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Il Polesine

Premessa.   

Il Polesine, "Terra dei grandi fiumi". Il Po e l'Adige, che ne segnano i confini a sud e a nord, sono rispettivamente il primo e il secondo fiume italiano per lunghezza e portata. Ma anche altri fiumi, come il Tartaro-Canalbianco e l'Adigetto, sono importanti nella storia e nell'attualità. Ad essi vanno aggiunti gli innumerevoli canali e scoli, grandi e piccoli, che frazionano tutto il territorio della provincia di Rovigo. 

Tale frazionamento è uno degli elementi fondamentali da tener presente se si vuole conoscere il Polesine, viste le notevoli diversità da zona a zona, per quanto riguarda la storia, il paesaggio, la gente.   

Lungo il Po.   

Se il Polesine è terra di confine, i caratteri di questa parte del territorio polesano sono talmente "di confine" da confondersi con quelli delle zone e delle culture limitrofe, specie il Mantovano e il Ferrarese. 

Ce ne accorgiamo dal dialetto, che di veneto-polesano conserva solo qualche parola o inflessione; dal carattere della gente, più assimilabile al padano lombardo-emiliano che al veneto, con umanità più estroversa, più portata ai contrasti, più superficialmente gaudente; dagli usi e costumi, anche a livello gastronomico, dove molte specialità (per esempio tortelli con la zucca, pinzín) si richiamano a quelle d'oltre Po; dalla conformazione stessa del Po, che in questa fase del corso non ha ancora l'aspetto maturo e maestoso che assumerà più avanti, ma si sofferma in ampi meandri, anse ed isole, che ricordano i paesaggi del fiume nel basso Piemonte e Lombardia. 

Seguiamo l'argine sinistro attratti dalla magia del Po, che sa interessarci in vari modi: la corrente, le lanche, le golene, la vegetazione, la fauna, le imbarcazioni e una variegata umanità. 

Il Po ha assegnato a questi luoghi un ruolo importante sin dalla preistoria (età del bronzo 3.000 anni a.C.). 

La navigabilità del fiume e la fertilità della terra hanno infatti permesso insediamenti nelle zone più rilevate a Mariconda di Melara e a Castelnovo Bariano, e lo sviluppo di progredite civiltà. 

Per il controllo del traffico fluviale i paesi rivieraschi (Melara, Bergantino, Castelnovo Bariano, Ficarolo) furono dotati di rocche e castelli, situati in posizioni a ridosso del fiume, che ne aumentavano la difendibilità. 

Specie durante il '400 e il '500 essi furono teatro di grandi battaglie che, dietro gli Estensi e i Veneziani, coinvolgevano le maggiori potenze europee. 

Se si eccettuano le palle di cannone raccolte sotto il campanile di Melara e la Rocca Possente di Stellata, di fronte a Ficarolo, oggi non rimangono testimonianze di questo passato. 

Poche testimonianze rimangono anche di un altro periodo, quello del Risorgimento, cui questi paesi hanno dato altissime figure di patrioti carbonari e garibaldini, soldati e ufficiali dell'esercito d'Italia; o del periodo della Resistenza, che qui ha vissuto momenti particolarmente attivi. 

Paradossalmente sono le testimonianze più antiche ad essere visitabili, quelle relative alla preistoria, al periodo romano e medioevale. E ciò grazie alla sensibilità, alla competenza e all'impegno civico di studiosi locali che a Melara e Castelnovo Bariano hanno raccolto e sistemato, in collaborazione con la Soprintendenza, reperti archeologici di vario tipo. 

Nel complesso la giornata sarà piena di panorami e di incontri, di curiosità e luoghi tipici, di vere e proprie scoperte in un clima dominato dalla serenità degli spazi e dei rapporti umani.

Dal libro: 
Polesine Delta del Po di Giuseppe Marangoni 
C.T.G. “Turismo e Cultura” Editore. 


Pagina contenuta nel sito www.polesine.com


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