Papa Ratzinger, a dispetto del suo aspetto
mite e gentile, mostra i denti contro l’Islam, e fa
una serie di errori che provocano la necessità di “precisazioni”
da parte della diplomazia vaticana, come fanno i politicanti
che, quando vedono l’effetto delle loro esternazioni,
smentiscono le “riduttive interpretazioni giornalistiche”.
Personalmente, la prima sensazione che ho avuto è quella
della inopportunità di un intervento che va a ribadire,
citando l’imperatore bizantino Manuele II il Paleologo,
il fatto che l’Islam vuole diffondersi tramite la spada,
inserendo questa critica in una situazione contemporanea in
cui eserciti cristiani e giudei occupano paesi musulmani,
per motivi molto meno nobili di quelli dottrinari o religiosi.
Parlare oggi all’Islam in questi termini, significa
avallare la tesi di Bush che prefigura uno scontro tra civiltà
e religioni, in cui si afferma la enorme panzana che i musulmani
minacciano l’Occidente e si apprestano a cancellare
la nostra cultura e la nostra “civiltà”.
Come si faccia ad accusare l’Islam di usare la spada
e non fare lo stesso con il cristiano Bush che pratica e riconosce
solo il linguaggio della forza e manovra a suo piacimento
il più potente e costoso esercito del mondo, è
cosa che sfugge alla ragione e solo i preti sono in grado
di mistificare i fatti fino a questo punto.
Un altro aspetto che mi lascia stupito è il fatto che
il Papa abbandoni la tradizionale prudenza e diplomazia, e
trascini la Chiesa a marcare la differenza con l’Islam,
senza tener conto che fino all’altro ieri, con Giovanni
Paolo 2°, si parlava di ecumenismo e di dialogo fra le
grandi religioni monoteiste.
Tra l’altro questo accusare l’Islam di usare la
spada sarà pure vero, ma da che pulpito viene la predica,
e si dà l’opportunità ai musulmani di
ricordare che la Chiesa ha usato la spada spesso e volentieri,
dalle Crociate alla partecipazione attiva al colonialismo,
partito proprio dalla cattolicissima Spagna, che in America
Latina ottenne conversioni forzate di quelle popolazioni con
torture e massacri, passando per le guerre di religione in
Europa e la Santa Inquisizione, fino all’attuale legittimazione
della politica e delle tesi di Bush.
Un altro errore del “pastore tedesco”, che a me
sembra madornale, è quello di non riconoscere l’evidenza
che la crisi mediorientale in atto non è originata
da una frizione tra ideologie religiose, ma dal desiderio
Usa, e dei suoi ormai pochi amici, di mantenere l’egemonia
sulla più grande area petrolifera del mondo, e che
l’Islam fa solo da collante ad una resistenza dei musulmani
contro il colonialismo occidentale e cristiano.
Ratzinger, caratterizzando in termini di differenze religiose
lo scontro in atto, rende un pessimo servizio alla Chiesa
che così perde una sorta di “terzietà”
che le consentiva mediazioni e credito politico, e non mi
meraviglierei che, dopo questo grave errore, facesse la fine
di Papa Luciani, una fine rapida et indolore a cura ...
I distinguo, e la pretesa di affermare che l’iniziativa
papale è proposta di dialogo, si scontrano con le vaste
reazioni dei musulmani nel mondo e, nella più benevola
delle ipotesi, ci troviamo davanti ad un signore che non capisce
nulla del mondo islamico contemporaneo, e non si rende conto
del ruolo della Chiesa. Credo che sia rimasto fondamentalmente
Prefetto dell’ex Santo Uffizio, con tutta la rigidità
di una mentalità tedesca.
Le religioni, tutte le religioni, hanno fatto scorrere fiumi
di sangue in nome dell’amore per gli altri e della fede.
Sarebbe ora che le persone consapevoli cominciassero ad abbandonarle
e a vedere nell’impegno personale e sociale il manifestarsi
di una concreta sollecitudine verso gli altri, comportandosi
sempre con correttezza, solidarietà, spirito di giustizia.
“
Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto
a te”, se applicato alla lettera, varrebbe più
di tutta le filosofie e tutte le rivoluzioni, e non si presta
ad ambiguità e a interpretazioni cervellotiche. Ci
piacerebbe che i preti si occupassero solo di far comportare
i loro seguaci secondo questo principio, e offrissero così
al mondo persone migliori e credibili, perché se continuiamo
a ritenere George Bush un buon cristiano, e ci nutriamo di
questa schifosa ambiguità, il futuro (proprio come
il nostro presente) sarà dei falsi e dei guerrafondai.
Paolo De Gregorio tratto da Bellaciao