Ritorna alla prima pagina.
   

Il percorso di questa pagina è:


 

Gimp, il programma professionale e gratuito per il fotoritocco

Gratis non vuol dire amatoriale. Arrivato alla versione 1.1.5, Gimp presenta interessanti novità che lo rendono paragonabile ai migliori programmi commerciali.


Gimp, il programma di fotoritocco.


Di Daniele Medri

Grafica e Linux. Chi è abituato a pensare a Linux come ad un sistema operativo a carattere, ostico, refrattario anche al solo concetto di grafica, da un po' di tempo potrebbe trovarsi in grande imbarazzo. Come negare che anche per questo sistema operativo esiste uno strumento per il foto ritocco all'altezza di programmi come Photoshop, ma assolutamente gratis?
Ovviamente, stiamo parlando di Gimp, un programma sviluppato inizialmente come visualizzatore di immagini ma che nel corso del tempo non solo si è evoluto, ma a dato origine a progetti autonomi, come le librerie proprietarie Gtk (Gimp Tool Kit) che sono state il primo passo, la prima tappa verso il desktop manager Gnome e probabilmente il futuro di Linux stesso nell'ambito Desktop.
Con il tempo, Gimp ha subito una sua evoluzione a dir poco strabiliante, che ha portato alla creazione di un programma che non ha nulla da invidiare a soluzioni commerciali di alto livello e dal costo non indifferente. Insomma, siamo di fronte ad una chiara rappresentazione di come la logica che ha portato lo sviluppo di Linux e dell'Open Sources possa generare software qualitativamente superiore a quello che Eric Raymond definisce come modello "Cattedrale" (per informazioni ErLug - erlug.linux.it - Area Documenti).

Quali sono i punti di forza di Gimp? Parecchi, potremmo rispondere; ma forse una breve panoramica su questo programma potrà rendere evidente come lo sviluppo di questo pacchetto stia sempre più coprendo sia le esigenze degli utilizzatori domestici che le necessità di chi fa grafica professionale, strizzando un occhio al web publishing ormai divenuto una realtà.

Finalmente in italiano!

Gran parte del software per Linux viene sviluppato originariamente in lingua inglese, dato che questo è ormai diventato un idioma di scambio nella comunità informatica e oltre. Ovviamente, la maggior parte del mondo non nasce anglosassone e l'Italia non fa eccezione; molti utilizzatori, quindi si trovano in un certo imbarazzo quando, non conoscendo l'inglese, si trovano a che fare con menu e questionari indecifrabili.

Una buona programmazione, però, aiuta a risolvere molti problemi e anche la lingua non risulta un ostacolo insormontabile, grazie ad una soluzione standard di sviluppo, creata in questo ultimo anno, denominata i18n, che consente di nazionalizzare un programma senza perdere troppo tempo. Il risultato più evidente, nel nostro caso, è che Gimp parla in buona parte la nostra lingua, grazie all'impegno del gruppo Gimp Italia (gimp.linux.it) che segue e cura regolarmente l'italianizzazione del programma, promovendo al contempo varie attività volte alla sua diffusione.
Una barra degli strumenti sempre più ricca e corposa
I nuovi strumenti presenti nell'ultima versione di Gimp sono molti e, c'era da aspettarselo, tutti interessanti. Dalle opzioni relative a particolari configurazioni e calibrazioni, fino al potenziamento degli strumenti di selezione, con la comparsa di soluzioni per l'esportazione in tracciati o maschere, c'è davvero di che giocare. Fra i vari miglioramenti da notare soprattutto le nuove opzioni dello strumento di trasformazione delle immagini che ora includono le operazioni di torsione, rotazione e inclinazione, tutto gestibile tramite una comoda interdaccia. Tra le novità c'è anche lo strumento misurino, grazie al quale l'utente può ricavare rapidamente le informazioni sulla distanza tra due punti e l'angolo di inclinazione relativo, mentre lo strumento testo, che nella vecchia versione del programma era poco curato, ora può essere gestito sia dal programma che tramite un plugin apposito, GdynText, che mette a disposizione una serie di controlli aggiuntivi quali la possibilità di gestire di intervenire sul colore, la dimensione e lo stile del carattere.
A parte queste differenze più evidenti, qua e la si possono ritrovare piccoli affinamenti, strumenti rimasti in apparenza identici ma che ora hanno acquisito nuove ed interessanti funzionalità e parliamo della Matita, del Pennello, dell'Aerografo e dello Stilo, che vedremo più approfonditamente nel prossimo paragrafo.
Oltre ai tool interni, Gimp consente di utilizzare una periferica di tipo professionale come la tavoletta grafica, utile per simulare le caratteristiche di disegno a mano libera. Per ora, purtroppo, il supporto è limitato alle sole tavolette Wacom, probabilmente fra le più diffuse sul mercato, ma la lista si arricchirà velocemente, dato che chi fa grafica professionale difficilmente può rinunciare ad una periferica di tale utilità.

Una delle caratteristiche sicuramente più interessanti di Gimp è la sua grande flessibilità: da una parte offre un controllo molto sofisticato sulle preferenze personali nella gestione delle risorse che, attraverso una maschera, consente di alterare le impostazioni relative al monitor, alle immagini (metodo di colore, definizione dpi, dimensioni) e definire le directory dove sono posizionati pattern immagine, pennelli e gradienti.

D'altro canto, la flessibilità si manifesta in una totale modularità del programma: è possibile aggiungere qualsiasi plugin, per accrescere le funzionalità del programma base, senza alcun limite. I plugin si possono distinguere in due gruppi distinti, a seconda del formato che li caratterizza: esistono dei plugin binari, veri e propri programmi strutturati secondo particolari specifiche che ne consentono l'interfacciamento con Gimp, mentre ci sono anche i cosiddetti script, ovvero plugin testuali, scritti in vari linguaggi di programmazione. All'inizio questi script erano sviluppati in Scheme, un linguaggio di programmazione derivato dal Lisp, e venivano gestiti dall'interprete Siod che leggeva le istruzioni. Forse pensate di non averne mai visti? Pensata agli Scrip-Fu...Ora le cose sono ancora più semplici, dato che oltre allo Scheme è possibile utilizzare altri linguaggi di programmazione maggiormente espressivi come Tcl, Python e il Perl, che tanta fortuna riscuote in ambito Unix.
Altre migliorie sono state apportate a diverse sezioni del programma. La finestra relativa all'immagine sulla quale si lavora, ad esempio, è sempre stata il punto focale delle attività, anche nella versione iniziale di Gimp. Ora la sua importanza è sicuramente accresciuta, grazie all'introduzione di una nuova barra di stato in grado di riassumere tutte le informazioni relative ad un'immagine e lo stato di esecuzione delle operazioni.
Anche accedere al menu immagine ora è più semplice, grazie alla presenza di un menu apposito, mentre la presenza dello strumento Navigatore semplifica notevolmente le operazioni di fotoritocco, consentendo un'agile visualizzazione di immagini anche molto grandi. Occhio però a come si lavora: se prima era ammesso qualche sbaglio nelle misurazione, ora, grazie all'introduzione delle linee guida non saranno più possibili errori, dato che in associazione con i righelli sarà possibile muoversi con grande previsione sulle immagini.
Se proprio non potete fare a meno di compiere qualche errore, nessun problema. Grazie allo Storico delle Operazioni, ovvero un elenco delle operazioni compiute dall'apertura dell'immagine stessa, è possibile annullare qualsiasi intervento sia stato apportato, ritornando agevolmente sui propri passi. Neanche a dirlo, questo è uno degli aiuti più importanti, soprattutto per gli utenti alle prime armi che avranno a disposizione un undo infinito migliore di quello presente in molti programmi commerciali, dato che la possibilità di scegliere quale modifica eliminare è di gran lunga migliore di un semplice undo sequenziale.
Infine, e questo interesserà soprattutto gli utenti più esperti, è stata migliorata la maschera di gestione dei livelli dell'immagine (i layer). Utilizzati per applicazioni professionali, i layer consentono di dividere in vari strati l'immagine sulla quale ci si trova a lavorare, il che rende più semplice operarvi dei cambiamenti e, all'occorrenza tornare sui propri passi. Dato che non tutti i formati nei quali si può salvare un'immagine mantengono le informazioni sulla "profondità" dei livelli, vi consigliamo di utilizzare xcf, il formato nativo di Gimp, che vi consentirà di non perdere alcunché

Considerazioni

In definitiva, Gimp è un ottimo prodotto che in breve ha sviluppato una tale ricchezza di opzioni che descriverle tutte in un articolo risulta quasi impossibile. Come abbiamo visto nella nostra breve panoramica, le ultime versioni presentano novità davvero interessanti, anche se qualche zona d'ombra ancora rimane. Ad esempio, risulta impossibile lavorare in quadricromia, opzione indispensabile in ambito professionale, mentre l'assenza di uno strumento interno per creare macro script impedisce la creazione di strumenti personalizzati per automatizzare in maniera semplice e rapida efficace le operazioni di routine più noiose.
Questo sicuramente è il prezzo da pagare quando ci si avvicina ad uno strumento giovane, che non ha ancora raggiunto una sua maturità. Ciò non toglie, comunque, che lavorando con Gimp, affidandosi anche all'ottimo help in linea, si possono ottenere risultati professionali, senza spendere una sola lira, sicuri che il proprio strumento di lavoro continuerà ad evolversi letteralmente di giorno in giorno.


Articolo tratto nel giugno 2002 dalle pagine di Inter.Linux

Maggiori informazioni ai seguenti indirizzi:

www.gimp.org il sito ufficiale di Gimp

www.it.gimp.org il sito italiano di Gimp

www.pluto.linux.it l'associazione che si occupa della traduzione dei manuali

 

Pagina contenuta nel sito www.polesine.com


Cerca all'interno del sito
Testo da cercare
e / o MAIUSCOLO / minuscolo

  Vai al sito di ezeta.net  
 Phuket, la perla del Sud

Entra nel sito di Phuket