| Anatomia
degli angeli
Un
lettore in vena di sberleffi - il quale preferisce mantenersi
anonimo - mi ha rivolto una domanda alquanto insolita, almeno
tra lettori equipaggiati di sano realismo. Mi chiede: "Ma
c’è qualcuno che ha mai visto gli angeli, o magari
il diavolo, la cui esistenza viene di tanto in tanto ribadita
dalle autorità della Chiesa?". Non avrei nemmeno
preso in considerazione la questione, da relegare ovviamente
tra gli eventi impossibili, tipo visioni celesti o contatti
con gli spiriti di vario genere, se proprio qualche giorno
fa non mi fosse capitato per le mani uno spassoso libretto
intitolato Anatomia comparata degli angeli, che suggerisco
di provare a leggere. È scritto da un fisico e filosofo
dell’Ottocento, Gustav Theodor Fechner, celebre per
essere stato pioniere della psicofisica, ossia dello studio
dei meccanismi che rendono possibili le nostre percezioni
sensorie, udito, vista, eccetera (tanto da influenzare lo
stesso Sigmund Freud nella problematiche sui sogni). Notissima
è la legge che porta il suo nome, la quale stabilisce
che "tra l’intensità di uno stimolo fisico
(suono o luce) e il suo minimo incremento percepibile sussiste
un rapporto costante: in termini matematici, che la sensazione
è legata al logaritmo dell’intensità dello
stimolo fisico". L’edizione italiana è stata
curata da Emanuele Vinassa de Regny per l’editrice Lampi
di stampa (pp. 79, Euro 9,00). Vediamo dunque che ha da dire
tanto personaggio sulla natura degli angeli e in particolare
sul loro sesso, argomento dibattuto per millenni.
La lettura del libricino in questione - che Fechner
scrisse nel 1825 quando era soltanto ventiquattrenne e firmò
con lo pseudonimo di Doctor Mises - rivela che egli nascondeva,
dietro le sembianze dell’Herr Professor di fisica che
sarebbe in seguito diventato, anche un aspetto di burlone
matricolato. Con argomenti basati su analogie/differenze e
sul buonsenso, Fechner configura l’esistenza degli angeli,
ne descrive la natura e la forma, ne definisce persino le
funzioni. Il calibro dei ragionamenti, diciamolo subito, è
quello delle prove dell’esistenza di Dio di tommasiana
memoria, ma superiore a quello di tante argomentazioni che,
ancora oggi, sorreggono le tesi pseudoscientifiche della medicina
alternativa, delle tecniche meditative o della misteriologia
imperante sulla carta stampata e in televisione. Roba poco
rigorosa, dunque, ma certo - almeno nel caso di questo saggio
- esilarante e istruttiva.
Chi legge queste righe, vorrà anzitutto
sapere come sono fatti gli angeli di Fechner. Niente di più
semplice: sono bolle trasparenti sferiche, come vuole l’antica
idea che la sfera sia la forma che conviene alla divinità.
E anche come è l’occhio, parte più solare
e nobile dell’uomo. Ambasciatori di Dio presso gli uomini,
questi angeli/palla vivono nei pressi del sole muovendosi
attraverso il cielo, si nutrono di luce e con essa comunicano.
Sarebbero in sostanza dei pianeti, a noi invisibili, la cui
presenza tuttavia potrebbe essere collegata all’osservazione
delle macchie solari (argomento, al tempo di Fechner, ancora
oggetto di controversia scientifica). Le angeliche sfere sarebbero
ripiene di gas - ossigeno se maschi, idrogeno se femmine -
che copulando esplodono, come da manuali di chimica, divenendo
bolle di vapor acqueo. Ed ecco risolta in quattro e quattr’otto
l’eterna diatriba. L’escalation non finisce qui,
ma preferisco lasciare al lettore il piacere di scoprirne
gli sviluppi.
Nelle righe di chiusura, quasi uno scoppio di
bolla di sapone, vengono buttate a mare le "validissime"
considerazioni avanzate in supporto della tesi angelica. Nelle
parole di Fechner: "Poiché le mie creature, dopo
essere stati angeli, occhi e pianeti, si sono alla fine trasformate
in bolle di vapore che... sono nate nell’acquosa umidità
delle camere interne al mio occhio - stanco per aver fissato
il Sole troppo a lungo - e hanno prodotto l’illusione
di vederle davvero, e poiché queste bolle sono appena
scoppiate, mi accorgo che il filo delle mie ricerche si è
interrotto". Una beffa dunque, una beffa che colpisce
da un lato tanti miti e tante assurde credenze religiose,
dall’altro le sciocche fantasie di certi astronomi e
cosmologi contemporanei dell’autore (e magari anche
nostri). Scrive Vinassa nella presentazione: "La conclusione
è sorprendente, ma l’applicazione del metodo
razionale a un tema fantasioso può portare soltanto
a risultati sorprendenti".
Spero di essere riuscito a stuzzicare la curiosità
del lettore, il quale non potrà non subire il fascino
di un testo dove l’immaginazione e l’ingegnosa
analisi dei dettagli sono profuse ad ogni riga. Non troverà
invece risposta chi, come il lettore che mi ha scritto, volesse
sapere davvero come sono fatti gli angeli, né se davvero
sono in grado di accoppiarsi, come deve essersi divertito
un mondo a immaginare il nostro autore.
Testo di Andrea Frova
Professore di Fisica Generale, Università di Roma "La
Sapienza"
Tratto da Scienza
e Paranormale n.54
|