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La lavatrice 

INDICE

Lavaggio tridimensionale
Acqua calda senza sprechi
L'update del bucato
Trucchi di lavaggio
Il ciclo "eco"
Quanti chili e quanti giri
Tempo di lavaggio
I detersivi per lavatrici
Le sostanze attive
Piccolo è bello?

Sono dovute all’elettronica molte delle novità di cui sono equipaggiati i modelli di punta proposti da ogni produttore. C’è la lavatrice “intelligente” che seleziona da sola il programma ottimale e la velocità della centrifuga a seconda del tipo di tessuto e grado di sporco, riducendo così i consumi di acqua, energia e detersivo. Tramite dei sensori può persino rilevare il grado di durezza dell’acqua, così da usare la giusta quantità di detersivo (che perde leggermente la sua efficacia con l’aumentare della quantità di carbonati presenti nell’acqua).
Per la lana, più delicata, c’è infine un nuovo sistema di lavaggio “a culla” con movimenti a dondolo e non a rotazione. E ­ ma non è più una novità ­ ci sono le “lava-asciuga”: comode, ma il contatore dell’elettricità gira all’impazzata.

Lavaggio tridimensionale

E se il venditore ci propone una lavatrice a “lavaggio tridimensionale”? Questo parolone indica semplicemente che nel cestello l’acqua si rovescia sul bucato da più direzioni, ad esempio con un getto d’acqua a cascata, un altro a pioggia e un’irrorazione dal basso e dalla parte posteriore.
Per non sprecare neanche un grammo di detersivo, talvolta è previsto il ricircolo continuo dell’acqua nel cassetto del detersivo, che viene così completamente diluito in una piccola quantità d’acqua. Questa è riscaldata e “gettata” alla giusta temperatura sui tessuti. Un altro sistema anti spreco, adottato da alcuni costruttori, riutilizza l’acqua dell’ultimo risciacquo ­ praticamente ancora pulita ­ nella prima parte del lavaggio successivo.

Acqua calda senza sprechi

Le lavatrici sono sempre state tra gli elettrodomestici più “pesanti” per la bolletta elettrica, a tal punto da far saltare il contatore se l’impianto non è sufficiente. I consumi elettrici indicati dalle case produttrici sono riferiti a un lavaggio completo a 60 gradi senza prelavaggio. Tra i modelli migliori delle diverse marche, le differenze sono ormai veramente minime. In genere i consumi sono di poco superiori a un chilowatt l’ora. Eppure risparmiare ancora in bolletta si può, a patto di investire qualche soldo in più sull’acquisto.
Per tagliare drasticamente l’uso di corrente elettrica, comunque, si può scegliere un modello che permette di allacciare la lavatrice all’impianto dell’acqua calda centralizzato, se esiste.
Questo, tra l’altro, significa anche rispetto per l’ambiente visto che usa l’acqua riscaldata a gasolio, a gas o comunque con sistemi più economici dell’energia elettrica.

L'update del bucato

Altra novità interessante delle lavatrici più sofisticate, è la possibilità di modificare i programmi di lavaggio negli anni a venire adattandoli a nuove fibre, nuovi detersivi e nuove esigenze “semplicemente” aggiornando il programma elettronico che regola l’apparecchio. Né più né meno come l’“update” (che appunto vuol dire “aggiornamento”) di un programma per computer.

Trucchi di lavaggio

Le prestazioni sia dei nuovi che dei vecchi modelli si possono migliorare con qualche accorgimento. Ve ne proponiamo alcuni.
• Valutate correttamente il grado di sporco della biancheria e usate raramente il programma a 90 gradi, esclusivamente per il bucato molto sporco. Lavare a questa temperatura, infatti, comporta elevati consumi di acqua, di detersivo (per la fase di prelavaggio) e di energia (per alzare la temperatura dell’acqua). Oltretutto, più è alta la temperatura più le fibre dei tessuti si rovinano.
• Preferite temperature più basse (40-60 gradi) considerando che i detersivi contenenti enzimi non hanno alcuna efficacia se vengono superati i 60 gradi.
• Se la lavatrice non “pesa” il carico di bucato per regolare automaticamente l’impiego di acqua, di detersivo ed elettricità, utilizzatela solamente a pieno carico oppure selezionate il tasto “mezzo carico”.

Il ciclo "eco"

Se la biancheria non è molto sporca scegliete il “ciclo breve” o “eco” nelle lavatrici che ne sono dotate. Non cedete alla facile (ma errata) convinzione che più detersivo significhi più pulizia. Il detersivo, infatti, è il fattore che incide di più sui costi del bucato e, inoltre, inquina fiumi e mari. Inoltre l’eccesso finisce per rimanere sui nostri capi, rovinandoli e facilitando reazioni allergiche. Provate invece a ridurre un po’ le dosi: potreste rimanere ugualmente soddisfatti.
Pulite frequentemente il filtro della lavatrice (a meno che non sia autopulente). Le impurità e il calcare accumulato possono rovinare i meccanismi dell’apparecchio. A rischio di passare per “fissati”, leggete attentamente il libretto delle istruzioni dell’apparecchio nuovo: contiene sempre preziosi suggerimenti per utilizzare al meglio l’elettrodomestico.

Quanti chili e quanti giri

La capacità di carico della lavatrice “standard” è generalmente di 5 chilogrammi, equivalenti al normale bucato familiare. Ma alcuni modelli arrivano anche a 5 chili e mezzo o 6 chili di biancheria. Tenete d’occhio il numero di giri della centrifuga. È buona regola scegliere le macchine per lavare dotate sia del numero di giri più alto (fondamentale per “strizzare” i capi resistenti) che più basso (utile per i delicati). Queste funzioni si trovano solitamente sui modelli della fascia “top”. Un buon modello consente la selezione tra 400 e 1.600 giri.

Tempo di lavaggio

Un indice essenziale per calcolare quanto spenderemo nel corso dell’anno è dato dal tempo di lavaggio. Infatti, sarebbe inutile indicare solamente i consumi di elettricità (espressi in kilowatt per ogni ora) senza riportare anche il tempo di lavaggio.
Quasi tutti i modelli sono ormai dotati di un dispositivo elettronico capace di pesare il carico di biancheria e adeguare automaticamente i consumi controllando il fabbisogno di acqua, la durata del lavaggio e del risciacquo. Quando i tessuti sono perfettamente imbevuti, infatti, si interrompe automaticamente il prelievo dell’acqua e parte la circolazione forzata della soluzione saponata. In questo modo non si riscalda acqua in eccesso e si risparmia energia.

I detersivi per lavatrici

A dare ascolto alle promesse della pubblicità dei detersivi lavare i panni, al giorno d’oggi, non costituisce più un problema. Macchie di qualunque origine, dovrebbero fuggire terrorizzate solo alla vista dei potentissimi supermen del bianco. L’unico imbarazzo del consumatore, semmai, potrebbe essere costituito dalla scelta del tipo di prodotto tra i tanti liquidi, le polveri tradizionali, i concentrati o i micronizzati. Ma è davvero così?

Le sostanze attive

Sulle confezioni di detersivi per lavatrice è riportato un lungo elenco di complicati composti chimici.
Tensioattivi anionici: sostanze dotate di spiccate proprietà “bagnanti”, preposte alla rimozione dello sporco, alla dispersione delle particelle e all’emulsione di sostanze grasse di cui facilitano il distacco.
Zeolite A: silicati allumino-sodici, contenuti in tutte le polveri e in alcuni detergenti liquidi. Rendono l’acqua meno dura, riducendo la quantità del detersivo da utilizzare e facilitando la capacità detergente. Disperdono anche lo sporco impedendone la rideposizione durante il lavaggio.
Perborato (ossigeno attivo): completa l’azione del detersivo, sviluppando ossigeno durante il lavaggio. L’azione ottimale viene svolta alle alte temperature.
Saponi: composti dotati di un buon potere detergente, hanno anche la funzione di controllo della schiuma. Funzionano bene in acque dolci, mentre in acque dure si sciolgono più difficilmente.
Silicati sodici: utilizzati per mantenere il desiderato grado di alcalinità e come inibitori di corrosione per le parti meccaniche della lavatrice.
Enzimi: sostanze organiche di natura proteica adatte alla rimozione dello sporco proteico, all’aggressione di quello amidace, e all’eliminazione della macchie d’unto (sughi, grassi cotti, sebo e cosmetici).
Sbiancanti fluorescenti: prodotti organici che agiscono sulle fibre aumentando brillantezza e grado di bianco dei tessuti. “Taed”: attivatori dei perborati, adatti a migliorarne le prestazioni alle basse temperature.

Piccolo è bello?

La crescente affermazione e diversificazione dei concentrati per lavatrice, comodi per l’ingombro minimo delle confezioni, corrisponde anche a un miglioramento di prestazioni e qualità di questi detergenti? Da un test effettuato da “Il Salvagente” sono emersi dei risultati interessanti. In generale, i detersivi micronizzati e quelli tradizionali in polvere dimostrano una maggiore efficacia dei liquidi, sia sulle macchie di vino, tè, frutta, pomodoro e altri vegetali che su quelle di latte, sangue, pasta o unto.
Rispetto ai detersivi tradizionali, le polveri concentrate presentano minori effetti secondari sui capi lavati, facendo diminuire le incrostazioni che favoriscono l’ingrigimento dei tessuti.
Sempre nei confronti dei prodotti tradizionali, i micronizzati risultano arricchiti di componenti attivi che soddisfano le esigenze di lavaggio a basse temperature e per sporchi di tipo grasso.
Sia i liquidi che i micronizzati permettono l’inserimento del dosatore direttamente nella lavabiancheria, con la conseguente esclusione del programma di prelavaggio e con una maggiore efficacia nel risciacquo.
L’uso dei detersivi micronizzati consente un risparmio energetico e un minor impatto ambientale, sia per l’impiego di dosi più contenute nei singoli lavaggi a medie e alte temperature, sia per il ridotto materiale utilizzato per l’imballaggio. A questo proposito un buon consiglio per l’ambiente e per le tasche è scegliere sempre le ricariche della marca preferita: il minor imballo si tradurrà anche in un prezzo minore.



Il testo contenuto in questa pagina è tratto da 
"Consumare senza essere consumati
 prodotto da
"Il Salvagente"
Cooperativa editoriale Il Salvagente a r.l.
via Pinerolo 43, 00182 Roma.
E mail: Salvagente@tin.it

"Il Salvagente" è il settimanale dei consumi, dei diritti e delle scelte.
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