|
Pasta: frodi e furbizie
È il simbolo della cucina
italiana, il prodotto più amato dagli italiani: soggiornare
all'estero e stare una settimana senza affondare la forchetta
in un piatto di spaghetti fa soffrire i cittadini d'Italia.
Insomma nell'immaginario italico la pasta è equiparata
alla mamma. Come tutti i prodotti anche la pasta può
essere oggetto di contraffazioni e di... furbe presentazioni.
In Italia la pasta si fa con la farina di grano duro (semola)
e il pane con quella di grano tenero; stante la differenza di
prezzo, la frode più frequente è quella di mescolare
le due farine. All'estero è consentita la vendita, e
l'esportazione in Italia, di pasta di grano tenero. Il risultato
è acqua di cottura torbida per la perdita d'amido, pasta
opaca e collosa, più adatta ad attaccare manifesti che
ad essere girata nella forchetta. Per evitare questa spiacevoli
sorprese basta leggere sulla etichetta la composizione: semola
ed acqua sono i soli ingredienti che devono essere indicati.
In modo fraudolento possono essere usati anche altri cereali
o semole avariate e per evitare di cadere in queste trappole
sono opportuni alcuni controlli che ogni consumatore può
effettuare, tenendo presente che la pasta:
* deve essere di colore giallo ambrato;
* non deve avere punti bianchi, neri, bolle d'aria o incrinature;
* deve produrre un suono secco quando si rompe;
* deve tenere la cottura (pasta al dente);
* non deve odorare di acido o di muffa.
Una attenzione particolare va rivolta ad alcuni prodotti alimentari
simili alle paste, ma che tali non sono e che vengono presentati
come "preparati alimentari" o "specialità
gastronomiche". È tutto perfettamente legale ma
sa molto di furbizia!!
Dal notiziario on line dell'ADUC
|