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Comunione di stato

Il Regno, la prestigiosa rivista dei dehoniani, ospita uno studio sull'ammissione alla comunione eucaristica e sull'esclusione dalla medesima dei peccatori pubblici, il cui peccato, per incorrere nella suddetta pena, dev'essere grave e manifesto. Ed ove non ricorra tale patente indegnità, la comunione non dev'esser negata; dove però l'indegnità sussista, la comunione non dev'essere concessa. Si tratta di uno studio complesso, articolato e puntiglioso, in base al diritto canonico con annessa casistica. Meno problemi mostran di avere gli ufficiali americani impegnati in Iraq, i cui marines, prima di muovere all'attacco, pregano e fanno la comunione. Tutti, nelle condizioni richieste per l'ammissione al sacramento? Non si sa. Ma (à la guerre comme à la la guerre) non si va tanto per il sottile, e tutti sono ammessi (e comandati) a questa comunione di stato. Una comunione di massa, per ogni soldato americano, ritenuto senz'altro degno, meritevole e nelle condizioni dovute, per il fatto di essere appunto un soldato americano, agli ordini di Bush per sconfiggere il male. E infatti gli ufficiali, per giustificare questa comunione d'ufficio, affermano che il nemico da battere è addirittura Satana. Satana da una parte e Dio dall'altra, senza pensare che, in una guerra nella quale si uccide, Satana è da ambo le parti e Dio da nessuna.

Adriana Zarri

il manifesto - 14 Novembre 2004



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