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EVOLUZIONE PALEOGEOGRAFICA
DELLA PIANURA
VENETA ATESINO-PADANA

Indice:

Introduzione

Caratteristiche paleogeografiche
Alta pianura veneto-atesina
Media pianura veneto-atesina
Bassa pianura veneta atesino-padana
Area deltizia padana

Distribuzione spazio-temporale degli antichi insediamenti umani in relazione alle strutture geomorfologiche

Bibliografia


Alta pianura veneto-atesina

Quale premessa va ricordato che la pianura atesino-padana, oggi comunemente suddivisa in varie fasce, durante l'ultima gIaciazione würmiana presentava caratteristiche geomorfologiche e strutturali soltanto d'alta pianura. Ricordiamo infatti come la linea di costa glaciale veniva a congiungere le due sponde adriatiche tra Ancona e Pescara (6). Situazione paleogeografica del resto ampiamente confermata dai rilievi batimetrici compiuti nel bacino adriatico che hanno mostrato l'esistenza di ampie paleovalli fluviali sottomarine, in chiara continuità con i percorsi fluviali dei maggiori fiumi. La nostra piana, formatasi nella sua attuale configurazione durante l'ultima glaciazione, mostra quindi morfologie che derivano chiaramente dai processi fluviogenetici sviluppatisi nell'antica area di alta pianura (7). La presenza di marcati scarti altimetrici, quali ad esempio profonde scarpate di terrazze fluviali, si spiegano infatti solo con l'azione di poderose correnti fluvioglaciali attive nel loro tratto più competente. Sicché tali morfologie paleofluviali pleistoceniche relitte caratterizzano tutta la fascia territoriale dell'alta e media pianura veneto-atesina.
Approfondendo l'analisi, tale fascia di alta pianura si caratterizza per la presenza di numerosi paleoalvei più o meno profondamente incassati nel terreno, riferibili agli antichi corsi fluvioglaciali atesini (SORBINI et alii, 1984). Come già in precedenza accennato, il substrato è costituito da sedimenti a grossa grana, per lo più ciottolosi e ghiaiosi ed in subordine sabbiosi. Tali potenti depositi, attribuibili secondo le datazioni radiometriche all'ultimo glaciale, sono ovunque ricoperti da una sottile cotica agraria in continuità stratigrafica con il sottostante paleosuolo sviluppatosi verosimilmente nell'Atlantico (8) (optimum climatico olocenico) .L'alta pianura veronese, contenuta a meridione dalla "linea delle risorgive", appare solcata da tutta una fitta rete di paleoalvei disposti con andamento prevalentemente N-S o leggermente NW-SE. Pianura che costituisce la parte più elevata della vasta conoide fluvioglaciale pleistocenica atesino-gardesana, entro la cui porzione settentrionale, a ridosso del rilievo prealpino lessineo, si apre l'ampia vallata tardiglaciale-olocenica percorsa dall'attuale corso dell'Adige, profondamente scavata e delimitata da netti orli di terrazze. Questi antichi paleoalvei fluvioglaciali risultano pertanto sospesi sul piano alluvionale olocenico dell'Adige (9).


Note:

6) Sull'argomento si può vedere la ricostruzione della pianura padana durante l'ultimo glaciale proposta oltre quarant'anni or sono da Bruno Castig1ioni (CASTIGLIONI, 1940).

7) Morfologie relitte pleistoceniche tuttavia scarsamente ravvisabili nella bassa pianura atesino-padana perché ricoperte e sepolte dai successivi sedimenti olocenici.

8) Sulla scorta delle più recenti indagini possiamo ritenere che posteriormente alla scomparsa dei ghiacciai, il periodo climatico più favorevole alla formazione di paleosuoli marcatamente arrossati fu l'Atlantico (tra il 5.500 ed il 2.600 a.C.) (pANIZZA, 1985).

9) All'uopo vedasi la mappa geomorfologica della porzione di pianura a sud-est di Verona in: SORBINI et alii, 1984.

 

 

 


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