Abbigliamento. La tintoria.
La tintoria
Proprio per andare sul sicuro avete affidato alla
tintoria il vostro abito preferito, ma ve lo restituiscono irrimediabilmente
sciupato da un trattamento sbagliato? Le macchie non se ne sono
andate dal golf più prezioso? Purtroppo, sono cose che capitano.
Non solo per imperizia, a volte anche per la poca chiarezza
delle etichette di lavaggio. Quando si tratta di capi di vestiario
di uso quotidiano il danno può anche risultare sopportabile,
ma per quelli più importanti e costosi, per giacche di pelle
o di montone cui è cambiato il colore, vestiti di seta, abiti
di cachemire rovinati, va a finire che si litiga con l’esercente
del negozio, non sempre disposto a riconoscere la propria responsabilità.
Eppure c’è un modo per cercare di ottenere il risarcimento del
danno in modo “amichevole”.
Non
facciamone un dramma
Informatevi se nella vostra città ci si può avvalere
della procedura di conciliazione concordata tra associazioni
artigianali dei pulitintori e associazioni dei consumatori (accordi
di questo genere sono stati sottoscritti, ad esempio, dalla
Federconsumatori, via S. Veniero 8, 00192 Roma, tel. 06/39736084,
e dal Comitato consumatori Altroconsumo, via Valassina 22, 20159
Milano, tel. 02/668901).
Si tratta di codici di autoregolamentazione che definiscono
le condizioni generali del servizio di tintoria e i diritti
dei consumatori rispetto a: termini di consegna, smarrimento
dei capi, risarcimento dei danni. In base a questi accordi gli
utenti possono sottoporre la controversia con la tintoria a
una commissione mista di rappresentanti dei consumatori e delle
organizzazioni di pulitintori, così da risolvere la questione
in tempi brevi e senza spese giudiziarie, che supererebbero
di gran lunga il valore del contenzioso.
Decalogo
per non sbagliare
In caso di danni, smarrimenti, lavaggi che aggiungono
macchie anziché toglierle e altri incidenti sgradevoli del genere
non è sempre facile farsi risarcire. Cosa si deve fare? “Prima
di tutto ricorrete al lavaggio a secco solo nei casi assolutamente
necessari”, raccomanda Dino Galiazzo, autore di un’enciclopedia
“Guida del consumatore” (Piemme editore).
E quando vi rivolgete alla tintoria, ecco alcune raccomandazioni
da seguire:
1) Prima di affidare i vostri vestiti, controllate che oltre
all’etichetta relativa alla natura della fibra (lana, seta,
cotone, fibre sintetiche o miste) ci sia anche quella con le
indicazioni sul lavaggio e la stiratura. In questo modo il tintore
sa come procedere.
Il tintore che non segue le istruzioni di lavaggio indicate
in etichetta deve rispondere dei danni, a meno che non sia stato
il cliente a pretendere il trattamento sbagliato.
2) Quando consegnate un indumento badate sempre anche al materiale
con cui è fatta la fodera. Capita spesso che capi di tessuto
naturale abbiano una fodera sintetica. Attenzione alla combinazione
dei materiali: materiali diversi richiedono spesso cure diverse.
Ciò vale anche per le applicazioni in cuoio o in altri materiali
non lavabili.
3) Se il vestito è stato rovinato seguendo istruzioni errate
o fuorvianti riportate dall’etichetta, potete provare a chiedere
il rimborso del danno (o la sostituzione) a chi vi ha venduto
il capo.
4) E se manca l’etichetta con le istruzioni di lavaggio? In
tal caso, è il tintore che, conoscendo il proprio mestiere,
deve scegliere il trattamento idoneo. Se ha dei dubbi deve dichiarare
subito la possibilità di rischi e allora sta a voi dare o meno
l’assenso al lavoro.
5) Al momento della consegna dei capi da lavare segnalate le
macchie, comunicate se si tratta di un vestito costoso, non
pagate mai in anticipo e piuttosto cambiate negozio. Esigete
una ricevuta dettagliata dei capi consegnati con la descrizione
di ciascuno.
6) Fate sempre trattare insieme le parti dei completi (tailleur,
vestiti da uomo). Così non ci saranno differenze di colore fra
un pezzo e l’altro.
7) Quando andate a ritirare i vestiti controllateli subito nei
particolari (bottoni, occhielli, cinture, chiusure lampo) e
se non siete soddisfatti del risultato non ritirateli. In caso
di restringimento eccessivo, riportatelo immediatamente in tintoria.
Non perdete tempo: un reclamo presentato a distanza di mesi
avrà poche possibilità di essere preso in considerazione.
8) In caso di danno cercate un accordo bonario con la lavanderia.
Se non trovate una soluzione rivolgetevi alla commissione paritetica
per la conciliazione.
9) Ricordate che per consuetudine avete 30 giorni per ritirare
i vostri vestiti. Non lasciate scadere questo termine, perché
la tintoria potrebbe applicare una penale, che aumenta per ogni
mese o frazione di mese di ritardo.
10) Chiedete sempre lo scontrino fiscale.
I
simboli di manutenzione
Come abbiamo visto, è importante saperli riconoscere,
in lavanderia ma anche per il bucato casalingo. Indicano le
modalità di lavaggio in acqua o a secco, le temperature di lavaggio,
il candeggio, la stiratura e l’asciugatura. Tutti i simboli
di manutenzione sono di proprietà di un ente internazionale,
il Ginetex, e possono essere utilizzati solo dietro sua autorizzazione.
Per l’Italia, è rappresentato dal Ciem, via Moscova 33, 20121
Milano.
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ETICHETTE PER LA MANUTENZIONE
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vaschetta:
per il lavaggio a umido |
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triangolo:
per il candeggio al cloro |
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ferro dastiro:
per la stiratura |
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cerchio:
per il lavaggio a secco |
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CANDEGGIO
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posssibilità di trattare con prodotti a base di cloro |
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il prodotto tessile non sopporta il trattamento con cloro |
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LAVAGGIO AD UMIDO
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lavaggio a macchina:
• temperatura masssima di lavaggio 60°
• azione meccanica normale
• risciacquo normale
• centrifugazione normale |
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lavaggio a macchina:
• temperatura masssima di lavaggio 60°
• azione meccanica ridotta
• risciacquo a temperatura gradualmente ridotta (per immissione
graduale di acqua fredda)
•centrifugazione ridotta |
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lavaggio a mano:
• non lavare a macchina
• temperatura max di lavaggio: 40°
• tempo di lavaggio breve
• comprimere e, se necessario, strofinare molto delicatamente
• riasciacquare molto delicatamente
• non torcere
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il prodotto tessile non sopporta il lavaggio in acqua |
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STIRATURA
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il prodotto tessile non sopporta la stiratura |
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stiratura:
temperatura massima della suola del ferro*: 110°C, interporre
panno umido
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stiratura:
temperatura massima della suola del ferro: 150°C, interporre
panno umido
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stiratura:
temperatura massima della suola del ferro: 220°C, umidificare
il tessuto
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| * La pubblicazione n.311 della
Commissione Elettrotecnica Internazionale (IEC) fissa i
metodi di controllo della temperatura dalla suola del ferro
da stiro |
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ASCIUGATURA
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asciugatura a temperatura moderata |
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non può essre asciugato a macchina |
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asciugatura su superficie piana |
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LAVAGGIO A SECCO
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lavabile a secco con tutti i solventi normalmente
utilizzati nel lavaggio a secco |
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lavabile a secco con percloroetilene, monofluoro-triclorometano,
idrocarburi, con i normali procedimenti (il tricloroetilene
o trielina non deve essere impiegato) |
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lavabile a secco con i solventi indicati
al punto precedente, ma con una severa limitazione di aggiunta
d’acqua e alcune restrizioni per quanto riguarda l’azione
meccanica o la temperatura di asciugatura, o entrambe le
cose |
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lavabile a secco con idrocarburi e trifluoro-tricloroetano,
con i normali procedimenti |
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lavabile a secco con solventi indicati al
punto precedente, ma con una severa limitazione di aggiunta
d’acqua e alcune restrizioni per quanto riguarda l’azione
meccanica o la temperatura di asciugatura, o entrambe le
cose |
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lavabile a secco con solventi indicati al
punto precedente, ma con una severa limitazione di aggiunta
d’acqua e alcune restrizioni per quanto riguarda l’azione
meccanica o la temperatura di asciugatura, o entrambe le
cose |
Odor di tintoria
Gli abiti lavati a secco subiscono
un vero e proprio bagno in una sostanza chiamata percloroetilene,
che sa di benzina dolciastra. Ecco spiegato il tipico “odore
di tintoria”. Per evitare di respirare questa sostanza chimica
in camera da letto, è sempre bene lasciar prendere aria ai vestiti
prima di riporli nell’armadio.
Il testo contenuto
in questa pagina è tratto da
"Consumare senza essere consumati"
prodotto da
"Il Salvagente"
Cooperativa editoriale Il Salvagente a r.l.
via Pinerolo 43, 00182 Roma.
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