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La televisione

INDICE

Tutti quei bottoncini
Questione d'immagine
Effetto teatro

 

Indovinate qual è l'elettrodomestico più guardato? Naturalmente il caro vecchio televisore. Mentre gli altri “domestici con la spina” ci aiutano soprattutto nelle faccende pratiche, il televisore intrattiene la famiglia con spettacoli e informazioni (bene o male, a seconda dei programmi, ma questo è un altro discorso).

Tutti quei bottoncini

Per aiutare chi ha deciso di regalarsi (o di regalare ai propri cari) un apparecchio televisivo proponiamo una panoramica di funzioni e caratteristiche particolari, nelle quali può essere difficile orientarsi.
Una novità sempre più diffusa è l’affermazione del formato 16:9. Si tratta di un rapporto tra larghezza e altezza dello schermo tipico dei film trasmessi al cinema e non riproducibili nei tv color tradizionali (che hanno uno schermo 4:3). In pratica, quando viene trasmesso un programma nel formato originale 16:9 (evento, per la verità assai raro fino a qualche tempo fa, un po’ più comune oggi), con un televisore normale vedremo la banda nera in alto e in basso dei fotogrammi, mentre con un apparecchio “panoramico” si avrà una riproduzione molto simile a quella della sala.
Un po’ su tutti i modelli, anche quelli più economici, troveremo poi la presa scart per collegare un videoregistratore o una telecamera, decine di canali di memoria (più che sufficienti anche per chi voglia farsi un’abbuffata di televendite così frequenti nello “zapping”) e la possibilità di scegliere la versione con televideo con l’aggiunta di qualche lira.
Da segnalare anche “l’On screen display” Osd: la possibilità, cioè, di visualizzare tutte le informazioni di regolazione dello schermo. Dal colore al suono, con questo strumento non è più necessario consultare i manualetti di istruzione: tutto è consultabile tramite menù sul video, e selezionabile con un tocco di telecomando.
L’Osd può essere chiamato anche con altri nomi da alcuni case: “Easy Logic”, “Easy Dialog”, e via dicendo.

Questione d'immagine

Ma prima ancora di scegliere gli “optional” e decidere se sono fondamentali (il televideo, sappiate, può anche essere inserito dopo con una spesa di circa 90mila lire), è bene dare un’occhiata alla qualità dell’immagine. Diciamo subito che una prima differenza è data dal tipo di cinescopio utilizzato. Un tipo particolare è il Trinitron, un sistema esclusivo della Sony che permette una speciale qualità dell’immagine.
Da considerare, poi, la dominante di colore propria di ogni televisore. A seconda della marca, può succedere che vi sia una dominante di blu, con colori più “freddi”, o di rosso con sensazioni più “calde”, che deve essere valutata secondo i gusti personali di ognuno.
Un buon metodo per scegliere l’apparecchio è confrontare in negozio immagini uguali sui diversi modelli accesi. Questo ci permetterà di valutare anche la definizione dell’immagine.

Effetto teatro

Il vero salto di qualità è il grande schermo: i televisori “effetto teatro” (o “effetto panoramico”). Stiamo parlando, ovviamente, di schermi giganti, e che naturalmente si adeguano al nuovo rapporto 16:9 tra larghezza e altezza.
Spesso questi modelli sono dotati anche di tecnologia 100 Hertz, ossia sono capaci di rendere molto più stabile l’immagine, riducendo lo “sfarfallio” che stanca gli occhi sui normali apparecchi televisivi. La nota dolente sono i prezzi, decisamente elevati.



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