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L'isola
Boschina
Introduzione
Un'isola del Po è, per sua natura,
qualcosa di mutevole: nasce, si forma dal deposito di materiali
di terra trasportati dall'acqua. Si deforma per erosione e accumulo,
poi si ridefinisce in una nuova forma; appare più ridotta o
più estesa a seconda del livello del fiume. Migra al seguito
dei meandri. Scompare per il tempo di una piena, o per sempre.
L'isola fluviale di Ostiglia, è sempre
stata in quella nicchia di corrente quieta che è appena a valle
del paese, di fronte alla chiesa di S. Sebastiano.
Ma si è andata modificando, certo,
nella forma e nella dimensione, perché questa è la sua geografia
di isola fluviale: terra in relazione con l'acqua.
Nata come emergenza geografica, non
si sa esattamente quando; ma nata alla Storia certamente si
sa: quando è entrata nella considerazione degli uomini, che
le hanno attribuito un valore e hanno deciso quale destinazione
d'uso farne.
E così, l'isola dapprima innominata,
è andata acquistando una propria identità, anche attraverso
il nome.
La denominazione comune di Polesine
o di Giara la accomunava a tante altre isole del Po: stessa
genesi, stessa geografia.
Ma l'isola di Ostiglia ha avuto da
subito una storia singolare: questo è documentato, anche dal
nome con cui ogni tanto "rinasceva" alla storia umana,
perché era il nome di chi l'aveva richiesta, la possedeva, ne
decideva la forma d'uso.
Quest'isola: un primitivo comune
"bosco", derivato nella sua forma diminutiva, femminile.
Singolare.
Proprio la Boschina
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I testi e le immagini delle presenti
pagine sono tratti dal CD-Rom
"La Boschina. Un'isola in mezzo al Po"
a cura di:
Assessorato alla Cultura della Provincia di Mantova
Azienda Regionale Foreste
Pro-Loco Ostiglia via Gnocchi Viani tel. 038632151
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