Abbigliamento. Le macchie sui tessuti.
Le macchie
Il nemico giurato di ogni capo di vestiario? Le
macchie. Sempre in agguato, sono pronte a colpire il vestito
migliore quando meno te l’aspetti.
La miglior difesa? Un immediato contrattacco. La maggior parte
delle macchie scompare se le si lava subito, semplicemente con
acqua e sapone. A volte, però, la macchia è più tenace, soprattutto
quando non è più fresca. In altri casi il lavaggio con acqua
non è possibile. Allora molti ricorrono a smacchiatori più forti,
che però possono causare qualche problema.
Anzitutto, uno smacchiatore energico può rovinare la stoffa
e per questo è utile provarlo prima su una parte poco visibile
del capo da smacchiare per accertare che non stinga.
Inoltre, tra i componenti più diffusi degli smacchiatori commerciali
figurano un gran numero di solventi come il tricloroetano, il
triclorometano (il cosiddetto cloroformio), lo xilolo e il toluolo.
Sono prodotti sospettati di essere cancerogeni e che, se inalati
o assorbiti per contatto cutaneo, possono risultare molto tossici
e determinare gravi lesioni, anche letali, ai reni e al fegato.
Insomma, le controindicazioni sono tante da far passare la voglia…
Ma se proprio siete decisi a ricorre a questi prodotti, lavorate
all’aperto oppure vicino a una finestra spalancata, poiché anche
i vapori dei prodotti tradizionali possono essere pericolosi.
Senza dimenticare che molti sono infiammabili: quindi non fumate,
e non usateli vicino al fuoco!
Fate attenzione che le bottiglie degli smacchiatori siano chiaramente
contrassegnate, per non correre il rischio di scambiarle.
Per sicurezza, tenete lontano dalla portata dei bambini anche
glicerina, ammoniaca, alcol, acqua ossigenata, alcol a 90 gradi
e olio di trementina (quest’ultimo è un distillato di resina
di pino, ma ci sono imitazioni a base di essenza minerale, di
tetralina o di decalina, tutti solventi tossici).
Anche i “metodi della nonna” non sempre sono esenti da pericoli
(questo non vuol dire, però, che alcuni smacchiatori “fatti
in casa” non possano essere utili).
Antiruggine a rischio
Anche i comuni smacchiatori antiruggine per tessuti
possono essere pericolosi, in particolare quelli che contengono
acido fluoridrico facilissimi da trovare in commercio anche
senza alcuna indicazione di pericolosità, (chi segue attentamente
Il Salvagente conosce le nostre iniziative per farli ritirare
dal mercato).
La tossicità deriva dal fatto che percentuali di acido fluoridrico
anche piccole a contatto con la pelle possono dare conseguenze
gravissime.
L’azione di questa sostanza è subdola. Chi maneggia lo smacchiatore
senza le dovute precauzioni all’inizio può non rendersi conto
di essersi intossicato, fino a che, anche dopo qualche ora,
iniziano i dolori. Mentre sulla pelle non si nota alcun segno
(se non un lieve pallore), la necrosi procede in profondità
e i dolori diventano lancinanti.
Allora che fare: rinunciare alla possibilità di togliere le
macchie di ruggine dai tessuti? Non proprio, perché le alternative
esistono. In commercio, infatti, ci sono smacchiatori a base
di acido ossalico che costano un po’ di più (intorno alle 5.000
lire contro le 1.500-2.000 di quelli a base di acido fluoridrico)
ma sono sicuramente meno tossici.
Abc dell'anti-macchia
Ecco, macchia per macchia, alcuni rimedi efficaci
con un minimo impiego di sostanze chimiche.
Arancia: ammorbidire con un poco di glicerina, risciacquare
con acqua tiepida.
Bacche di sambuco: acqua ossigenata, risciacquare con
acqua.
Birra: sulla seta, mischiare parti uguali di acqua e
alcol, applicare con una spugna. Sulla lana: acqua con un poco
di detersivo per tessuti delicati.
Bruciato (macchie di): trattare immediatamente con acqua
e aceto o con succo di limone, sciacquare accuratamente. Oppure,
inumidire la macchia con acqua e strofinarla con del sale.
Burro: fate bollire in acqua e sapone, oppure con detersivo.
Naturalmente se il capo non è delicato.
Cacao: fare penetrare nella macchia la glicerina tiepida e poi
sciacquare bene.
Caffè: glicerina tiepida, sciacquare con acqua calda,
passare il ferro da stiro sul rovescio ancora umido. Oppure:
sfregare la macchia con sapone di Marsiglia leggermente umido,
fare ammorbidire in acqua calda, risciacquare bene.
Catrame: trattare con acqua e sapone, sfregare i residui
con alcol puro.
Cera: pulire raschiando, mettere la parte macchiata tra
due fogli di carta assorbente e passarvi il ferro da stiro.
Cera per pavimenti: collocare il capo macchiato tra due
fogli assorbenti, passarvi sopra il ferro caldo.
Ciliegie: lavare con acqua e sapone, tamponare le macchie
rimaste con un poco di latte, lasciare agire, dopo una o due
ore risciacquare.
Colla: macchie vecchie, ammorbidire in acqua e sapone,
lavare, risciacquare bene.
Collante: ammorbidire con acqua calda, passare con aceto
caldo, risciacquare.
Colori a olio: olio di trementina puro quindi lavare
e risciacquare. Macchie vecchie: quattro parti di alcol, tre
parti di sapone in pasta, una parte di ammoniaca.
Erba: per il cotone e il bianco, mettere a mollo in acqua
molto calda, quindi risciacquare.
Tessuti delicati: alcol oppure ammoniaca.
Macchie vecchie: sfregare con succo di limone, risciacquare
con acqua tiepida.
Frutta: trattare con una miscela calda di ammoniaca diluita,
lasciare a mollo per una notte nel siero di latte con un paio
di gocce di succo di limone, quindi risciacquare. Seta: sciogliere
la macchia con alcol puro, sfregare con alcol fresco.
Gomma da masticare: mettere l’indumento in un sacchetto,
lasciare un’ora nel congelatore, a questo punto le macchie si
possono rimuovere facilmente.
Grasso: cospargere le macchie con farina di patate, lasciare
agire, spazzolare. Su tessuti di lana pesanti: spirito di trementina
oppure corteccia di quiliaia (saponaria).
Grasso per auto: strofinare la macchia con burro o tuorlo
d’uovo, lasciare agire per una o due ore, pulire raschiando
e lavare via i resti. Risciacquare.
Inchiostro: mettere a bagno la parte macchiata in acqua
e limone; dopo un certo tempo, fare bollire con detersivo. Macchie
recenti: cospargere subito con sale. Macchie vecchie: ammorbidire
nel latte, lavare in acqua saponata oppure tamponare con glicerina
e risciacquare. Oppure: prima del lavaggio mettere a bagno il
capo in acqua e aceto. Per la lana: fare cadere del latte a
goccia a goccia, tamponare il liquido con dell’ovatta.
Inchiostro per timbri: succo di limone puro, eventualmente
con aggiunta di sale, risciacquare.
Lamponi: tamponare con succo di limone, risciacquare
con acqua. Macchie vecchie: usare prima acqua ossigenata, quindi
ammoniaca, risciacquare con acqua.
Latte: le macchie vecchie vanno strofinate con olio di
trementina poi risciacquate con acqua. Le macchie fresche si
rimuovono con acqua saponata tiepida. Seta: acqua e glicerina
in parti uguali, aggiungere un poco di ammoniaca.
Muffa (macchie di): lino, mescolare bene un cucchiaio
di sale da cucina, un cucchiaio di ammoniaca con sufficiente
acqua, spargere la soluzione sulla macchia, appendere l’indumento
all’aria per alcune ore, infine lavare. Oppure: inumidire la
macchia, cospargerla con una miscela di sapone e polvere di
gesso, lasciare agire, risciacquare.
Matita copiativa e penna a sfera: i tessuti bianchi vanno
trattati con succo di limone riscaldato, risciacquare. Oppure
con una miscela di aceto e alcol in parti uguali, risciacquare.
Mirtilli: inumidire con succo di limone, lasciare agire,
risciacquare con acqua. Oppure: tamponare con latte caldo, trattare
quindi con una soluzione di ammoniaca diluita e un poco di sale,
risciacquare bene.
Moquette: il sangue si toglie con acqua e sapone. Grasso,
rossetto o matita colorata: con acqua calda, aggiungere eventualmente
un poco di alcol in rapporto 1 a 2. Gomma da masticare: far
raffreddare con ghiaccio secco (si trova in gelateria) quindi
staccare.
Inchiostro: con succo di limone, risciacquare.
Paraffina: come per la cera, mettere tra due fogli assorbenti
e passare con il ferro da stiro.
Pesca: provare con della glicerina, lasciare agire per
qualche tempo poi lavare in acqua e sapone e risciacquare. Molto
ostinate.
Pomodori: con acqua saponata calda. Le macchie vecchie
vanno ammorbidite in acqua e detersivo, aggiungere un poco di
acqua ossigenata.
Profumo: su tessuti resistenti tamponare le macchie con
alcol e sapone, mettere a mollo e lavare. Su tessuti delicati:
strofinare con glicerina, risciacquare.
Resina: ammorbidire la macchia con olio di trementina
puro, inumidire con spirito di vino rettificato e sciacquare
con acqua calda.
Ribes: versare delle gocce di succo di limone sulla macchia,
sciacquare con acqua tiepida.
Rossetto: sfregare con glicerina, quando è sciolto lavare
via.
Ruggine: succo di limone. Macchie vecchie su tessuti
di lino: miscela calda di zucchero.
Sangue: macchie vecchie: trattare con acqua e sale, quindi
lavare con acqua saponata tiepida. Sul velluto: utilizzare l’alcol
a 90 gradi. Sulla seta: alcol puro oppure acqua ossigenata.
Prudenza! Per fare scomparire le macchie di sangue recenti,
seguite questo trucco: inumidire il diritto macchiato, metterlo
su una superficie rigida, sfregare con leggerezza con l’anello
di una chiave.
Smalto: olio di trementina puro.
Spinaci: strofinare con una patata cruda, lavare con acqua saponata
calda, risciacquare.
Spumante: tessuti di seta, tamponare con una spugna umida,
oppure con acqua.
Succo di frutta: sciacquare con acqua tiepida, sfregare
con sale, risciacquare, infine mettere a schiarire al sole.
Sudore: aceto puro oppure ammoniaca diluita.
Tè: acqua calda oppure spalmare di glicerina, risciacquare
a caldo. Su tessuti di lana: mischiare tuorlo d’uovo e glicerina
in parti uguali, passare sulla macchia, lasciare agire, risciacquare
a caldo.
Vino rosso: cospargere di sale quindi lavare con acqua
calda. Oppure: cospargere di sale, lavare con sapone e succo
di limone concentrato. Oppure (come per caffè e cacao) mettere
il tessuto con la macchia sopra una scodella e versare direttamente
sulla macchia un getto sottile di acqua bollente da una distanza
di circa mezzo metro. Le macchie di vino si possono togliere
anche con latte bollente.
L'Abc dell'arte del bucato
Ecco invece i consigli dell’inesauribile Wingert
per affrontare lavaggi difficili o particolari. Sempre nell’intento
di non ricorrere alle “armi chimiche” di alcuni prodotti in
commercio.
Abiti da uomo: spazzolare asciutti, strofinare con una
spugna inumidita, pulire bavero e polsini con ammoniaca. Per
abiti scuri utilizzare alcol, pulire delicatamente.
Angora: lavare con acqua tiepida addizionata di detersivo
per tessuti delicati, risciacquare alla stessa temperatura,
non strizzare né sfregare. Avvolgere in una salvietta di spugna
e lasciare asciugare. L’angora diventa più morbida aggiungendo
un poco di glicerina nell’ultima acqua di risciacquo. Quando
è asciutta, spazzolare con una spazzola morbida, una volta in
senso normale e una volta contropelo.
Biancheria bruciacchiata: strofinare le macchie marroni
con il succo di una cipolla fresca tagliata a metà.
Cachemire e seta di colore nero: mettere secondo un’antica
formula una tazza di ammoniaca in un secchio di acqua tiepida,
immergervi il capo e lasciarlo a mollo per mezz’ora. Quindi
risciacquare due volte e senza strizzare appendere sgocciolante,
stirare a vapore ancora umido. Invece dell’ammoniaca si può
usare corteccia di saponaria o panama, in questo caso bisogna
lasciare a mollo il capo per 24 ore. Pare facciano meraviglie
anche gli infusi di tabacco arrotolato e tè verde.
Calze da donna: i colori si rinnovano mettendo nell’ultima
acqua di risciacquo un poco di aceto oppure coprendo il tessuto
con un panno imbevuto di acqua e aceto e stirando il tutto.
Calze elastiche: vanno lavate in acqua saponata tiepida.
Risciacquare bene, asciugare in un panno ruvido, non mettere
mai sul calorifero.
Capi colorati: per accertarsi che non stingano, inumidire
una parte poco visibile e strofinarla con uno straccio bianco.
Cravatte di seta: vanno lavate in acqua di cottura di patate
tiepida.
Decolorazione tessuti: mettere a mollo la stoffa in latte
fresco fino a quando il latte è diventato acido e spesso. Risciacquare
con acqua.
Fazzoletti: diventano magnificamente bianchi se prima
del lavaggio li si lascia a bagno per 24 ore in una soluzione
di acqua e sale.
Feltro (cappelli): per eliminare le macchie d’umidità, strofinarle
con carta vetrata finissima.
Flanella: va lavata in acqua fredda o leggermente tiepida,
con eventuale aggiunta di un poco di ammoniaca. Ritorna morbida
aggiungendo all’acqua di risciacquo un poco di glicerina.
Jersey: si lava con acqua tiepida addizionata di detersivo
per tessuti delicati. Strizzare delicatamente il capo, stenderlo
su di un panno e lasciarlo asciugare. Se necessario stirare
sul rovescio con un panno umido.
Lana: non diventa ruvida e infeltrita se si fa attenzione
che l’acqua di risciacquo abbia la stessa temperatura di quella
di lavaggio. Dovrebbe essere lavata unicamente con un detersivo
specifico.
Merletto: mettere a bagno in latte freddo e senza risciacquare
disporre teso su di un panno pulito usando degli spilli. Un
altro metodo: avvolgere i capi attorno a una bottiglia pulita,
assicurarli con un nastro e lavarli in acqua saponata tiepida,
fino a quando lo sporco si è sciolto. Al termine sciacquare.
Infine passare il merletto con amido di riso fine o con acqua
di riso, toglierlo dalla bottiglia e lasciarlo asciugare.
Merletti e veli neri: si lavano in una miscela di birra
e acqua (metà e metà) o in acqua di menta con uno spruzzo di
alcol.
Mutandine di gomma: si lavano in acqua e detersivo per
tessuti delicati.
Pantaloni di pelle: ritornano morbidi se li si immerge in quattro
litri d’acqua nella quale sono stati versati due cucchiai di
olio d’oliva. Premerli bene.
Pelle lavabile: si lava con sapone duro o detersivo per
tessuti delicati, si mette un poco di aceto nell’acqua dell’ultimo
risciacquo e la si appende all’aria.
Ricami: diventano colorati e in rilievo se li si passa
con un panno imbevuto di acqua e aceto e li si stira dal rovescio.
La parte di tessuto non ricamata va stirata anche sul diritto.
Seta: si lava mettendo a bagno delicatamente il capo
in una soluzione di detersivo per tessuti delicati. L’acqua
deve essere tiepida, si deve risciacquare con acqua pulita.
Si ottiene uno splendore setoso aggiungendo trementina nell’ultima
acqua di risciacquo (un cucchiaio da tè per un litro d’acqua).
I tessuti di seta chiari si possono lavare anche in acqua e
crusca setacciata alla quale è stato aggiunto allume in polvere
e, se possibile, sapone veneziano. Si risciacqua in acquavite
con un poco di zucchero e si fa asciugare tra due panni.
Seta artificiale: va lavata in acqua fredda quindi risciacquata
due volte mettendo un poco di aceto nella prima acqua di risciacquo.
Va poi avvolta in un panno ruvido e lasciata asciugare. Non
va stirata, eventualmente si può passarla sul rovescio con il
vapore.
Sudore: l’odore scompare se si mette il capo bagnato
di sudore tra due panni imbevuti con una soluzione di acqua
e un poco di ammoniaca e lo si passa delicatamente con il ferro
a vapore.
Taffettà: ridiventa rigido se lo si passa in una soluzione
di acqua zuccherata tiepida.
Tendine di pizzo (nuove): si mettono prima del lavaggio
in acqua e sale affinché l’inamidatura si sciolga. Infine immergere
in acqua borica e risciacquare con acqua.
Tessuti di broccato: diventano nuovamente splendenti
se li si strofina con una pelle di daino.
Tessuti di lana lisi: ritornano come nuovi se li si spazzola
con ammoniaca (un cucchiaino da tè di ammoniaca in una scodella
d’acqua).
Tessuti di lana macchiati e lisi: vanno messi a bagno
per una notte in una soluzione di acqua e sale: mezzo chilo
di sale in dieci litri d’acqua. Poi si lava in acqua e detersivo
speciale, si lascia asciugare in un panno ruvido, meglio se
disteso.
Tessuti imbottiti: si lavano a tiepido in una soluzione
di detersivo per tessuti delicati, si premono bene e si risciacqua.
L’ovatta ritorna soffice se si lascia a bagno il capo da 10
a 15 minuti in acqua e sale.
Trapunte (fare attenzione alle istruzioni per il lavaggio!):
vanno lavate in una soluzione di acqua fredda e detersivo. Poi
strizzate, sciacquate in acqua fredda e lasciate asciugare all’aria.
Velluto: va pulito con una spugna o un panno bagnati.
Se è molto sporco versare un poco di petrolio e strofinare contro
pelo. Le parti schiacciate vanno inumidite con dell’alcol e
poi tenute su vapore dal lato rovescio. Attenzione! Non avvicinate
al fuoco. Quando è asciutto spazzolare.
Velluto, cretonne e mussola: si lavano in acqua di patate tiepida
o con saponaria. Nel caso in cui si usi saponaria occorre rinforzare
il tessuto con uno spesso strato di gelatina sciolta.
Canfora
o naftalina?
Volete proteggere i capi di lana dalle tarme e siete
indecisi tra canfora o naftalina? Anche se ormai anche la canfora
si produce artificialmente, e non solo dalla distillazione del
legno che porta lo stesso nome, è pur sempre preferibile alla
naftalina, i cui vapori possono provocare irritazioni agli occhi,
alla gola e persino dermatiti nelle persone con la pelle sensibile.
Anche la canfora, comunque, diventa tossica se ingerita: attenzione,
quindi, se avete bambini che “razzolano” per la casa.
Per salvare gli abiti dalle tarme è comunque fondamentale lavarli
prima di conservarli in armadio per un lungo periodo, anche
se li avete usati una volta sola.
Il testo contenuto
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"Consumare senza essere consumati"
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