Microonde,
friggitrici, robot
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INDICE
Microonde a rischio?
I dubbi del gastronomo
Forni per tutti i gusti
Consigli per gli acquisti
Sbagliando s'impara
Friggitrice elettrica
Fritture rettangolari
Robot in cucina
L'hit parade dell'inutilità
Il maxi-comodo mini-pimer |

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Il forno a microonde
è l’ultimo arrivato tra gli elettrodomestici. È diverso sia dal
tipo tradizionale a gas, sia da quello elettrico. È un nuovo sistema
di cottura che attraverso onde elettromagnetiche fa vibrare le
molecole d’acqua contenute negli alimenti, determinando attrito
e quindi calore. Le onde sono in grado di attraversare il vetro,
ma non il metallo.
Mentre negli Stati Uniti è diffusissimo, in Italia il forno a
microonde ha cominciato da poco a diffondersi. E questo non dipende
solo dai diversi stili di vita (il microonde consente una preparazione
più rapida, ideale per chi lavora e sta poco in casa). La diffidenza
è legata anche ai dubbi sulla sicurezza dell’apparecchio e sulla
qualità dei piatti cucinati.
Microonde a rischio?
Esaminiamo da vicino
la questione sicurezza. Le microonde sono radiazioni elettromagnetiche
nocive solo se colpiscono direttamente l’uomo. I forni devono
quindi garantire una tenuta stagna delle pareti e, soprattutto,
della porta e delle guarnizioni.
Gli apparecchi attualmente in commercio sono dotati di dispositivi
di sicurezza che disinseriscono il magnetron, cioè il generatore
di microonde, in caso di apertura accidentale o chiusura imperfetta
dello sportello. Ma è sufficiente? I microonde certificati dall’Imq,
l’Istituto del marchio di qualità italiano, devono superare prove
per la sicurezza termica, meccanica, elettrica e relativa alle
microonde.
La dispersione massima delle onde non deve superare i cinque milliwatt
per centimetro quadrato a una distanza di cinque centimetri dal
forno. Per verificarlo, il forno è sottoposto a diversi test,
uno dei quali consiste nel sottoporre lo sportello a centomila
cicli di funzionamento per poi misurare se ci sono fughe di microonde.
I dubbi del gastronomo
E veniamo alle prestazioni
culinarie. È convinzione comune che il microonde sia ideale per
scaldare o scongelare le vivande risparmiando tempo ed energia
elettrica, ma non sia assolutamente adatto alla preparazione di
piatti elaborati.
In realtà, i modelli presenti sul mercato sono molto diversi.
Ci sono quelli più semplici, con una potenza resa (cioè effettivamente
utilizzata per la cottura, ben diversa dalla potenza assorbita,
che può arrivare al doppio) variabile tra 700 e 1000 watt. Si
prestano bene, oltre che a scongelare e a riscaldare, alla preparazione
di verdura e pesce cucinati con pochi grassi.
I prezzi possono variare a seconda della capacità (in genere dai
15 ai 31 litri), e del numero dei livelli di potenza disponibili
per la cottura che, nei modelli più sofisticati, arriva fino a
nove.
Forni per tutti
i gusti
I cosiddetti “combi”,
sono dotati di grill e consentono di arrostire le patate o cuocere
pizze. In questo caso, alla potenza del normale funzionamento
a microonde si aggiunge quella del grill, dai 1000 ai 1500 watt.
Questa è la fascia su cui puntano maggiormente i produttori. E
il consumatore può scegliere tra proposte con funzioni ormai sofisticatissime.
Alcuni modelli sono dotati del sistema multidiffusione che, attraverso
quattro fonti di emissione di microonde, consente di cuocere in
maniera più uniforme. Altri sono a funzionamento elettronico,
con tasti appositi per cuocere le patate o scongelare la pizza.
I modelli “hi-tech” che impiegano la fuzzy logic (o “logica sfumata”),
un sistema microelettronico che elabora le informazioni ricevute
in modo molto simile al cervello umano. In parole povere, basta
schiacciare un tasto e il forno regola automaticamente tempo di
cottura e potenza in base al cibo. Naturalmente, i prezzi sono
“elaborati” di conseguenza.
Infine, ci sono i modelli che combinano la cottura a microonde,
quella tradizionale ad aria calda e il grill.
Sono apparecchi che possono tranquillamente sostituire il forno
tradizionale. Con un’avvertenza: occhio al rapporto prezzo/prestazioni.
Per avere un forno in grado di prendere effettivamente il posto
di quello tradizionale, bisogna valutare bene la grandezza, oltre
che le prestazioni offerte. Basti pensare che un forno tradizionale
ha un volume di 50 litri, mentre i modelli più capaci a microonde
arrivano in genere ai 30.
Consigli per gli
acquisti
Per fare un buon acquisto
occorre tener presenti alcune caratteristiche dei forni a microonde:
si tratta di apparecchi abbastanza ingombranti, prima di portarli
a casa appurare se c’è spazio disponibile.
Per la pulizia è meglio scegliere quelli forniti di pareti catalitiche
che la rendono più agevole (favoriscono la trasformazione dei
grassi in vapore acqueo e anidride carbonica, un effetto che dura
5/10 anni). Verificate la presenza del contaminuti digitale indispensabile
per stabilire esattamente i tempi di cottura, della chiusura di
sicurezza, che mette il forno al riparo dai bambini, e della sicurezza
termica ed elettrica che evita scottature e scosse. Un utile optional,
che consente una cottura uniforme, è il piatto girevole.
Sbagliando s'impara
Chi ha deciso per il
forno rapido, deve comunque mettere in conto un certo periodo
di “apprendistato”. Bisogna, infatti, farsi la mano sulle pentole
da utilizzare, su come preparare e manipolare il cibo, e soprattutto
sui tempi di cottura. E questo, nonostante manuali e ricettari
di cui tutti i modelli sono forniti.
Ecco alcuni consigli per utilizzare correttamente il forno a microonde.
1) Pulire frequentemente i bordi dello sportello e verificare
che la tenuta non sia ostacolata da residui di cibo o altro. Lo
stesso discorso vale per le guarnizioni.
2) Non sbirciare all’interno, gli occhi sono estremamente
sensibili alle onde.
3) Non scaldare liquidi e pappette col biberon.
4) Quando viene installato controllare che ci sia abbastanza
spazio per una buona ventilazione. Attenti a non ostruire l’uscita
della ventola.
5) Durante la cottura non utilizzare stoviglie di legno,
che si spacca, e metalli che riflettono le microonde e le fanno
rimbalzare da una parte all’altra del forno.
6) Cautela nell’utilizzo di materiali in plastica. Non
è ancora stata detta e scritta l’ultima parola sugli effetti
delle onde su questo materiale.
Friggitrice elettrica
Pochi altri elettrodomestici
sono stati tanto pubblicizzati e poco usati. Questo perché, dopo
l’entusiasmo per la novità, si realizza che per metterla in funzione,
lavarla, riporla si spende tanto di quel tempo che si ritorna
alla classica padella.
In realtà, la friggitrice è veramente utile solo per famiglie
numerose che abitualmente friggono patate, pesce, carne e verdure.
Per usarla correttamente vanno tenuti presenti alcuni accorgimenti.
Le patate, ricche di amido, vanno fritte al naturale. Tutti gli
altri cibi è preferibile impanarli con uovo e pane grattugiato
o uovo e farina (pastella).
Gli alimenti devono essere immersi solo quando l’olio è bollente.
Friggeteli un po’ per volta senza far mai mancare l’olio. Sale
e spezie si aggiungono alla fine.
Per non surriscaldare l’olio tagliate pesce o verdure in pezzi
uniformi e non troppo spessi. La temperatura di cottura non deve
superare i 180 gradi centigradi. Utilizzare olio extravergine
di oliva e sostituite ogni volta l’olio impiegato. È una pratica
sbagliata quella di “rabboccare” l’olio già impiegato per la frittura
con dell’altro nuovo: l’olio fresco, infatti, si altera velocemente
non appena entra in contatto con quello usato.
Fritture rettangolari
Anche per acquistare
la friggitrice giusta ci sono alcune regole da seguire. La forma
più pratica? Gli esperti assicurano che è quella rettangolare.
Requisiti indispensabili di una buona friggitrice sono: pareti
interne di metallo normale (le antiaderenti si rovinano prima),
apertura automatica del coperchio, filtro per l’olio, cestello
automatico, timer, oblò antiappannamento, presenza dell’indicatore
di livello dell’olio, maneggevolezza e leggibilità dei pulsanti,
semplicità di apertura del coperchio, facilità di pulizia, affidabilità
del termostato.
Robot in cucina
Quanti “piccoli elettrodomestici”
affollano inutilizzati lo sgabuzzino di casa? Ammettiamolo: siamo
quasi tutti vittime del bombardamento pubblicitario a base di
massaie super efficienti che fanno tutto con preziosissimi robot
da cucina super accessoriati. Tritano, impastano, affettano, montano,
sbattono, frullano, centrifugano e via dicendo.
Ma la triste realtà di tutti i giorni è diversa. È vero che per
un semplice battuto il robottino impiega dieci secondi anziché
qualche minuto. Ma quanto tempo ci vuole a disseppellire i pezzi
dall’armadio, a montarli, smontarli e soprattutto lavarli? Senza
contare che i cestelli di plastica di questi robot sembrano fatti
apposta per essere pressoché illavabili.
Provate a montare la maionese o la panna: le tracce diventano
inamovibili anche se fresche, e di lavastoviglie neanche a parlarne.
Primo, perché è sempre consigliato il lavaggio a mano. Secondo,
perché anche chi vuole trasgredire scopre che i pezzi sono così
ingombranti da togliere il posto almeno a mezza dozzina di piatti.
Certo, il robot è utile in caso di pranzi per un gran numero di
persone, per mega soffritti e super minestroni. Ma chi li fa mai?
E quella volta che si fanno, ci si dimentica di usare il robot.
L'hit parade dell'inutilità
Gelatiera. Preparatevi
un gelato con le vostre mani e compratene uno di gusto uguale
da un buon artigiano. Confrontateli, e poi butterete la gelatiera.
Vaporiera elettrica. Passata l’infatuazione naturalistica,
la cestinerete senza pietà. Specialmente dopo che vi sarete accorti
che per cucinare ottimamente al vapore basta usare una semplice
pentola con due dita d’acqua e un cestello forato di acciaio per
sostenere gli alimenti (lo stesso che si usa nella pentola a pressione).
Coltello elettrico. Roba da film dell’orrore.
Yogurtiera. Con quel poco che costa un vasetto di yogurt,
al gusto che volete e alla consistenza che desiderate, per ammortizzare
la spesa di questo aggeggio dovreste farvi almeno venti yogurt
al giorno per vent’anni. Ricordate anche che i latticini industriali,
spesso destinati ai bambini, sono tra i prodotti meglio controllati
dalle autorità sanitarie.
Affettatrice elettrica. Può essere pericolosa. Inoltre,
molti salumi (prosciutto cotto, mortadella) deperiscono o si seccano
presto e quando si usa questo attrezzo, si sa, si abbonda con
il taglio. Lasciatela ai salumieri.
Il maxi-comodo mini-pimer
Rendiamo
onore all’unico piccolo elettrodomestico in grado di dare un vero
aiuto in cucina. È il mini-pimer, o frullino a immersione. È quell’aggeggio
cilindrico facilmente impugnabile e che termina da una parte con
un estremo frullante e dall’altra con il filo e la spina. Quest’ultimo
accessorio, e cioè la spina, deve sempre esserci, perché quelli
con batterie che si ricaricano per contatto con il supporto hanno
scarsa potenza e prestazioni meno soddisfacenti che invece è in
grado di offrire il modello ad alimentazione elettrica diretta.
E veniamo ai pregi. Praticità: massima. Manutenzione: facilissima,
basta “fare una doccia” all’estremità che è venuta a contatto
col cibo subito dopo averlo usato. Costo: contenuto, sulle 70mila
lire.
Il mini-pimer ha le possibilità tipiche del frullino tradizionale:
fa il pesto, i battuti, i frullati di frutta, i frappé, la panna
montata, la maionese, la mousse e via dicendo. Ma col vantaggio
di essere utilizzato direttamente nel contenitore del cibo che
si sta preparando o in uno facilmente lavabile (non la plastica).
Ad esempio, operando direttamente nella pentola.
Il testo contenuto
in questa pagina è tratto da
"Consumare senza essere consumati"
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