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IL FILO BLU
Momenti di vita sull'alluvione del 1951
I testi e le immagini che seguono
sono tratti dal documento prodotto nel 1991 dall'I.T.F.S. Luigi
Einaudi di Badia Polesine in collaborazione con Nova Cultura
Editrice. Chi fosse interessato può richiedere l'opuscolo e
la cartella con 35 foto (cm 30 x 21)
all'Archivio
della Memoria.
La furia del PO
Quarant'anni fa si consumava il dramma dell'alluvione
del Polesine, della - grande - alluvione del '51.
Richiamare alla memoria quest'evento assume per l'Istituto almeno
un duplice significato.
Attraverso la ricerca delle documentazioni raccolte ed al suo
riordino, la tragedia che si è abbattuta su questa terra, sulla
sua gente, sulle sue cose ripropone i termini di quel difficile,
sofferto rapporto che da sempre il Polesine ha con la natura:
immagini, lontane, di volti impauriti, angosciati; di distruzioni
improvvise; di morte. immagini di una terra prostrata dalle
grandi rotte del 14 novembre a Paviole, a Malcantone, a Bosco;
di sfollati accampati in lunghe, desolate file sugli argini.
Immagini che stringono attorno al Polesine l'Italia tutta, in
una ritrovata immensa fraternità dopo il dramma della guerra,
e del primissimo dopo guerra.
E' anche il modo, semplice, con cui i figli, oggi, ricordano
la tragedia vissuta dai padri; il loro sgomento, la loro disperazione.
Ma ricordano anche la fioritura di tante piccole e grandi generosità,
di tante commozioni, di uno slancio solidale, generoso verso
chi da solo non ce la faceva più.
E il "grazie" accorato, convinto rivolto a quei tanti, che vollero
non lasciare sola questa terra, le sue genti.
E riproporre lo slancio, commosso, generoso di quella rinnovata
solidarietà è l'altro dei significati che questa raccolta, nella
sua semplicità, vorrebbe offrire, quando nuovi eventi, diversi,
ma al pari drammatici, e rovinosi, vanno disseminando nuove
angosce, nuovi sfollati, e vanno richiedendo nuove generose
solidarietà che sappiano, come allora, mobilitare le migliori
risorse dell'animo umano.
Così l'iniziativa legata come altre note in Istituto alla sensibilità
ed all'impegno degli studenti e dei loro familiari coordinati
nel loro lavoro dal Collega, impareggiabile, don Castello, si
inserisce in un itinerario di ricerca che vuole condurre ad
una più attenta lettura del tempo presente, nelle sue derivazioni
da un passato più o meno prossimo, ma che a tutti appartiene
e a tutti prefigura il futuro.
Badia Polesine 17 luglio 1991
Fausto Merchiori
(Preside I.T.F.S. Luigi Einaudi Badia Pol.)
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