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COSTUME / LA NUOVA CONQUISTA DEL COSMO

Avanti, c'è spazio!
Abiti antigravitazionali, lampade-alien, ceramiche ispirate ai crateri della luna. E poi cognac celesti, acque venusiane e, in arrivo, tanti fantathriller-movie. Per incontri molto ravvicinati...


Immagine tratta dal film Impostor

Viaggiare tra stelle e pianeti? Totali assurdità. Correva l'anno 1960. Parola dell'astronomo inglese Richard van der Riet Wooley, poco fiducioso delle imprevedibili risorse dell'essere umano. E dei suoi desideri. Primo fra tutti: l'esplorazione di quel cielo blu da cui, come diceva Confucio, filtra la luce dell'infinito. Immensa fonte d'ispirazione, lo spazio torna protagonista nel cinema, moda, musica, design e arte.

E mentre le case editrici sfornano libri su sogni cosmici e navi spaziali, ecco che Artemide inventa un'ipertecnologica luce celeste emanata da inquietanti corpi ultraterreni. Ma se il design progetta prototipi per il futuro, c'è chi considera lo spazio habitat quotidiano. Bruno Banani (www.brunobanani.com) ha testato la sua linea di lingerie Fantastic 2002-2003 sulla stazione russa Mir. All'esperimento si è prestato l'astronauta Nikolai Budarin, con tanto di boxer e canotta in tessuto space proof resistente alla microgravità. Stesso test per l'azienda di cognac più famosa di Francia, la Rémy Martin (www.remy.com), che ha messo a punto la bottiglia antigravità che consente di brindare nello spazio senza spiacevoli inconvenienti. Magari ascoltando l'elettro-cosmico We are ali made of stars del geniale Moby, e pregustandosi uno dei tanti film di fantascienza presto sugli schermi. A Hollywood gli autori più saccheggiati sono infatti i visionari Philip Dick e Ray Bradbury.

Se negli Usa è fresco di debutto Minority Report di Steven Spielberg (forse a Venezia), in Italia è in questi giorni nelle sale il fantathriller Impostor di Gary Fleder. Mel Gibson produrrà il nuovo Fahrenheit 451, mentre i diritti di Cronache marziane, altro capolavoro di Bradbury, sono stati opzionati dalla Universal. L'attesa, però, è tutta per Incontro con Rama di Arthur C. Clarke diretto dal diabolico David Fincher. Sarà perché, sempre più spesso, soffriamo di solitudine, o perché, come diceva Jodie Foster nel film Contact: «Se ci siamo solo noi, beh, mi pare proprio un bello spreco di spazio».


Uno dei pezzi di lingerie della collezione Fantastic 2002-2003 firmata dallo stilista tedesco Bruno Banani e realizzata in uno speciale materiale resistente alla microgravità testato sulla stazione spaziale russa Mir.

 

Testo di Luisa Taliento e Bianca Martello per “Gulliver” N° 7 2002
 

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