora.
LUNEDÌ 12: nuove piogge sull'Italia del nord; allagamenti e
straripamenti segnalati un po' ovunque, nel Vercellese, nel
Mantovano, in provincia di Milano; eccezionale alta marea a
Venezia; il Po supera il livello di guardia; alle 8 viene invasa
dalle acque l'isola di Polesine Camerini nell'estremo Delta,
3.000 persone devono sfollare.
MARTEDÌ 13: continua a piovere intensamente e il mare non riceve
in presenza di una forte mareggiata; allagamenti nella Bassa
Lodigiana, tra Cremona e Casalmaggiore e in altre località;
il Po inonda la Bassa Mantovana, dove si verifica la prima vittima.
Il Po sembra in stanca, pur mantenendo un'altezza assai preoccupante,
corrispondente a metri 4,19 sopra il livello di guardia all'idrometro
di Castelmassa. Alle ore 20, a Pontelagoscuro, si registra l'afflusso
della massa d'acqua prevista in arrivo. A quell'ora un argine
di golena, a S. Maria Maddalena, cede. Intanto a Occhiobello
si lavora per dare la "laga" (= arare l'argine per
innalzare il livello stradale) sull'argine.
MERCOLEDÌ 14: le condizioni del Po vanno aggravandosi nel Polesine.
Dalle 7 alle 9 le acque registrano un incremento di 3 cm. orari,
mentre dalle 9 alle 10 è di 4 cm. Alle 12,30 il livello è di
circa 4,30 metri sul livello di guardia. Infiltrazioni d'acqua
si registrano a Pontelagoscuro, infiltrazioni che si tramutano
in violenti fontanazzi; alle 19, il Po rompe a Paviole, tra
Canaro e Occhiobello, con una breccia di circa 240 m.; alle
20,45 nuovi varchi a Bosco e Malcantone di Occhiobello per complessivi
516 m. di argine distrutto; da Paviole, Malcantone e Bosco escono
inizialmente mezzo milione di mc/s; le sue acque prendono due
direzioni: Fiesso?Pincara e Frassinelle?Polesella; in poche
ore allagati circa 40.000 ha.
GIOVEDÌ 15: ore 3, un automezzo carico di sfollati viene raggiunto
e circondato dalle acque a Frassinelle, muoiono annegate 84
persone, in gran parte donne, vecchi e bambini. L'acqua proveniente
da Occhiobello trova uno sbarramento nel rilevato ferroviario
della linea Bologna?Padova, nel tratto Polesella?Arquà, per
cui, deviata, va a premere contro l'argine destro del Canalbianco.
Alle ore 14 si determina la prima rotta nei pressi di Arquà;
le acque si dirigono verso Adria, secondo centro del Polesine;
inizia l'opera di soccorso.
VENERDÌ 16: ore 12,40 giunge a Rovigo il presidente del consiglio
Alcide De Gasperi; ore 17, ordine di abbandonare il capoluogo,
la periferia sud è già allagata; l'Adigetto, canale che costeggia
la città, tiene; i soccorsi rallentati da una fittissima nebbia.
L'acqua avanza verso Adria. A mezzanotte l'acqua giunge a Rovigo.
Alle 23 l'acqua è a 300 metri da Adria.
SABATO 17: Adria completamente sommersa, in 30.000 circondati
dalle acque; Rovigo sempre in pericolo, ma l'Adigetto continua
a resistere.
DOMENICA 18: l'acqua investe Cavarzere. Arriva il presidente
della Repubblica Luigi Einaudi; il Po decresce; il pericolo
per Rovigo; inizia lo sfollamento degli abitanti di Adria.
LUNEDÌ 19: si rovescia un barcone a Occhiobello, tre bambini
annegano; le acque raggiungono il cordone dunoso tra Contarina
e Rosolina che le respinge; il Ceresolo, a causa del ritorno
delle acque, ingrossa e inverte la corrente, minacciando di
inondare il capoluogo.
MARTEDÌ 20: vengono tagliati gli argini di Ceresolo per salvare
Rovigo.
MERCOLEDÌ 21: sul Polesine incombe una nuova ondata di piena
che il Po sta con~ vogliando da monte per la molta acqua piovuta.
Il deflusso al mare è impedito inoltre da un forte vento di
scirocco.
GIOVEDÌ 22: la nuova ondata di piena del Po è in via di attenuazione.
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