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Il computer:
alcune preliminari informazioni per un acquisto consapevole
Il
computer: questo sconosciuto!
Il computer va di moda. Sempre più spesso si sente
parlare di autostrade informatiche, opere multimediali, realtà
virtuale. Ormai, qualsiasi fatto o personaggio sia associato a
Internet, fa subito notizia. E il personal computer sembra la
bacchetta magica dei nostri giorni, che rende possibile qualsiasi
cosa e risolve qualsiasi problema. Persino la dichiarazione dei
redditi sembra più semplice, quando si sente dire che “la si farà
al computer”. La speranza è che il cervellone elettronico lavori
al nostro posto, liberandoci da un po’ di fatica, e che ci metta
al riparo da ogni svista o errore. Ne è convinto anche chi gioca
il sistema “computerizzato” al Totocalcio. Insomma, il microchip
è ormai come il prezzemolo: va bene con tutto. Anche il tradizionale
corso di inglese ci farà sudare di meno (ci auguriamo) se è su
floppy disk. E le enciclopedie? Quelle di carta vendono sempre
meno, ma quando sono multimediali, cioè su Cd-rom, allora il successo
è assicurato. Persino l’antica abitudine di scriversi, che stava
lentamente tramontando (un po’ per la comodità del telefono, un
po’ per la lentezza delle poste), torna in auge in forma elettronica,
sotto il nome di E-mail.
Ecco allora che alla prima occasione buona, portafoglio permettendo,
il personal computer, Pc per gli amici, balza al primo posto nella
lista degli acquisti. Per chi già lo possiede, invece, la rincorsa
è al modello più evoluto, ultraveloce e con memorie illimitate.
O a nuovi accessori: schede video tridimensionali a milioni di
colori, lettori cd a venti velocità, modem-fax con abbonamento
Internet compreso.
Un bazar delle meraviglie. Che poi, fuori dal negozio, rischiano
talvolta di restare inutilizzate. Anzitutto perché queste diavolerie
tecnologiche non sono sempre facili da usare: non è come la tivù,
che basta premere un pulsante e poi fa tutto da sola.
Poi, perché non si sa bene cosa farne, di tutte quelle funzioni.
Mentre chi compra una bicicletta non ha dubbi che gli servirà
per pedalare, e chi acquista un televisore sa che ci si sederà
davanti a guardarla, la molteplicità di usi del personal computer
non è così semplice da definire.
La
risposta del computer
Già negli anni Ottanta, in Italia i primi personal
avevano suscitato molto interesse, ma anche molte delusioni. Anche
allora, dopo aver spacchettato il loro computer, molti italiani
scoprirono che in realtà non sapevano per cosa usarlo. Lo apprezzavano
soprattutto i più giovani, per agguerritissime battaglie contro
i “marzianini” o per scrivere la tesina universitaria. Videogiochi
e videoscrittura, in sostanza, erano gli usi più comuni.
Verso la metà degli anni Novanta, però, si sono diffuse anche
in Italia due rivoluzionarie novità.
Anzitutto, il cosiddetto “multimediale”, cioè la possibilità di
consultare tramite computer i Cd-rom, una sorta di libri parlanti
ricchi di immagini, musiche, descrizioni, e per giunta interattivi,
coi quali cioè l’utilizzatore non è solo spettatore, ma anche
regista dello spettacolo. E così è diventato possibile visitare
le opere del Louvre di Parigi, restando comodamente seduti sulla
poltrona di casa ma contemporaneamente vagando a proprio piacimento
da una sala all’altra del museo virtuale. E i più piccoli sbizzarriscono
la propria creatività immergendosi in un cartone animato e decidendone,
scena dopo scena, lo svolgimento, i colori, le musiche.
L’altra grossa novità è stata l’accesso di massa alla rete Internet,
che ha moltiplicato per mille e per diecimila le potenzialità
del vecchio calcolatore elettronico. I dati disponibili, infatti,
non sono più quelli contenuti in un solo computer, ma in milioni
di computer collegati tra di loro e facilmente accessibili.
Al di là dello schermo del monitor di casa, è ora possibile allungare
la mano verso un’infinità di informazioni, immagini, suoni di
tutti i generi e per tutti i gusti, dal testo della Bibbia ai
filmini a luci rosse, dalla Gazzetta Ufficiale alle canzoni di
una band californiana. E si può comunicare in un batter di ciglia
con persone sconosciute, in altri quartieri della città, in altre
città o in altri Paesi del mondo, per scoprire che magari coltivano
i nostri stessi interessi.
Ma
in pratica, che ci faccio?
Alla fine, però, la domanda si ripropone: a che serve,
concretamente, il computer? In realtà, è un apparecchio estremamente
versatile, che può trovare mille impieghi, a casa come al lavoro.
Ma anche se le potenzialità sono enormi, rischiano di restare
sprecate se non vengono canalizzate verso uno scopo preciso.
Prima di tutto, quindi, occorre chiedersi qual è il problema che
si potrà effettivamente risolvere grazie al computer. Se invece
l’acquisto non ha una ragione precisa, ma è dettato soltanto dalla
voglia di gustare la novità di cui tanto si parla, allora ci sono
buone probabilità che dopo i primi giorni di interesse la macchina
resti in un cantuccio a prendere polvere.
Per non sprecare soldi
Per assicurarvi che quelli per l’acquisto del Pc non
siano soldi sprecati, provate a scrivere una lista delle esigenze
reali che giustificano la spesa. Ve ne suggeriamo alcune:
•Preparazione di una tesi di laurea o altri testi lunghi e impegnativi.
•Preparazione di piccole pubblicazioni, volantini o pieghevoli
per attività sociali, ad esempio per realizzare il giornalino
della parrocchia o stampare gli inviti del club.
•Registrazione della contabilità di casa, piuttosto complessa.
•Catalogazione dei libri di una ricca biblioteca oppure di una
vasta raccolta di dischi e cassette o di una collezione di francobolli.
•Interesse specifico per un hobby o un’attività dal giardinaggio
alla storia dell’arte, al diritto pubblico sui quali si vorrebbero
scoprire nuove informazioni.
•Desiderio di scoprire persone che condividono gli stessi hobby
o interessi per scambiarsi informazioni o commenti.
•Voglia di conoscere gente e culture di altre nazioni.
•Necessità di studiare o praticare lingue straniere, in particolare
l’inglese.
•Necessità di tenersi in frequente contatto con parenti o amici
lontani, in altre città o altre nazioni.
•Presenza in casa di bambini, di cui si vuole stimolare l’apprendimento,
oltre a offrir loro una possibilità di svago.
•Necessità di fare acquisti a distanza, di prodotti non facilmente
reperibili in loco.
•Necessità di gestire il proprio conto corrente bancario senza
recarsi troppo spesso all’agenzia.
•Interesse verso il disegno e la grafica.
Questi sono solo alcuni esempi. Aggiungete altre vostre esigenze
che potrebbero trarre beneficio dal computer e verificate se i
motivi per comprarlo sono davvero validi.
Ovviamente, l’acquisto può essere giustificato da ragioni professionali
di lavoro o di studio. In tal caso, i possibili impieghi casalinghi
costituiscono ulteriori “ricadute” positive dell’investimento.
Cosa
compro?
Una volta stabilito che il computer serve davvero,
il passo successivo è capire quale modello fa per noi. Chi si
presenta al negozio dicendo semplicemente “Voglio un computer”,
in pratica si mette nelle mani del venditore, che potrebbe “piazzargli”
le merci su cui ha un maggior profitto.
Se invece sappiamo descrivere esattamente le nostre esigenze,
anche il negoziante saprà aiutarci nella scelta.
In generale, non bisogna lasciarsi guidare da manie di grandezza.
Se il computer ci servirà esclusivamente per scrivere lettere
e testi, compilare la schedina, scambiare messaggi via modem e
magari tenere la contabilità, ma non si ha alcun interesse verso
il mondo delle immagini e dei suoni, allora è inutile equipaggiarsi
con processori (le unità centrali del computer) superveloci e
quindi costosi.
Non bisogna, però, commettere nemmeno l’errore opposto. Anche
un buon programma di videoscrittura, ormai, può essere utilizzato
solo su macchine di media potenza. Inoltre, la tendenza dei produttori
di programmi (software) è a sfornarne di sempre più efficienti
ma anche più impegnativi per il computer: dunque, se si compra
un apparecchio troppo limitato, si rischia di doverlo sostituire
nel giro di pochi anni, se non di mesi.
A maggior ragione, se i nostri interessi sono soprattutto di tipo
“visualcreativo”, se cioè si dirigono verso immagini, filmati,
musiche, atlanti multimediali, corsi audiovisivi, giochi al limite
della realtà virtuale, è necessario puntare all’acquisto di un
“bestione” elettronico con i fiocchi. Sapendo, però, scegliere
quello con le caratteristiche più adatte ai nostri scopi.
E se invece col computer vogliamo fare un po’ di tutto, ma non
abbiamo un’esigenza speciale che domina sulle altre? Allora, conviene
puntare a una macchina di buon livello, senza pretendere il “top”.
In genere, infatti, i computer in vetta alla scala delle prestazioni,
le ultime novità, sono notevolmente più cari di quelli appena
un gradino sotto, ma la forte differenza di prezzo è dovuta più
a ragioni commerciali che reali. Dopo qualche mese, l’effetto
novità si sgonfia, e le quotazioni stratosferiche tornano a livelli
più realistici.
Oggi, ad esempio, il bolide dei personal computer è il Pentium
II a 300 Mhz (Megahertz). Per averlo, bisogna essere disposti
a sborsare qualche milioncino. Può valerne la pena solo se si
hanno esigenze particolari, mentre l’utente medio può tranquillamente
accontentarsi di un sistema con qualche Megahertz in meno che
costi la metà o un terzo, con prestazioni leggermente inferiori
ma più che sufficienti per l’uso che si intende farne
Occhio alla "patacca"
Prima di decidere l’acquisto, conviene sempre visitare
diversi negozi confrontando i prezzi e i modelli esposti.
Ma attenzione alle “offerte speciali” e agli sconti esagerati.
Chi vende a prezzi bassissimi, infatti, a volte ricorre ad alcuni
trucchetti, che in fin dei conti danneggiano il consumatore, come
per esempio:
•non rilasciare regolare ricevuta fiscale, per “dribblare” abilmente
il Fisco;
•vendere fondi di magazzino, cioè apparecchiature ormai obsolete
e in realtà poco utili;
•vendere macchine apparentemente uguali a quelle più costose,
ma composte da elementi di seconda scelta;
•proporre macchine apparentemente molto potenti (ad esempio con
un processore velocissimo), in realtà carenti in alcuni comparti
essenziali per le prestazioni (ad esempio la capacità della memoria
Ram o del disco rigido), cui il cliente sprovveduto fa meno attenzione;
•non garantire alla clientela un’adeguata assistenza, in caso
di guasti o altri problemi
Venditori, no all'ignoranza
Molti venditori non sanno dare consigli appropriati
al cliente. Non tanto per malafede o interesse, ma semplicemente
perché non conoscono a fondo la merce che vendono. In altre parole,
sono soltanto capaci di battere cassa.
Eppure, la funzione di un commerciante è anche quella di informare
e consigliare. Soprattutto quando si compra un computer intero
(cioè non un singolo componente ben individuato), è difficile
valutarne la qualità. È allora indispensabile rivolgersi a un
negoziante di fiducia, competente su ciò che vende, che può aiutarci
a scegliere prodotti validi e realmente utili. E che magari sia
disposto a sostituire il prodotto acquistato con un altro, se
non ci soddisfa
Bundle e Bulk, vero
risparmio?
I negozi di computer propongono spesso “offerte speciali”.
Nel campo dell’informatica, infatti, il progresso è rapidissimo,
e se un apparecchio non viene venduto nel giro di pochi mesi,
diventa subito obsoleto. E per questo i venditori devono svuotare
il magazzino con ogni mezzo. Ma attenzione a non farvi rifilare
pezzi d’antiquariato informatico.
A volte, le offerte sono accompagnate da espressioni in inglese
come “bundle” o “bulk”. Che vogliono dire?
Bundle si riferisce ai programmi venduti a corredo del nuovo computer.
In genere questo software è fornito senza manuali o con manuali
ridotti.
Bulk, invece, sta a indicare componenti non marchiati, prodotti
da una casa anche famosa di cui, però, non hanno né il marchio
né l’assistenza.
A volte si possono trovare componenti hardware (come ad esempio
una scheda video) venduti privi cioè della regolare confezione.
Si tratta di parti originariamente destinate a essere montate
in un computer in vendita, e che invece sono vendute sfuse. Anche
in questo caso si possono spuntare prezzi interessanti, ma attenzione:
spesso, oltre alla scatola, manca anche il libretto d’istruzioni,
e potrebbe non essere garantita l’assistenza da parte della casa
produttrice
Assemblato o di marca?
I computer assemblati sono quelli anonimi, spesso
montati dallo stesso venditore con parti di diversa provenienza.
I prezzi sono bassi, ma l’acquisto conviene solo se si ha davvero
fiducia in chi sta dall’altra parte del bancone, e soprattutto
quando si sa esattamente che genere di pezzi l’assemblatore monta
dentro il computer.
D’altra parte, neppure scegliendo un prodotto di marca, o acquistando
presso qualche famosa catena di negozi, le brutte sorprese sono
escluse. Se però la marca è prestigiosa, allora abbiamo qualche
garanzia in più. Naturalmente, la qualità si paga.
Verificare sempre il periodo di garanzia: se è quello minimo di
un anno o se è più esteso, e in quali forme viene prestata l’assistenza
in caso di malfunzionamento
Personal o Mac
Sebbene la maggioranza dei computer in commercio per
uso domestico siano del tipo Pc, cioè personal computer, funzionanti
con programmi come Dos e Windows, ce ne sono anche di altri tipi.
Il concorrente più agguerrito è il Macintosh, utilizzato soprattutto
per applicazioni grafiche.
Macintosh, un mondo
a parte
Il Macintosh della Apple non è una
“marca” diversa di personal computer. È una macchina completamente
diversa, per la tecnologia, ma soprattutto per la filosofia che
la sottende. Ancor prima dell’avvento di Windows 95, gli Apple
Macintosh sono stati i veri “inventori” dell’interfaccia grafica
a icone, del mouse, della possibilità di annullare i comandi errati
e di tante altre possibilità che rendono assai comodo l’utilizzo
di un computer.
Da oltre dieci anni hanno introdotto un modo di rapportarsi tra
l’uomo e i sistemi informatici originale, facile e di immediato
apprendimento.
Non a caso i Macintosh sono molto utilizzati per la didattica,
oltre che per la grafica. Entrate in una tipografia o in uno studio
di illustratori, e probabilmente troverete un Apple. Molti di
quelli che lo usano, non lo cambierebbero per nessuna ragione
con un “banale” Pc!
Nonostante queste virtù, il computer della mela (è questo il significato
della parola Apple) non ha vinto la sfida di mercato con i Personal,
e anzi è relegato a una piccola quota di utenti, peraltro penalizzati
dalla scarsità di programmi e cd destinati al Macintosh (anche
se oggi si stanno diffondendo i programmi “multipiattaforma”).
Il testo contenuto
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"Consumare senza essere consumati"
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