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Le parti principali che compongono un computer


Introduzione

Per computer si intende un insieme di parti collegate tra loro che costituiscono l’hardware: lo “scatolone” che contiene la memoria e l’unità di calcolo, il monitor o video, a cui si aggiungono la tastiera, il mouse ed eventualmente le casse, immancabili in un Pc multimediale. In qualche caso, per esempio nei portatili, tutte queste componenti sono in un unico blocco. Prima di comprare il computer, impariamo perciò a distinguere le sue varie parti e gli accessori (come stampante e modem, tanto per citare i più comuni), in modo da poter scegliere solo i prodotti migliori, più utili e più convenienti. 

Il microprocessore 

Anche detto Cpu, esegue calcoli e istruzioni dei programmi ed è il cuore del computer. Pressoché tutti i personal ne hanno uno di tipo Pentium (prodotto dalla Intel) o equivalente realizzato da altre aziende. La velocità di un processore Pentium è indicata dal numero che segue la lettera “P”: un P166 è più veloce di un P133 ma più lento di un P200. Se figura anche la sigla Mmx, allora vuol dire che il Pentium è del tipo con “estensioni multimediali”, che possono velocizzare alcuni programmi. 

La scheda madre 

In inglese “mother-board”, è la scheda base, interna al computer, su cui sono montati il processore e le altre schede e che li fa comunicare tra loro. In genere, i venditori non pubblicizzano il tipo e la marca della scheda madre. Eppure, una scheda più o meno buona può velocizzare o rallentare il computer in misura notevolissima. Alcuni modelli, poi, consentono all’utente di far funzionare il processore a una velocità maggiore di quella prevista dal costruttore (overclockare). Regolando opportunamente la scheda madre, un P133 può funzionare come un P150 o addirittura come un P200. 

Il disco rigido 

Memorizza in modo permanente programmi e dati. Se scriviamo un testo al computer dobbiamo sempre salvarlo sul disco rigido (hard disck). I software di nuovo tipo occupano sempre più spazio, e per questo anche i fabbricanti di hardware si sono dovuti adeguare, producendo dischi rigidi sempre più capienti. 
Fino a poco tempo fa, la dimensione di un disco si misurava in Megabyte (MB), cioè in milioni di byte (un byte corrisponde a 8 bit, la più piccola unità di informazioni). Ormai, però, l’unità di misura minima è il miliardo di byte (Gigabyte, in sigla GB). Per intenderci, è l’equivalente di circa 1.000 libri formato tascabile da 500 pagine ciascuno.
Oltre alla capienza, però, bisogna considerare anche la velocità con cui il disco rigido mette a disposizione i dati. È un fattore da non trascurare, al momento dell’acquisto, perché un hard disk troppo lento può trasformare tutto il computer in una tartaruga. Per questo, fatevi consigliare dal negoziante di fiducia. 

La scheda video 

La velocità di una scheda video si nota soprattutto quando il computer viene usato per creazioni grafiche, per visualizzare filmati o per videogiochi. Se la scheda video non è adeguata, le immagini appariranno a scatti, anziché scorrere con fluidità.
Alcune schede sono fortemente specializzate per una certo tipo di impiego: quelle 3D, ad esempio, sono utili per videogiochi che simulano un’azione tridimensionale, al limite della realtà virtuale.
Un’altra caratteristica da considerare è la memoria della scheda video, che può variare da un minimo di 1 MB fino a 8 MB e oltre. La quantità di memoria non influenza la velocità della scheda, ma il livello di dettaglio raggiungibile nelle immagini, soprattutto quando si usano monitor più grandi del normale (cioè superiori a 14 pollici).

La memoria Ram 

È la memoria veloce del computer. Se non ce n’è in quantità sufficiente, alcuni programmi lavorano al rallentatore, o addirittura non funzionano per niente. Per questo, chi acquista un Pc deve pretendere che la Ram a bordo non sia mai inferiore a 16 Megabyte. Si possono aggiungere moduli di memoria Ram anche in seguito, in modo da aumentare la capacità totale, ma solo se sulla scheda madre restano alloggiamenti liberi in numero sufficiente. Altrimenti, non resterà che sostituire i moduli già presenti.

Il floppy disk 

Sono i dischetti inseribili in tutti i computer, con cui è possibile trasferire un testo, un’immagine, o qualsiasi altra informazione prodotta al computer, per archiviarli o trasportarli altrove (per esempio, in un altro computer). Esistono diversi tipi di floppy disk, con diverse dimensioni e capacità, ma ormai tutti i Pc in commercio si sono adeguati allo standard da 3,5 pollici (cioè il tipo piccolo) e capienza 1,44 MB. Se però si devono consultare floppy disk di vecchio tipo, più grandi e flessibili, allora è necessario che la macchina sia equipaggiata con un apposito lettore.

Il lettore cd 

Serve a leggere i Cd-rom, la versione informatica dei comuni cd musicali. Data l’enorme capacità i cd possono contenere l’equivalente di oltre 400 floppy disk, e per questo sono molto utilizzati per programmi multimediali ricchi di immagini, animazioni, suoni. 
Se però il lettore cd non è abbastanza veloce, i filmati scorrono a scatti, e il funzionamento dei programmi su cd risulta rallentato.
Le prestazioni si misurano con un numero seguito dal segno “x” (“per”). Ma attenzione: non basta sapere se il lettore cd è a doppia velocità (2x), quadrupla (4x), sestupla (6x) o più. Per controllare se è davvero efficiente, bisogna conoscere (è indicato sulla scatola o sulle istruzione) il “tempo di accesso”: è bene che sia il più basso possibile. Per questo, due lettori apparentemente identici, ad esempio con la stessa velocità, alla prova sul campo possono dare risultati completamente diversi.
I lettori di Cd-rom possono leggere anche i normali cd audio: è molto comodo per ascoltare un po’ di musica mentre si lavora al computer.

Un giusto equilibrio 

Come è accessoriato il computer che stiamo per acquistare? Se il cartello in vetrina dice “P200, Hd 3 GB, Ram 32 MB, Cd-rom 20 x”, vuol dire che si tratta di microprocessore Pentium 200, con hard disk (disco rigido) da 3 miliardi di byte, memoria Ram da 32 milioni di byte, lettore cd a 20 velocità. Si tratta cioé di una configurazione già di ottimo livello, che, comprendendo anche un monitor, può costare intorno ai tre milioni di lire. 
Se è più di quello che possiamo spendere, rinunciamo alle prestazioni più brillanti, e risparmiamo diverse centinaia di migliaia di lire.
Qualsiasi configurazione si scelga, più o meno potente a seconda delle esigenze e del portafoglio, è però importante che i vari elementi siano equilibrati tra loro.
Sarebbe inutile, per esempio, avere un microprocessore velocissimo senza capacità di memoria veloce (Ram) adeguata. Così come sarebbe assurdo comprare un’automobile dal motore potentissimo ma con i freni deboli o un serbatoio minuscolo.
Se la configurazione che il negozio propone non ci soddisfa, possiamo chiedere alcune varianti. Ad esempio, se già sappiamo che dovremo memorizzare una grandissima quantità di dati, possiamo far sostituire il disco rigido con un altro ancora più capiente. Se invece useremo il computer per applicazioni multimediali molto impegnative, potremmo chiedere una Ram ancora più ampia. Naturalmente, le modifiche faranno variare anche il prezzo, ma in ogni caso si paga meno di quanto si spenderebbe in seguito dovendo sostituire alcuni pezzi.

Audio, radio e tivù 

All’interno del computer possiamo trovare, o montare in seguito, diverse altre schede elettroniche. Diffusissima è la scheda audio; se si collegano al computer un paio di casse altoparlanti e un microfono, permette di ascoltare musica o cantare al karaoke. La più comune è la Sound Blaster della Creative, che rappresenta uno standard di fatto. Esistono anche altre marche, a volte persino migliori, ma occorre sempre verificare che i programmi che utilizzeremo sono compatibili con queste altre schede.
Non è finita: ci sono schede che, inserite nel computer permettono di ascoltare la radio o di vedere la televisione dal monitor. 

La tastiera e il mouse 

Di norma vengono forniti insieme al computer, ma questo non vuol dire che siano regalati. Nel prezzo complessivo paghiamo anche mouse e tastiera, per questo possiamo pretendere che non siano di tipo scadente. 
Una buona tastiera è anzitutto abbastanza pesante e stabile, e i tasti sono dotati della giusta elasticità. Esistono alcuni modelli ergonomici, progettati per affaticare il meno possibile le mani quando si scrive a lungo. Anche per il mouse, il dispositivo che, guidato dalla mano, muove sullo schermo il cursore e attiva le diverse funzioni, sono importanti la solidità, la maneggevolezza, l’ergonomia. Un “topo” (questa la traduzione letterale) elettronico scomodo da usare, alla lunga lascia il polso indolenzito.
Se siete mancini, potreste incontrare qualche difficoltà nell’uso del mouse, che è progettato per i “destri”. Windows 95, però, presenta un’opzione per invertire le funzioni associate ai tasti.
Attenzione: se acquistate un computer all’estero, probabilmente la tastiera non sarà quella italiana, e quindi avrà una diversa disposizione delle lettere. Potrebbero mancare le vocali accentate, che non sono presenti in lingue come l’inglese.

Il monitor 

Molte persone pretendono il massimo quando scelgono il computer, ma poi, per risparmiare, si accontentano di un monitor (la sezione video) qualsiasi, anche il più economico. 
Niente di più sbagliato. Di occhi ne abbiamo soltanto due, e affaticarli troppo per leggere lettere sfarfallanti o troppo piccole, non è una buona idea. Meglio spendere un po’ di più (dal mezzo milione in su) e garantirsi il piacere di un’immagine stabile e sufficientemente ampia.
Per un impiego casalingo, si può acquistare un monitor SuperVga da 15 pollici (leggermente più grande di quelli standard), del tipo “non interlacciato” e con frequenza di “refresh” di 72 Hertz quindi con immagine stabile e “dot pitch” inferiore a 28 millimetri che garantisce sufficiente nitidezza (vedi il Glossario in fondo al libro per la spiegazione dei termini tecnici). 
Il modello scelto deve garantire una bassa emissione di radiazioni dallo schermo (“Low emission”). Alcuni marchi, come Tco92 e Tco95, garantiscono un livello di radiazioni ancora più basso.
Infine, deve essere possibile regolare l’autospegnimento dopo un certo tempo di attività. Il monitor, infatti, è la parte del computer che di norma incide di più sulla bolletta elettrica.
Al di là dei dettagli tecnici, il modo migliore per giudicare un buon monitor è farselo accendere in negozio e osservare con i propri occhi la qualità dell’immagine: i caratteri di testo non devono avere aloni o scie; le linee verticali e orizzontali devono essere parallele ai bordi e non subire distorsioni; la luminosità e la resa dei colori devono essere omogenee in tutti i punti (in particolare, un riquadro bianco non deve mostrare macchie colorate).

La stampante 

Quale comprare? Ne esistono tre tipi, che si differenziano per funzionamento e risultati di stampa.
Ad aghi: è l’unico tipo di stampante che può utilizzare i moduli continui, e per questo è molto diffusa negli uffici e negli studi professionali. Pur avendo bassissimi costi di manutenzione, presenta alcuni difetti: la rumorosità, la lentezza, la qualità di stampa non proprio eccelsa. Serve soprattutto per stampare testi, mentre non è per nulla adatta alla grafica.
A getto d’inchiostro (ink-jet) o a bolle d’inchiostro (bubble-jet): sono le più vendute, abbinano un costo non altissimo (intorno al mezzo milione) a una stampa di buona qualità. Possono essere utilizzate anche per stampare disegni e fotografie, persino a colori. L’inconveniente è che bisogna cambiare le cartucce di inchiostro, che si esauriscono rapidamente e sono piuttosto costose (oltre 50mila lire l’una).
Laser: è la più veloce e precisa, ma ha alti costi di acquisto e di manutenzione, e conviene realmente solo a chi deve stampare moltissime copie. Occorre sempre verificare che sia dotata di memoria sufficiente per il tipo di stampe che si intende eseguire.

Il modem 

Si può paragonare a una sorta di telefono che, anziché mettere in contatto due persone, fa dialogare due computer che si scambiano dati e informazioni attraverso la linea telefonica. 
Grazie al modem possiamo collegarci a Internet, spedire posta elettronica, inviare un fax direttamente dal Pc. I prezzi dell’apparecchio variano a seconda della velocità e dell’affidabilità, ma un prodotto di livello medio costa sulle 200-300 mila lire.
Esistono modem interni (schede da montare dentro il computer) ed esterni (scatolette da collegare dall’esterno). I primi costano un po’ meno, ma non sono trasportabili. Inoltre, non si possono spegnere autonomamente dal computer in caso di blocco e obbligano a spegnere e riaccendere il Pc con una fastidiosa perdita di tempo.
La velocità di un modem si misura in bps (bit per secondo). Ad esempio, per ricevere da Internet un’immagine da 100 kB con un modem da 14.400 bps, occorre circa un minuto. Con un modem da 28.800 bps, il tempo si dimezza (purché il servizio col quale si è collegati consenta questa velocità). Un modem veloce, quindi, consente di impegnare per meno tempo la linea telefonica, facendo risparmiare sulla bolletta.
I modem per linee telefoniche tradizionali possono, al massimo, sfiorare i 56.000 bps. Per andare oltre, sono necessarie linee telefoniche ad alta velocità Isdn. Ma le potenzialità dell’Isdn possono essere sfruttate appieno solo disponendo di modem particolari. Inoltre, occorre stipulare con il fornitore di accesso a Internet (provider) un abbonamento più costoso.

Lo scanner 

Questo apparecchio è più comune negli uffici che nelle case. Ma ormai i suoi prezzi sono scesi a livelli abbastanza abbordabili. Per poche centinaia di migliaia di lire, lo scanner ci consente di trasformare una fotografia o la pagina di un libro in un’immagine elettronica, per archiviarla nella memoria del computer, modificarla, ristamparla in più copie, o magari spedirla a un amico tramite modem.
Esistono diversi tipi di scanner: quelli a rullo trascinano il foglio per leggerlo; quelli piani (costo dalle 300-400 mila lire in su) sono i migliori e hanno un funzionamento che ricorda la fotocopiatrice.

Computer portatili 

Hanno dimensioni più piccole di una valigetta, ma la loro potenza di calcolo non ha ormai nulla da invidiare ai computer da tavolo (“desktop”) loro fratelli maggiori.
La miniaturizzazione, però, fa aumentare il prezzo: a parità di prestazioni i computer portatili (o “notebook”), costano sempre di più. Un P133 è intorno ai tre milioni di lire, ma il prezzo e la qualità dei portatili variano moltissimo a seconda della marca. 
Inoltre, la comodità di utilizzo della tastiera e la resa dell’immagine sullo schermo piccolo non sono paragonabili a quelle di un computer da tavolo.
Alcuni accessori dei portatili sono del tutto peculiari, e non si possono usare sugli altri computer. È il caso dei modem Pcmcia (si legge Pisiemsiai), più piccoli di un pacchetto di sigarette, che si possono inserire in un apposita fessura del notebook.
Al momento dell’acquisto, valutate bene che cosa vi serve davvero. Alcuni notebook dispongono anche di un lettore cd, che però fa aumentare il peso, oltre al prezzo. 
Lo schermo incorporato a cristalli liquidi (Lcd) incide notevolmente sul prezzo. Può essere di tre tipi: a matrice passiva (qualità standard, basso costo), Dual Scan (qualità medio alta, costo medio), Tft o matrice attiva (alto costo, ottima qualità). 
Il vero punto debole dei portatili è, spesso, la batteria: verificate quante ore può durare a spina staccata. 
Infine, accertate che il computerino non scaldi molto durante il funzionamento. Qualche modello scotta a tal punto che non è possibile poggiarlo sulle gambe.


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