Spigolature
BOSTON E’ l’ora della cipolla!
Pare che George Washington curasse il raffreddore mangiando
cipolla cotta prima di coricarsi. Non sappiamo cosa ne pensasse
la sua signora, ma una cosa è certa: se Washington fosse vivo
oggi, potrebbe prendersi tutti i raffreddori che vuole senza dispiacere
alla consorte. E’ stato infatti messo a punto un nuovo tipo di
cipolla che conserva intatti proprietà (sue) ed alito (di chi
se ne abbuffa). Naturalmente si tratta dell’ennesimo parto biotecnologico
e la “neocipolla” è brevettata. Etcì! Buon appetito!
GIAPPONE “…che fetido piedino…”
Uno staff di ricercatori, scienziati e 20 annusatori professionisti
ha smascherato a Yokohama i responsabili della puzza ai piedi:
secondo le prime indiscrezioni, i malfattori apparterrebbero alla
“cosca” degli acidi grassi, e sarebbero l’acido acetico, butirrico,
valerianico, caprilico, caprinico e capronico (nda non è inventato,
esistono davvero). Presto in commercio l’antidoto deodorante,
mentre è già pronto lo spot tivù, sulle note di Puccini: “Che
fetido piedino, se lo lasci deodorar”!
SINGAPORE Geniale questo semaforo!
A Singapore si installeranno presto i semafori più intelligenti
del globo: regolano rosso, verde e giallo in base all’afflusso
del traffico; inoltre, a differenza degli automobilisti, si accorgono
dei pedoni e li salutano non già togliendosi il cappello ma accendendo
il verde per lasciarli attreversare. Prossimamente: il vigile
robot e il semaforo killer per i guidatori indisciplinati.
SPOLETO Paperone in carne ed ossa
Paperon De Paperoni è davvero esistito: apparteneva all’illustre
casata dei Paperoni e nel 1288 fu nominato vescovo di Spoleto.
Si chiamava, per l’esattezza Paperonus De Paperonis. Il
suo ritratto è esposto nel palazzo episcopale di Spoleto.
LONDRA Puzzle di bistecca
Nella carne ci si trova un po’ di tutto: antibiotici, ormoni,
anabolizzanti e –da oggi- anche la colla. La novità viene dall’Inghilterra,
dove qualcuno ha pensato di usare la colla chirurgica che si usa
in ospedale per creare nuove e appetitose bistecche saldando insieme
dei ritagli di carne. Truffa? No, dicono: basta scrivere sull’etichetta
“bistecca incollata”. Bleah.
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