|
L'arte di Carlo Vignoli
Terra-cielo
acrilico su tela cm70x50
ALBA SUL GIORNO DOPO
Quella di Carlo Vignoli non è certo un'arte quieta.
Comunica qualche cosa che è di più di un brivido, è una sferzata
al piattume dilagante, sferzata a sorpresa, è l'intuizione di
una forza sotterranea che inquieta di interrogativi, forse di
paure, forse di indecifrabili promesse.
Un risultato a cui Vignoli giunge attraverso una sua invenzione
pittorica che dall'astrazione sa cogliere inaspettati esiti
figurali, lungo un esercizio manuale-mentale retto da una risoluta
gestualità controllata segno per segno, da una meticolosità
sofferta, e con il senso dello stupore per quanto queste amebe
irreali sanno comporre con colori che dilagano per isole, fiordi,
interstizi, con il moto costante di un corpo che si ricrea e
rimuore per poi trasformarsi in altro da esso, ma con la stessa
identità che ha un soffio primordiale.
Singolare l'uso del colore. Vignoli mai si assoggetta a riferimenti
con il reale, ma sa costringere realtà e immaginazione a vestire
i suoi colori. A volte spessi e materici come volessero edificare
nuovi monti e colline, a volte lievi come piume pronte a prendere
il volo.
Forse riduttivo incasellare queste opere in termini di riferimento
come "arte astratta", "nuova figuralità".
Per Vignoli sarebbe necessario inventare altri nomi come "cosmopittura"
o "micro e rnacrospazialità".
Ma essi pure non renderebbero giustizia a questa capacità di
tradurre il senso di abisso che ci accompagna, anche quando
non lo vorremmo, come un amico scomodo; e ci sovrasta a ogni
passo lungo o breve del nostro agire.
Ma la vera pittura non è quella che ci rassicura con le sue
immagini prevedibili, con le sue visioni di scontata realtà
che travestono l'essenza, che avallano nell'osservatore i suoi
pregiudizi e le sue certezze. Ma quella che sa scuotere e porre
dubbi, denudare la banalità, svergognare la menzogna, svelare
il paesaggio insperato della verità.
Sulla tela, le entità si diramano come grandi e piccoli straordinari
mostri che, dall'intenzione carnivora si convertono a una idea
di bellezza terribile e forte che non può più raggiungere l'antica
perfezione perché l'ingranaggio si è inceppato, un granello
di umana perfidia ha guastato il registro.
E in questa tensione al perfetto, non solo nella pittura, ma
nell'ordine che, come governa i cieli e i mondi, dovrebbe regolamentare
anche il cuore dell'uomo, Vignoli cerca nei suoi labirinti tracciati
da porpora e sangue, fra le bizzarrie di filamenti, antenne,
cerchi di luna e occhi insonni, costruisce le sue architetture
terrestri e spaziali dove una energia di positività vuole la
meglio, irrompendo nel buio con scariche di elettricità, con
saette di luce, con ragnatele d'acciaio di solida protezione,
con embrioni natanti nel cosmo da cui nascerà forse solo una
nuova pietra o un passero, ma non telecomandato.
Nelle stesure pulsanti come in un respiro, quasi lo scandaglio
di una ecografia che indaga nel ventre della vecchia madre terra
ormai esausta di figli ingrati, per scorgere l'alba di uno sperabile
giorno dopo.
E' un accendersi di fuochi che divampano nei rossi, nei blu,
nei viola, nelle più cipriate sfumature dell'indaco e dell'azzurro,
dando all'insieme un senso di sconvolgimento, di cataclisma,
di un ribellarsi della terra e del suo cielo in cerca di una
giustificazione all'arroganza di questa moltitudine di gnomi
che si sono impadroniti della natura.
E allora, per Vignoli (e forse non solo per lui), bisogna ricominciare
dall'inizio. Tuffarsi dentro a una foglia, nel nucleo di un
frutto, nella goccia dell'onda, nel raggio di luce che crea
pepite sulla terra. E capirne i misteri, complici questi disegni
molecolari e strutturali, e il perché della loro energia, della
logica e della poesia che li nutrono, ricucire ferite, desiderare
un futuro.
Una pittura che è come una corolla chiusa e tenebrosa che sta
per sbocciare inconsapevole del fiore che produrrà ma che già
scatena la speranza e l'attesa, e forse una ribelle pace per
una umanità da sempre in bilico fra grettezza e generosità sul
filo delle depressioni e delle ansie.
Vera Meneguzzo Giornalista e Critico d'Arte (Verona)
Materia oscura
acrilico su tela cm80x80
Carlo Vignoli
Nato a Castelmassa (RO) il 2 agosto 1937, dopo gli studi classici
si è dedicato alla grafica pubblicitaria e decorativa, proseguendo
nel contempo nella ricerca pittorica pura. Ha partecipato a
mostre e concorsi nazionali ed internazionali di pittura, ottenendo
alcuni importanti riconoscimenti: tre medaglie d'oro, otto medaglie
d'argento e una decina di segnalazioni.
Negli ultimi anni ha tenuto Mostre Personali all'Accademia "Cavalcaselle"
di Legnago, alla "Sala Civica B. Gidoni" di Badia Polesine,
alla "Sala Celio" di Rovigo, alla Galleria d'Arte Moderna "Il
Girasole" di Legnago, alla "Galleria Civica" di Teolo, presso
il "Centro Culturale di Palazzo Strozzi" in Bergantino, alla
Galleria-Libreria "Il Secondo Rinascimento" di Bologna e seconda
Mostra presso il "Centro Culturale di Palazzo Strozzi" in Bergantino,
"Palazzo Foglia" Ostiglia.
Nel corso del 1992 alcune sue opere sono state presentate al
"Tokio International Art Show", all'Art Expo di New York, a
Dallas e ad Atlanta.
Opere di Vignoli si trovano in collezioni pubbliche e private
in Italia, U.S.A., Germania, Svizzera, Danimarca, Olanda, Svezia
e Norvegia.
Hanno scritto di lui: C. Biondi, R. Culati, V Dehò, M. Donini,
E. Fantin, M. Ferrari, C. Ferri, D. Formaggio, A. Furlani, S.
Garbato, G. Giordani, B. Losi, A. Masiero, V Meneguzzo, C. Moro,
F. Nalin, P. Perobelli, G. Pizzocoli, C. Pretini, F. Rizzi,
F Ruinetti, P. Segantini, D. Tosetto, S. Valeri.
Interviste televisive a cura di: E Mannarino e L. Salgaro.
E' apparso nelle seguenti pubblicazioni: Il Gazzettino, Il Resto
del Carlino, Il Basso Adige, La Risposta, Più, NordSud, La Notizia,
La Settimana, Verona Fedele, Praxis Artistica, Verona Sette,
Games Industry, Itinerario d'Arte Contemporanea (Ed. Taigitu
- 1975), Immaginifico, Master Magazine, Il Ventaglio, La Tribuna
- Bologna.
Referenze: Galleria d'Arte Moderna "Il Girasole" di Legnago
(VR) e Galleria-Libreria "Il Secondo Rinascimento" di Bologna.
Vive e lavora a Bergantino (RO) in Via Mazzini, 206 Tel. 0425
87032
La clessidra della vita
acrilico su tela cm70x50
Nei giorni dal 21 aprile al 2 maggio 2001, presso
la Sala del Teatro Sociale di Badia Polesine è allestita una
mostra personale di Carlo Vignoli.
Gli orari sono i seguenti:
giorni feriali dalle 16,30 alle 21.00
giorni festivi dalle 10,30 alle 12,30 - e - dalle
16,30 alle 21,00
La Mostra è patrocinata da :
Comune di Badia Polesine
Assessorato alla Cultura
Pro Loco di Badia Polesine
|